AURIGA: l’Europa progetta il veicolo da combattimento corazzato del futuro
Il programma AURIGA entra ufficialmente nella fase di avvio e porta Leonardo al centro di uno dei dossier più delicati della difesa terrestre europea: il futuro veicolo corazzato da combattimento della fanteria.
AURIGA, acronimo di ArmoURed Infantry Ground Assault, nasce nell’ambito del Fondo europeo per la difesa e punta allo sviluppo delle tecnologie abilitanti per un Armoured Infantry Fighting Vehicle di nuova generazione. Non si tratta, almeno in questa fase, di un programma di acquisizione immediata, ma di un progetto di studio, progettazione preliminare e riduzione del rischio tecnologico destinato a definire architetture, sottosistemi e soluzioni comuni per i futuri mezzi da combattimento europei.
Il consorzio, guidato da Leonardo, riunisce 48 aziende di 18 Paesi europei. Il progetto ha una durata prevista di 36 mesi ed è cofinanziato dall’European Defence Fund 2024 con 25 milioni di euro. Il valore complessivo stimato supera i 30 milioni di euro. L’obiettivo è ambizioso: sviluppare il disegno preliminare dell’architettura di un veicolo da combattimento della fanteria di nuova generazione, definire il progetto di alto livello di alcuni “mattoni tecnologici” selezionati e verificarne l’applicabilità attraverso dimostratori di derisking, sia su piattaforme esistenti sia su mezzi futuri.
La chiave del programma è l’interoperabilità. AURIGA intende partire da un Concept of Operations condiviso tra le nazioni partecipanti, così da evitare che la cooperazione europea si limiti alla somma di requisiti nazionali divergenti. Il veicolo del futuro dovrà nascere con un’architettura aperta, scalabile e modulare, capace di integrare nuove tecnologie lungo tutto il ciclo di vita operativo. In altre parole, il punto non è soltanto costruire un mezzo più protetto o meglio armato, ma realizzare una piattaforma aggiornabile, connessa, interoperabile e inserita in una rete multidominio.
Il contesto operativo rende il tema urgente. I veicoli da combattimento della fanteria restano strumenti centrali nella manovra terrestre perché combinano protezione, mobilità e potenza di fuoco. Tuttavia, molte flotte europee sono ormai datate o vicine alla fine della vita operativa. La guerra in Ucraina ha poi accelerato una trasformazione già in corso: mine, droni, munizioni circuitanti, artiglieria di precisione, guerra elettronica, cyberattacchi e sensori distribuiti hanno reso il campo di battaglia più trasparente, più letale e meno permissivo.
Il futuro IFV europeo dovrà quindi rispondere a esigenze diverse e spesso difficili da conciliare. Dovrà proteggere l’equipaggio e la squadra trasportata, mantenere elevata mobilità tattica e strategica, disporre di potenza di fuoco adeguata contro minacce terrestri e aeree ravvicinate, ridurre il carico cognitivo dell’equipaggio, dialogare con droni e sistemi senza pilota, resistere ad attacchi cyber ed elettronici e garantire continuità di comando e controllo anche in ambienti degradati.
Per questo AURIGA lavora su aree tecnologiche che vanno dalla protezione alla mobilità, dalla letalità alla cybersicurezza, fino ai sistemi C4I. Il veicolo corazzato non è più soltanto una piattaforma meccanica con torretta e corazza. Diventa nodo di una rete, sensore avanzato, centro di scambio dati e moltiplicatore di capacità per la fanteria meccanizzata.
Per Leonardo, la guida del consorzio conferma una traiettoria industriale precisa nel dominio terrestre. L’azienda si propone come integratore di sistemi, fornitore di tecnologie critiche e attore capace di coordinare una filiera europea ampia. Il dato politico-industriale non è secondario: nel settore terrestre, storicamente frammentato e dominato da programmi nazionali, la capacità di costruire standard comuni rappresenta ormai una condizione essenziale per evitare duplicazioni, ritardi e incompatibilità operative.
AURIGA si colloca anche in un momento in cui l’Italia ha già avviato il programma A2CS, Army Armoured Combat System, condotto dalla joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles. Il programma A2CS prevede il rinnovamento della componente pesante dell’Esercito Italiano, con piattaforme digitalizzate, connesse e in grado di operare in contesti multidominio. AURIGA non sostituisce quel percorso, ma può contribuire a definire tecnologie, architetture e standard destinati a influenzare l’evoluzione dei mezzi corazzati europei nei prossimi anni.
La distinzione è fondamentale. A2CS è un programma nazionale concreto di rinnovamento della flotta, già entrato nella fase delle prime consegne. AURIGA è invece una piattaforma europea di ricerca e sviluppo cooperativo, orientata alla definizione del futuro. Proprio per questo può avere un valore strategico superiore alla sola dimensione economica del finanziamento EDF: può contribuire a stabilire cosa dovrà essere, domani, un veicolo da combattimento della fanteria europeo.
La posta in gioco non riguarda soltanto l’industria. Riguarda la capacità degli eserciti europei di combattere insieme, con mezzi compatibili, aggiornabili e integrati in catene di comando e controllo comuni. In un continente che riscopre la centralità della guerra terrestre, la modernizzazione della fanteria meccanizzata non è più un capitolo tecnico per specialisti, ma uno dei pilastri della deterrenza.
In questo quadro, l’Italia non parte da una pagina bianca. Con il programma A2CS, la cooperazione industriale tra Leonardo e Rheinmetall e una filiera nazionale già proiettata sulla digitalizzazione del combattimento terrestre, il Paese dispone oggi di una base credibile, avanzata e immediatamente spendibile anche in chiave europea. AURIGA potrà guardare al futuro, ma quel futuro, almeno in parte, ha già un punto di appoggio concreto nell’esperienza industriale e operativa che l’Italia sta costruendo.
L’articolo AURIGA: l’Europa progetta il veicolo da combattimento corazzato del futuro proviene da Difesa Online.
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