15 gennaio 2001: nasce Wikipedia, il campo di battaglia che non si vede
Il 15 gennaio 2001 nasce Wikipedia, non come progetto politico o strategico, ma come esperimento radicale di conoscenza aperta e collaborativa. A distanza di oltre vent’anni, quella scelta apparentemente neutra ha contribuito a modificare in profondità l’ecosistema informativo globale, anticipando dinamiche oggi centrali per la sicurezza e la Difesa.
Wikipedia ha reso evidente che la conoscenza non è più appannaggio esclusivo di élite accademiche o istituzionali, ma uno spazio fluido, continuamente aggiornato, accessibile e contendibile. In questo contesto, ciò che conta non è soltanto l’accuratezza del dato, ma la sua visibilità, la gerarchia delle informazioni e il quadro interpretativo in cui esse vengono inserite.
La nascita di Wikipedia coincide con l’inizio di una fase storica in cui l’informazione diventa infrastruttura critica e la percezione pubblica una variabile strategica, con implicazioni dirette anche sul piano militare.
La diffusione di piattaforme collaborative come Wikipedia ha mostrato come la produzione e la circolazione del sapere possano incidere sugli equilibri di potere. La conoscenza non è più solo un supporto alle decisioni, ma un elemento attivo della competizione internazionale. In ambito di Difesa, questo significa che la rappresentazione pubblica di forze armate, missioni, sistemi d’arma e dottrine contribuisce a modellare reputazione, deterrenza e consenso. L’assenza di una narrazione coerente o l’abbandono dello spazio informativo aperto rischiano di lasciare campo libero a interpretazioni parziali o ostili.
La conoscenza condivisa diventa un fattore di stabilità o di vulnerabilità, a seconda di come viene presidiata.
OSINT come specchio del dominio informativo
Nel quadro della Difesa contemporanea, Wikipedia assume rilievo come strumento di Open Source INTelligence, perché consente di osservare quali informazioni militari e geopolitiche siano disponibili al pubblico, come vengano strutturate e quali narrazioni risultino dominanti. L’analisi di queste fonti permette di valutare la distanza tra realtà operativa e percezione esterna, di individuare lacune informative e di comprendere come attori statali e non statali possano costruire valutazioni strategiche basandosi esclusivamente su dati aperti. In questo senso l’OSINT non rappresenta un livello secondario dell’intelligence, ma una componente essenziale per comprendere il terreno cognitivo su cui si muovono opinione pubblica, decisori politici e potenziali avversari.
La guerra cognitiva
Le dinamiche emerse con la nascita di Wikipedia trovano piena coerenza nel concetto di guerra cognitiva, oggi sempre più spesso definita come sesto dominio operativo accanto a terra, mare, aria, spazio e cyberspazio. In questo dominio il bersaglio non è un’infrastruttura né una capacità militare, ma la mente umana, individuale e collettiva. La competizione non si limita alla diffusione di informazioni false, ma mira a orientare interpretazioni, creare ambiguità, erodere fiducia e indebolire la capacità decisionale delle società. La conoscenza aperta diventa così un terreno ambivalente: rafforza trasparenza e resilienza democratica, ma può anche essere sfruttata per inserire narrazioni distorsive in contesti percepiti come neutrali. Per la Difesa questo implica un cambio di paradigma, perché la superiorità militare non può più prescindere dalla superiorità cognitiva. Preservare la capacità critica delle società e presidiare lo spazio della conoscenza aperta è ormai parte integrante della sicurezza nazionale delle democrazie (reali).
Istruzioni per l’uso
L’uso più corretto e maturo di Wikipedia non consiste nel fermarsi alla versione nella propria lingua, né tantomeno nel considerarla “neutra” per definizione. Al contrario, il vero valore della piattaforma emerge quando si confrontano sistematicamente le voci in lingue diverse, traducendo e leggendo non solo quelle degli amici e degli alleati, ma anche quelle dei competitori e dei nemici. Le differenze narrative, lessicali e interpretative non vanno rimosse o negate, ma comprese e studiate, perché è proprio nello scarto tra i punti di vista che si rivelano interessi, priorità, linee rosse e obiettivi strategici.
Nella ricerca della verità – soprattutto in un contesto di guerra cognitiva – la pluralità delle prospettive non è un problema, ma una condizione indispensabile per avvicinarsi a una comprensione più solida e consapevole della realtà.
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