La CIA alza il tiro: nuovo video di reclutamento punta dritto agli ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione
La mossa di Langley arriva a tre settimane dalla defenestrazione del generale Zhang Youxia e si inserisce in una campagna HUMINT senza precedenti nella storia dell’intelligence occidentale contro Pechino
Il 12 febbraio 2026, la Central Intelligence Agency ha pubblicato sul proprio canale YouTube un nuovo video in lingua mandarino destinato a reclutare ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) come informatori per Washington. Si tratta dell’ultimo tassello di una campagna di reclutamento pubblico che non ha eguali nella storia recente dello spionaggio occidentale e che segna un’evoluzione radicale nel modo in cui le agenzie di intelligence conducono le operazioni di human intelligence (HUMINT) nell’era digitale.
Il cortometraggio: Sun Tzu, corruzione e la scelta di coscienza
Il video, della durata di un minuto e trentacinque secondi, racconta la storia di un ufficiale fittizio di medio grado del PLA che assiste alla progressiva rimozione di colleghi competenti, sostituiti da lealisti politici privi di credenziali militari. Il protagonista osserva che i dirigenti del Partito non stanno proteggendo nulla se non i propri interessi personali e che il loro potere si fonda su menzogne. La narrazione tocca corde profonde quando l’ufficiale, a casa con moglie e figlia, riflette sul futuro della propria famiglia in un sistema che percepisce come corrotto.
Il richiamo a Sun Tzu è esplicito: il narratore ricorda che il più grande vincitore è colui che trionfa senza combattere, ma la leadership cinese sembra impaziente di mandare i propri soldati sul campo di battaglia. Nelle scene finali, il protagonista recupera una borsa dalla cassaforte del proprio ufficio, attraversa un checkpoint militare sotto la pioggia battente e, solo in un parcheggio deserto, si collega al dark web tramite il Tor Browser per contattare la CIA. La chiosa è a effetto: “Il destino del mondo è nelle tue mani.”
Il testo che accompagna il video su YouTube è altrettanto diretto e chiede esplicitamente se lo spettatore abbia accesso a informazioni su leader cinesi di alto rango, se sia un ufficiale militare, o se lavori nei settori dell’intelligence, della diplomazia, dell’economia, della scienza o della tecnologia avanzata.
In precedenza la CIA aveva condotto una campagna verso gli ufficiali dell’Intelligence Russa, campagna che evidentemente deve aver prodotto risultati vista la riedizione destinata questa volta ai Cinesi.
Il contesto: la più grande purga militare dalla Rivoluzione Culturale
Il tempismo della pubblicazione del video non è casuale. Il 24 gennaio scorso, il Ministero della Difesa cinese ha annunciato che il generale Zhang Youxia, vicepresidente della Commissione Militare Centrale (CMC) e di fatto il più alto ufficiale in uniforme della Cina, era sotto indagine per “gravi violazioni della disciplina e della legge”, insieme al capo di Stato Maggiore, generale Liu Zhenli. L’arresto di Zhang, amico d’infanzia di Xi Jinping, figlio di un eroe della guerra civile, uno degli ultimissimi ufficiali del PLA con esperienza di combattimento reale risalente alla guerra sino-vietnamita del 1979, ha rappresentato un autentico terremoto politico-militare.
Con la rimozione di Zhang e Liu, la CMC è stata ridotta ai minimi termini: solo due membri su sette originari, ovvero Xi Jinping stesso e il generale Zhang Shengmin, un commissario politico di carriera a capo della Commissione di Ispezione Disciplinare. Come rilevato dal Diplomat, si tratta di un livello di instabilità ai vertici del PLA che non si registrava dai tempi della Rivoluzione Culturale.
La cascata di purghe è iniziata nel 2023 con lo smantellamento dei vertici della Forza Missilistica del PLA e si è progressivamente estesa fino a colpire il ministro della Difesa Li Shangfu nel 2024, l’altro vicepresidente della CMC He Weidong e il capo del Dipartimento del Lavoro Politico Miao Hua nel 2025, per culminare con Zhang Youxia e Liu Zhenli nel gennaio 2026. Oltre venti alti ufficiali sono stati rimossi o posti sotto indagine dal 2023. Come hanno osservato diversi analisti, tra cui quelli di Foreign Affairs e del Brookings Institution, la defenestrazione di Zhang equivale a un “momento shakespeariano” della politica cinese: nessun ufficiale può più sentirsi al sicuro, nemmeno gli amici più stretti del presidente.
Per la CIA, questa instabilità ai vertici del PLA rappresenta un’opportunità senza precedenti. Un funzionario dell’Agenzia, citato dalla CBS News, ha commentato il parallelo tra il video e gli eventi reali con una domanda retorica che dice tutto: “La domanda da porsi è se sia l’arte a imitare la vita, o la vita a imitare l’arte.”
La campagna di reclutamento pubblico della CIA non nasce dal nulla. Le sue radici risalgono al 2023, quando l’Agenzia iniziò a pubblicare video in lingua russa su YouTube durante la fase più intensa della guerra in Ucraina, rivolgendosi a funzionari russi scontenti. Secondo fonti interne citate da ABC News e da altri media statunitensi, quella campagna ha prodotto risultati tangibili, anche se Langley non ha mai fornito dettagli specifici sulle fonti eventualmente reclutate.
Nell’ottobre 2024, la CIA ha esteso l’approccio a Cina, Iran e Corea del Nord, pubblicando messaggi sui propri account social in mandarino, farsi e coreano con istruzioni dettagliate su come contattare in modo sicuro l’intelligence americana. Nel maggio 2025, sono stati rilasciati i primi due video in mandarino mirati a funzionari del Partito Comunista Cinese, con protagonisti fittizi, un alto funzionario e un giovane quadro, che decidono di collaborare con la CIA dopo aver constatato la corruzione e l’arbitrarietà del sistema. Il direttore della CIA John Ratcliffe ha dichiarato che quelle produzioni hanno raggiunto milioni di cittadini cinesi.
Il nuovo video di febbraio 2026 segna un’escalation qualitativa: per la prima volta, il target specifico non è la burocrazia civile del Partito, ma l’apparato militare. Un cambio di registro che riflette sia le epurazioni in corso nel PLA, sia la crescente priorità che l’intelligence americana assegna alla raccolta di informazioni sulle capacità militari cinesi, soprattutto in relazione allo scenario taiwanese.
Uno degli interrogativi più frequenti riguarda l’effettiva capacità di questi video di raggiungere il pubblico cinese, dato che YouTube e le principali piattaforme social occidentali sono bloccate dal cosiddetto Great Firewall di Pechino. La CIA sembra consapevole della questione ma non particolarmente preoccupata. Un funzionario dell’Agenzia ha dichiarato alla CNN, con una formula che è diventata quasi un motto interno: “I video funzionano, e il loro muro non è perfetto.”
L’approccio di Langley si basa su un’ipotesi operativa ragionevole: il target primario non sono i cittadini comuni nella Cina continentale, ma ufficiali del PLA, diplomatici e funzionari dell’intelligence in servizio all’estero, che hanno accesso meno filtrato alla rete globale. Come ha sottolineato James Olson, ex capo del controspionaggio della CIA e autore di To Catch a Spy, gli ufficiali cinesi in missione all’estero rappresentano il bersaglio privilegiato di questa operazione. La distribuzione del contenuto attraverso VPN, reti informali e il passaparola digitale può fare il resto.
La reazione di Pechino e il gioco delle spie reciproco
La risposta di Pechino è stata prevedibilmente dura. Il portavoce del Ministero degli Esteri Lin Jian ha dichiarato venerdì 13 febbraio che la Cina adotterà “tutte le misure necessarie per combattere risolutamente le attività di infiltrazione e sabotaggio delle forze anti-cinesi straniere” e per “salvaguardare la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo.” In passato, il Ministero degli Esteri aveva definito le campagne di reclutamento della CIA come “diffamazioni e attacchi maligni” finalizzati a ingannare e sedurre il personale cinese affinché “si arrenda.”
Va però ricordato che il gioco è tutt’altro che unilaterale. La Cina ha intensificato a sua volta le operazioni di reclutamento nei confronti di dipendenti federali americani, in particolare dopo i massicci licenziamenti nell’amministrazione pubblica statunitense voluti dall’amministrazione Trump. Come riportato da diverse fonti di intelligence citate da NBC News, Pechino ha utilizzato società di consulenza fittizie e headhunter aziendali per avvicinare ex dipendenti di agenzie governative con autorizzazioni di sicurezza. Il Ministero della Sicurezza dello Stato (MSS) cinese, un tempo notoriamente discreto, ha inoltre costruito negli ultimi anni una massiccia presenza sui social media nazionali, con pubblicazioni quasi quotidiane che mettono in guardia la popolazione contro le attività di spionaggio straniero.
Dietro l’aggressività della campagna attuale si nasconde anche una ferita mai del tutto rimarginata. Tra il 2010 e il 2012, i servizi segreti cinesi riuscirono a smantellare quasi completamente la rete di informatori della CIA nel Paese, provocando la morte o l’incarcerazione di almeno venti-trenta persone, secondo le ricostruzioni di Foreign Policy e del New York Times. L’episodio, legato in parte a una falla nel sistema di comunicazione clandestino utilizzato dall’Agenzia, rappresentò uno dei peggiori disastri dell’intelligence americana del XXI secolo.
Da allora, la ricostruzione della rete HUMINT in Cina è stata una priorità costante per i direttori della CIA, da John Brennan a William Burns fino all’attuale John Ratcliffe. La campagna video pubblica rappresenta un tentativo di superare le limitazioni dei metodi tradizionali di reclutamento, approcci personali durante eventi diplomatici, viaggi all’estero, in un Paese dove la sorveglianza elettronica rende questi contatti sempre più rischiosi.
Implicazioni strategiche: tra Taiwan e competizione generazionale
La pubblicazione del video è avvenuta nello stesso giorno in cui il presidente Trump ha dichiarato di avere un “ottimo rapporto” con la Cina, come rilevato dal South China Morning Post. Il tempismo evidenzia una tensione strutturale nella politica statunitense verso Pechino: da un lato il dialogo diplomatico, con un incontro tra i due leader previsto per aprile; dall’altro, un’offensiva di intelligence senza precedenti.
Ratcliffe ha più volte definito la Cina come la “priorità numero uno” della CIA, inquadrando la competizione con Pechino come una sfida “generazionale.” L’eliminazione sistematica dei vertici militari professionali del PLA da parte di Xi solleva interrogativi cruciali sulla capacità operativa dell’esercito cinese e, soprattutto, sulla qualità delle informazioni che arrivano al presidente. Con la rimozione di ufficiali come Zhang Youxia, capaci di fornire valutazioni militari oneste, Xi rischia di trovarsi circondato da yes-men incapaci di sconsigliargli avventure militari. Come ha osservato un analista al Royal United Services Institute di Londra, “rimuovere generali come Zhang significa che nessun ufficiale oserà consigliare cautela a Xi quando arriverà il momento.”
Per Washington, il paradosso è evidente: l’instabilità ai vertici del PLA rende meno probabile un’aggressione militare nel breve termine, ma aumenta il rischio di errori di calcolo strategico nel medio-lungo periodo. La raccolta di HUMINT diventa quindi non solo una questione di vantaggio competitivo, ma una necessità per la deterrenza e la gestione del rischio.
Il messaggio della CIA è chiaro, e per la prima volta nella storia dell’intelligence moderna viene gridato al mondo intero anziché sussurrato nelle sale d’attesa delle ambasciate: Langley è aperta, e cerca collaboratori tra coloro che hanno perso la fiducia nel sistema cinese. Se questa strategia ad alto rischio e alta visibilità produrrà i risultati sperati, o se invece si rivelerà un’arma a doppio taglio, con il rischio di doppi agenti e di un inasprimento ulteriore della sorveglianza interna cinese, è una partita che si giocherà negli anni a venire. Ma una cosa è certa: la guerra delle spie tra Washington e Pechino è entrata in una nuova fase, e questa volta si combatte anche su YouTube.
L’articolo La CIA alza il tiro: nuovo video di reclutamento punta dritto agli ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione proviene da Difesa Online.
La mossa di Langley arriva a tre settimane dalla defenestrazione del generale Zhang Youxia e si inserisce in una campagna…
L’articolo La CIA alza il tiro: nuovo video di reclutamento punta dritto agli ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione proviene da Difesa Online.
Per approfondimenti consulta la fonte
Go to Source
