Taiwan avverte: se Pechino attacca l’isola, altri Paesi dell’area potrebbero essere i prossimi
Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha lanciato un nuovo e deciso monito alla comunità internazionale, sostenendo che un eventuale attacco cinese contro l’isola non rappresenterebbe un evento isolato, ma potrebbe costituire l’inizio di una più ampia strategia espansionistica destinata a coinvolgere altri Paesi dell’Asia orientale. Nell’intervista rilasciata all’AFP, il leader taiwanese ha sottolineato come la pressione militare e politica esercitata da Pechino non riguardi esclusivamente Taipei, ma costituisca una minaccia potenziale per l’intero equilibrio regionale.
Lai ha evidenziato che la stabilità dello Stretto di Taiwan è strettamente collegata alla sicurezza di Stati come Giappone, Filippine e Corea del Sud, sottolineando come un cambiamento dello status quo ottenuto con la forza rischierebbe di aprire la strada a ulteriori iniziative coercitive cinesi. Secondo il presidente taiwanese, la comunità internazionale deve comprendere che la questione di Taiwan non è solo una disputa territoriale, ma un nodo cruciale per la salvaguardia dell’ordine regionale e delle rotte commerciali che attraversano l’Indo-Pacifico.
Nel corso dell’intervista, Lai ha anche insistito sulla necessità di rafforzare le capacità difensive dell’isola, sostenendo che la deterrenza rappresenta il principale strumento per evitare un conflitto. Il leader taiwanese ha ribadito l’importanza di investimenti nella modernizzazione militare e nel consolidamento della resilienza nazionale, presentando tali misure come indispensabili per scoraggiare qualsiasi tentativo di aggressione. Allo stesso tempo, ha richiamato il valore della cooperazione con partner e alleati internazionali, considerata fondamentale per mantenere un equilibrio strategico credibile nella regione.
Lai ha inoltre sottolineato che Taiwan intende continuare a difendere il proprio sistema democratico e il diritto all’autodeterminazione, evidenziando come la pressione cinese sia percepita dall’opinione pubblica taiwanese come una minaccia non solo alla sicurezza territoriale, ma anche alle libertà politiche e civili. Il presidente ha quindi collegato la difesa dell’isola alla tutela di valori condivisi con le democrazie occidentali e asiatiche, rafforzando la dimensione ideologica del confronto con Pechino.
L’intervista si inserisce in un contesto di crescente tensione militare attorno a Taiwan, caratterizzato dall’intensificazione delle attività delle forze armate cinesi nei pressi dell’isola e da un progressivo irrigidimento del confronto politico tra Taipei e Pechino. Il messaggio di Lai appare dunque orientato a sensibilizzare la comunità internazionale sui rischi di una crisi nello Stretto, sostenendo che la sicurezza regionale dipenderà sempre più dalla capacità degli attori coinvolti di dimostrare coesione, prontezza militare e volontà politica di difendere l’ordine esistente.
fotogramma: AFP
L’articolo Taiwan avverte: se Pechino attacca l’isola, altri Paesi dell’area potrebbero essere i prossimi proviene da Difesa Online.
Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha lanciato un nuovo e deciso monito alla comunità internazionale, sostenendo che un eventuale…
L’articolo Taiwan avverte: se Pechino attacca l’isola, altri Paesi dell’area potrebbero essere i prossimi proviene da Difesa Online.
Per approfondimenti consulta la fonte
Go to Source
