Carlo Montù: soldato, politico, storico e sportivo
Ανδρα μοι έννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον – “Narrami, o Musa, dell’eroe multiforme”. È il proemio dell’Odissea, peraltro tornata prepotentemente di attualità grazie ai recenti successi cinematografici dell’ultima produzione hollywoodiana. Viene da chiedersi cosa c’entra con la figura di Carlo Montù, ed anche se un qualsivoglia paragone possa sembrare quasi blasfemo ad un esperto in letteratura antica. Ebbene, le gesta “multiformi” del Montù che qui rendo fruibili ai lettori di Difesa Online devono orientare il lettore non certo ad un complicato raffronto con l’Eroe omerico, ma ad un semplice ed incontrovertibile dato di fatto; sappiamo che l’Odissea contiene una parte di realtà peraltro con visioni non sempre convergenti degli storici (la guerra di Troia, i tanti luoghi visitati da Odisseo) immersa in tanta mitologia (i Ciclopi, Calipso, Circe, i Lestrigoni, ecc.). Il nostro Montù è stato invece davvero uomo dalle tante (e comprovate) risorse, e in questo…. Odisseo/Ulisse “somiglia” a lui (mi si consenta di girare il concetto); il busto collocato nelle vicinanze del Monumento Nazionale all’Artiglieria in Torino offre una sintesi del tutto: “Generale di Artiglieria e storico dell’Arma, Deputato al Parlamento, Pioniere dell’Aviazione, elettrotecnico insigne, fondatore del CONI, animatore dello sport e del turismo italiano”.
Il suo ricco vissuto è, ahimè, noto solo ad un pubblico ristretto ed io stesso ne ho scoperto l’esistenza solo una ventina di anni fa, quando quasi per caso mi sono trovato tra le mani uno dei volumi della sua “Storia dell’Artiglieria Italiana” di cui dettaglierò più avanti.
Carlo Montù nasce a Torino il 10 gennaio 1869. Tra il 1886 e il 1889 frequenta la Regia Accademia Militare e viene promosso sottotenente di Artiglieria; nel 1890 è assegnato all’11º reggimento Artiglieria; si dimette nel 1893 transitando come ufficiale di complemento e successivamente si laurea in Ingegneria Elettrotecnica, peraltro come uno degli ultimi allievi di Galileo Ferrarisi. Nel 1898 indossa la maglia della Torinese al primo campionato di calcio.ii

(Nella foto il primo a sx)
Nel 1911, con grado di capitano, viene richiamato ed assegnato al Regio Corpo di Spedizione in Libia nel reparto speciale degli Osservatori Aerei e Lanciagranate. Il 31 gennaio 1912, durante una ricognizione a Emme Dauer presso Tobruk a bordo di un biplano Farman della Flottiglia Aviatori Italianiiii, cinque fucilate nemiche colpiscono il velivolo; uno dei proiettili ferisce seppur non gravemente il Capitano Montù; si tratta del primo caso in assoluto di membro dell’equipaggio di un aereo ferito dal fuoco da terra.iv Questo episodio ne interrompe, ancorché temporaneamente, la carriera militare; il 4 giugno 1912 viene posto nuovamente in congedo.

Durante la permanenza in Libia riveste anche la carica di deputato (XXIII Legislatura del Regno d’Italia, 1909-1913) e durante il suo mandato parlamentare, essendo altresì presidente della Società Aviazione di Torino nonché ingegnere elettrotecnico, è tra gli organizzatori del 1° Congresso di Locomozione Aerea in Italia (16-19 aprile 1910).v
Il 10 dicembre 1914 è richiamato in servizio dall’Esercito ed assegnato, tre mesi dopo, al battaglione Scuola Aviatori, ma questo non gli impedisce di diventare il presidente della FIGC, dal 1914 al 1919vi , membro del CIO e presidente della Federazione Italiana Canottaggio già dal 1913 (rispettivamente fino al 1939 e al 1927); come membro del CIO, poté rappresentare il canottaggio italiano ai massimi livelli mondiali. Sul busto a lui dedicato si legge, tra l’altro, “animatore del turismo”; questo perché promosse l’uso di fiumi, laghi e coste non solo per le gare agonistiche ma anche per l’esplorazione e il diporto, ponendo le basi per il turismo fluviale e lacustre moderno.
Nell’ ottobre 1916, tenente colonnello, è comandante del 30º reggimento Artiglieria da Campagna (Bombardieri) e nel giugno 1918, colonnello, è sul fronte italiano come comandante del 45º reggimento Artiglieria da Campagna. Tra la Guerra di Libia e la I Guerra Mondiale riceve numerose decorazioni, tra cui tre medaglie d’argento e due di bronzo al valor militarevii.
Nel primo dopoguerra, oltre alle due cariche precedentemente menzionate, fra il 1920 ed il 1921 è presidente del CONI da cui si dimette dopo il burrascoso Congresso del CIO di Losanna del 1921viii, e dal 1919 al 1923 presidente della Federazione Schermistica Italiana ix.
Dal 1º aprile 1943, durante la II Guerra Mondiale, è al Ministero della Guerra con il grado di generale di divisione, senza assegni, con incarichi speciali; fu poi messo definitivamente a riposo il 10 gennaio 1947. Dal 1945 alla sua morte, nel 1949, è nuovamente presidente della Federazione Italiana Canottaggio.

(A sinistra, Carlo Montù all’epoca della presidenza FIGC. A destra, in qualità di generale di divisione)
Soldato, sportivo, politico. E non è tutto; il Nostro è stato anche storico e scrittore di vaglia. Con queste parole il gen. Carlo Montù iniziava il Volume I dedicato alla Storia dell’Artiglieria Italiana, che vede la luce nel 1934:
“Il 30 maggio 1923 alcuni Ufficiali di Artiglieria in congedo si radunavano a Torino, col proposito di ideare e concretare insieme qualche iniziativa adatta a solennizzare la festa dell’Arma. All’unanimità si decise di indire una sottoscrizione, il cui frutto doveva essere devoluto a questi due precisi scopi: 1° murare una lapide commemorativa nel Reale Castello della Venaria, dove, com’è noto, l’Arma di Artiglieria ebbe le sue origini; 2° compilare e pubblicare una Storia generale dell’Artiglieria Italiana, dalle primissime macchine da getto fino ai giorni nostri”.
Si tratta di un’opera monumentale che tratta della storia e delle vicende dell’Arma Dotta. Il Gen. Montù muore a Bellagio il 19 ottobre 1949, egli ha personalmente curato la collana fino al Volume XIV. I successivi Volumi XV e XVI sono stati seguiti da un apposito Comitato per la Storia dell’Artiglieria Italiana. L’ultimo pubblicato è al momento il Volume XVII, scritto dal gen. Filippo Stefani a metà anni ‘90, che tratta il periodo 1945-1975.
Migliaia di pagine, una vera propria esegesi. Ho avuto il privilegio di consultare diversi tomi; la sensazione provata è stata di non trovarmi semplicemente al cospetto di un ottimo trattato militare, bensì di una epopea dell’ingegno italiano; ars bellica come scienza, rigore e passione, la storia d’Italia letta attraverso una prospettiva fondativa e patriottica d’eccellenza. Gli argomenti trattati sono vasti e diversificati; i pezzi di artiglieria, le uniformi, le Bandiere, gli stabilimenti, gli ordinamenti dell’Arma, le trasformazioni, l’evoluzione del tiro e dei materiali, le dottrine d’impiego e naturalmente le guerre combattute.

(Il Volume I della Storia dell’Artiglieria Italiana)
Sempre nel maggio 1923, impegnato come detto in vari ‒ diremmo oggi ‒ think tank per esaltare le gesta dell’Artiglieria, pone altresì le basi per la costruzione del Monumento Nazionale all’Artiglieriax. L’opera è affidata allo scultore Pietro Canonica. L’andamento dei lavori fu piuttosto lento per altri impegni assunti dal Canonica e per insufficienza di fondi, così non si riuscì ad inaugurare il monumento nel decennale della Battaglia del Solstizio, il 15 giugno 1928. L’inaugurazione avvenne due anni dopo, il 15 giugno 1930, alla presenza dei reali d’Italia.

Il Monumento Nazionale all’Artiglieria, negli anni ’30 (Archivio Storico Città di Torino) e dopo il restauro del 2005 (fotografia A. Vivanti)
Ebbene, dopo tanta narrazione credo di poter ragionevolmente affermare che Carlo Montù rappresenti l’incarnazione moderna dell’Eroe omerico; senza confini operativi, come Odisseo, non si è mai accontentato di un solo ruolo; un uomo colto e poliedrico che ha attraversato la guerra, la scienza, lo sport e la politica spinto da un’incessante sete di azione e conoscenza. Un orgoglio italiano.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
- ARCHIVIO FIGC su https://www.figc.it/it/federazione/la-federazione/la-storia/tutti-i-presidenti-federali/carlo-mont%C3%B9
- PLEASANCE C. (2014), The bullet that hit the first ever pilot injured during war… which the Italian ex-footballer survived and had turned into a pendant (su Daily Mail).
- TONALI E., Carlo Montù tra CONI e cannoni (ricerca storica).
- https://www.cesvam.org/2018/03/10/laeronautica-nella-grande-guerra-dalle-origini-allimpiego-bellico-parte-ii/
- https://digit.biblio.polito.it/2339/7/Primo_Congresso_Nazionale_Di_Locomozione_Aerea/
- Altre fonti, citate direttamente nel testo o nelle note.
i Illustre scienziato, scopritore del campo magnetico rotante e ideatore del motore elettrico a corrente alternata, Galileo Ferraris morirà nel 1897.
ii La storia della Torinese è strettamente legata a quella degli odierni “granata” del “Toro”. Nel 1900 la Torinese assorbì l’Internazionale Torino e successivamente, con la fusione tra la Torinese e un gruppo di dissidenti della Juventus, prese vita il Foot Ball Club Torino.
iii All’epoca non esisteva ancora la Regia Aeronautica.
iv L’episodio in quanto tale ha avuto una certa eco internazionale. Il prestigioso quotidiano Daily Mail, con un articolo del 12 novembre 2014, ricorda il particolare evento.
v Gli atti del Congresso sono consultabili sulla biblioteca digitale del Politecnico di Torino in https://digit.biblio.polito.it/2339/7/Primo_Congresso_Nazionale_Di_Locomozione_Aerea.pdf
vi Montù deve gestire la decisione se fermare o meno il campionato all’inizio delle ostilità del 1915. Il 23 maggio di quell’anno le squadre in procinto di scendere in campo sono bloccate con un telegramma, il giorno dopo l’Esercito Italiano marcia verso la frontiera: in divisa anche tanti calciatori che perderanno la vita in combattimento. Il presidente Montù, dal fronte, mette a disposizione una coppa per il primo trofeo giovanile in Lombardia (in campo solo i ragazzi, con i maggiorenni tutti in guerra); la sua lontananza porta, sempre nel 1915, a decretare come reggente della Federazione l’ingegner Francesco Mauro. (https://www.figc.it/it/federazione/la-federazione/la-storia/tutti-i-presidenti-federali/carlo-mont%C3%B9)
vii Motivazione di una medaglia d’argento: “Comandante di un raggruppamento di bombarde, diede costanti prove di valore personale e sprezzo sotto l’intenso fuoco nemico, per imprimere all’azione delle dipendenti batterie il massimo vigore e per compiere studi e progetti per l’impianto di nuove batterie” (Medio Isonzo, agosto – dicembre 1916).
viii A seguito del Congresso non andò in porto l’assegnazione a Roma dei Giochi Olimpici del 1924, poi aggiudicati a favore di Parigi. Due anni dopo l’increscioso episodio di Losanna, Montù, che non era più Presidente del CONI ma sempre membro del CIO, ricevette da un collega brasiliano un significativo attestato a favore di Roma “olimpica”. Nel 1923, per la prima volta, una sessione del CIO fu celebrata a Roma. (TONALI E., Carlo Montù tra CONI e cannoni).
ix Nell cui file militava il formidabile atleta Nedo Nadi, che vincerà cinque medaglie d’oro alle Olimpiadi di Anversa del 1920.
x L’allora col. Carlo Montù espone il suo progetto di realizzazione di un monumento all’Arma, che avrebbe dovuto necessariamente essere posto a Torino, culla dell’Artiglieria. Viene quindi costituito il “Comitato per il monumento all’Arma Artiglieria”, con sede in via S. Francesco da Paola 22, sotto l’alto patronato del duca e della duchessa d’Aosta.
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