Regno Unito, caccia negli abissi: scoperta operazione segreta russa attorno ai cavi sottomarini
Il governo britannico ha reso noto di aver individuato e contrastato quella che definisce un’operazione subacquea russa condotta nelle acque internazionali del nord Atlantico e nelle aree marittime di interesse del Regno Unito. Secondo Londra, l’attività avrebbe coinvolto un sottomarino d’attacco russo e altre unità specialistiche, poi costrette a interrompere la missione e a rientrare in Russia dopo essere state scoperte e seguite dalle forze britanniche e alleate.
Stando al comunicato appena diffuso dal ministero della Difesa britannico, il sottomarino russo sarebbe stato individuato diverse settimane fa mentre entrava in acque internazionali dell’High North. Da quel momento, velivoli e unità navali del Regno Unito ne avrebbero monitorato i movimenti in modo continuativo. La ricostruzione ufficiale sostiene che il battello non fosse il vero fulcro dell’operazione, ma piuttosto un diversivo concepito per attirare l’attenzione, mentre altri mezzi russi avrebbero agito in parallelo attorno a infrastrutture sottomarine critiche.
Secondo Londra, infatti, il Regno Unito avrebbe lavorato a stretto contatto con gli alleati, tra cui la Norvegia, per individuare e seguire anche altre unità riconducibili al Main Directorate of Deep Sea Research, il GUGI (Glavnoye upravlenie glubokovodnikh issledovanii), struttura russa da tempo osservata con particolare attenzione dagli apparati occidentali.
Il comunicato britannico attribuisce a questi mezzi attività definite “nefaste” in prossimità di infrastrutture subacquee sensibili, lasciando intendere un possibile interesse operativo verso cavi e reti essenziali per le comunicazioni e per la sicurezza economica.
A quel punto, sempre secondo la versione britannica, Londra e i suoi partner avrebbero deciso di passare a un’azione deliberatamente visibile, facendo capire alle unità russe di essere state individuate e di non poter più operare in modo clandestino. Il risultato, secondo il governo di Keir Starmer, sarebbe stato il fallimento della missione in condizioni di segretezza e il successivo rientro sia delle unità del GUGI sia del sottomarino della classe Akula verso porti russi.

Per seguire il battello russo, la Royal Navy avrebbe impiegato la fregata HMS St Albans (foto apertura), la nave ausiliaria RFA Tidespring e elicotteri Merlin, con il supporto degli aerei da pattugliamento marittimo RAF P-8. Le forze britanniche, riferisce il comunicato, avrebbero mantenuto il tracciamento ventiquattr’ore su ventiquattro, utilizzando anche sonoboe e coprendo migliaia di miglia durante l’operazione. Londra precisa inoltre di aver mantenuto navi e velivoli pronti a intervenire qualora le unità russe dovessero tornare nell’area.
Il cuore politico e strategico del messaggio britannico riguarda però il dominio subacqueo. Il governo ricorda che oltre il 99% del traffico internazionale di dati passa attraverso cavi sottomarini in fibra ottica, da cui dipendono comunicazioni, internet, scambi finanziari e una parte essenziale del commercio globale. In questo quadro, il comunicato presenta l’episodio come una conferma del crescente interesse russo per infrastrutture invisibili ma decisive, che in tempo di crisi potrebbero trasformarsi in bersagli di altissimo valore strategico.
Londra descrive il GUGI come un programma militare russo sviluppato per utilizzare navi di superficie e sottomarini specializzati capaci di studiare le infrastrutture sottomarine in tempo di pace e, in caso di conflitto, danneggiarle o distruggerle. Il governo britannico collega inoltre questa nuova vicenda a episodi precedenti, tra cui il passaggio della nave russa Yantar (foto seguente) vicino alle acque del Regno Unito lo scorso anno. In quel caso, secondo la stessa fonte, l’unità era stata seguita da una fregata della Royal Navy e da aerei P-8, mentre contro piloti britannici sarebbero stati puntati anche dei laser.

Nel comunicato trovano spazio anche dichiarazioni dal tono apertamente deterrente. Il primo ministro Keir Starmer ha affermato che il governo britannico non intende sottrarsi all’azione né tollerare attività russe destabilizzanti capaci di mettere a rischio la sicurezza nazionale ed economica del Paese. Il ministro della Difesa John Healey ha invece sottolineato che, mentre l’attenzione internazionale era concentrata sul Medio Oriente, le forze armate britanniche stavano affrontando minacce crescenti provenienti dal nord. Nello stesso passaggio, Healey ha avvertito Mosca che qualsiasi tentativo di colpire infrastrutture sottomarine britanniche non sarebbe tollerato e avrebbe gravi conseguenze.
Il governo britannico inserisce l’episodio in una tendenza più ampia. Secondo Londra, negli ultimi due anni si sarebbe registrato un aumento del 30% delle unità russe considerate minacciose per le acque britanniche. Contestualmente, il Regno Unito ha annunciato il rafforzamento delle proprie capacità di sorveglianza e lotta antisommergibile, con ulteriori 100 milioni di sterline destinati agli aerei P-8 e con lo sviluppo del programma Atlantic Bastion, pensato per integrare sistemi autonomi, sensori avanzati e unità navali nella difesa delle infrastrutture subacquee critiche.
Il messaggio che emerge è chiaro: il fondale marino è ormai un fronte sempre più rilevante della competizione strategica tra Russia e NATO. Cavi, sensori, reti energetiche e infrastrutture digitali rappresentano una linea di vulnerabilità tanto silenziosa quanto decisiva. Ed è proprio in questo spazio sommerso, meno visibile dell’aria o della superficie, che si starebbe consolidando una parte sempre più importante del confronto tra potenze.
Immagini: MoD UK
L’articolo Regno Unito, caccia negli abissi: scoperta operazione segreta russa attorno ai cavi sottomarini proviene da Difesa Online.
Il governo britannico ha reso noto di aver individuato e contrastato quella che definisce un’operazione subacquea russa condotta nelle acque…
L’articolo Regno Unito, caccia negli abissi: scoperta operazione segreta russa attorno ai cavi sottomarini proviene da Difesa Online.
Per approfondimenti consulta la fonte
Go to Source
