Dalla teoria ai fatti: la U.S. Navy attua il “Warfighting Acquisition System”
Lo scorso novembreavevamo raccontato una svolta destinata a segnare in profondità il sistema militare statunitense: la trasformazione del tradizionale procurement in un vero e proprio “Warfighting Acquisition System”, ovvero un modello in cui l’acquisizione non è più un processo amministrativo, ma una funzione operativa direttamente legata alla capacità di combattere e vincere.
A distanza di pochi mesi, quella visione trova una delle prime applicazioni concrete. La U.S. Navy ha infatti annunciato una profonda riorganizzazione, segnando il passaggio dalla teoria all’esecuzione.
La riforma era già in atto da mesi. Ma è solo ora che prende un volto, una struttura e una catena di responsabilità.
Il cuore della riforma è l’introduzione dei Portfolio Acquisition Executives (PAE), figure dotate di responsabilità diretta su interi ambiti operativi: dominio marittimo, componente subacquea, Marine Corps, sistemi strategici e base industriale.
Il cambiamento è tutt’altro che marginale. Il modello precedente, frammentato in una molteplicità di programmi e livelli decisionali, viene sostituito da una struttura in cui la responsabilità è concentrata e chiaramente identificabile. Ogni PAE diventa il punto di riferimento unico per l’intero ciclo di vita dei sistemi, dalla progettazione alla messa in servizio. In altre parole, qualcuno decide davvero.
Il messaggio è netto: la velocità diventa un fattore operativo
Il nuovo assetto riduce drasticamente i passaggi burocratici, accorcia la catena decisionale e attribuisce maggiore autonomia ai responsabili. Questo comporta anche un cambiamento culturale significativo:l’accettazione del rischio come elemento inevitabile. Non si cerca più la soluzione perfetta, ma quella disponibile in tempo utile.
È un cambio di mentalità che riflette una consapevolezza sempre più diffusa a Washington. In un confronto tra grandi potenze, la rapidità di sviluppo e di immissione in servizio può fare la differenza quanto – se non più – delle prestazioni tecniche.
Tra gli elementi più innovativi vi è l’integrazione esplicita della base industriale. I nuovi responsabili non si limiteranno a gestire programmi, ma dovranno valutare capacità produttiva, resilienza dellasupply chaine sostenibilità nel tempo.
È una presa d’atto che richiama le dinamiche emerse nei conflitti recenti: la guerra moderna è anche – e forse soprattutto – una questione di volumi, tempi e continuità industriale.
A supporto della nuova struttura vengono introdotti strumenti e processi dedicati allo sviluppo e all’integrazione rapida di nuove tecnologie, incluse quelle provenienti dal settore commerciale. L’obiettivo è ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’identificazione di un’esigenza operativa e la sua traduzione in capacità concreta sul campo.
Innovare non basta: bisogna farlo più velocemente degli altri
Il messaggio che arriva da Washington è inequivocabile: la superiorità militare non sarà determinata solo dalla qualità dei sistemi, ma dalla capacità di svilupparli, produrli e schierarli prima dell’avversario.
L’Europa continuerà a fingere di non vedere ciò che si profila all’orizzonte?
Fonte: https://www.navy.mil/Press-Office/Press-Releases/display-pressreleases/Article/4435370/navy-reshapes-warfighting-acquisition-system/
Foto: U.S. Navy
L’articoloDalla teoria ai fatti: la U.S. Navy attua il “Warfighting Acquisition System”proviene daDifesa Online.
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