Al Centro Studi Americani la visione armena su sviluppo, pace e integrazione regionale
Si è svolto a Roma, presso il Centro Studi Americani, l’incontro dedicato a Armenia’s vision on Regional and Global Development, promosso dall’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia. Protagonista dell’appuntamento Vahan Kostanyan, vice ministro degli Esteri di Yerevan, chiamato a illustrare la linea strategica dell’Armenia nel mutato contesto regionale e internazionale.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto significativo non solo sul piano diplomatico, ma anche politico, economico e accademico, confermando il ruolo del Centro Studi Americani come piattaforma di dialogo su dossier geopolitici complessi e spesso poco esplorati nel dibattito pubblico europeo.

Dopo i saluti introduttivi, il vice ministro ha aperto il suo intervento richiamando gli sviluppi seguiti all’intesa di agosto a Washington tra Armenia e Azerbaigian, definendoli come un passaggio cruciale nella storia recente del Caucaso meridionale. Kostanyan ha sottolineato come tale accordo abbia segnato il superamento di una fase dominata dalla gestione del conflitto, aprendo invece una stagione orientata alla costruzione e al consolidamento della pace attraverso strumenti istituzionali e cooperazione economica.
In questo quadro, particolare rilievo è stato attribuito allo sblocco delle comunicazioni regionali – ferroviarie e stradali – considerate un elemento chiave per trasformare il Caucaso da area di frizione geopolitica a snodo di interconnessione tra Asia centrale ed Europa. Il vice ministro ha evidenziato come l’apertura delle infrastrutture di trasporto possa generare benefici reciproci, favorendo il commercio, riducendo le tensioni e creando interdipendenze economiche capaci di rafforzare la stabilità nel lungo periodo.

Kostanyan ha inoltre ricordato alcuni primi risultati concreti del nuovo corso, tra cui l’avvio di scambi energetici e logistici, il transito di merci attraverso reti ferroviarie precedentemente inutilizzate e i primi passi verso una cooperazione economica bilaterale strutturata. Elementi che, a suo avviso, dimostrano come il processo di pace non sia solo una dichiarazione politica, ma un percorso che inizia a produrre effetti tangibili.
Un’altra parte centrale dell’intervento è stata dedicata al rapporto tra Armenia e Unione europea. Il vice ministro ha richiamato l’adozione, da parte del parlamento armeno, della legge che avvia formalmente il processo di adesione all’UE, chiarendo come tale scelta rappresenti soprattutto un impegno interno verso riforme profonde nei settori istituzionale, economico e sociale. In questa prospettiva, l’integrazione europea è stata descritta non come un obiettivo simbolico, ma come una bussola per la modernizzazione del Paese.

Nel dettaglio, Kostanyan ha illustrato il percorso di integrazione graduale e settoriale che Yerevan intende seguire, ispirandosi a modelli già sperimentati in altri contesti europei.
Energia, trasporti, telecomunicazioni e digitale sono stati indicati come ambiti prioritari, insieme al rafforzamento dei rapporti bilaterali con singoli Stati membri. In tale contesto, l’Italia è stata più volte citata come interlocutore naturale, sia per la sua collocazione strategica sia per il potenziale di cooperazione industriale, tecnologica e culturale.

Conclusa l’introduzione, l’incontro è entrato nel vivo con una lunga sessione di domande da parte del pubblico. Kostanyan ha risposto a quesiti che hanno spaziato dall’innovazione tecnologica allo sviluppo delle startup, illustrando la crescita del settore high-tech armeno, sostenuto da politiche governative mirate, investimenti in formazione e progetti dedicati come poli ingegneristici e centri creativi per i giovani.
Ampio interesse ha suscitato anche il tema della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale. Il vice ministro ha spiegato che l’Armenia sta orientando le proprie politiche verso un allineamento agli standard europei in materia di regolamentazione, cybersicurezza e protezione dei dati, senza rinunciare a collaborazioni internazionali con grandi attori tecnologici globali. L’obiettivo dichiarato è quello di coniugare sovranità digitale, innovazione e apertura ai mercati.

Non sono mancati interrogativi di natura geopolitica. Kostanyan ha affrontato apertamente il tema dei rapporti con la Russia, ribadendo la volontà armena di perseguire una politica estera equilibrata, fondata su relazioni diversificate e non su dipendenze unilaterali. Analogamente, ha richiamato il dialogo con la Cina, inserito in una logica di cooperazione economica che non viene considerata incompatibile con altri progetti infrastrutturali regionali.

Un passaggio delicato ha riguardato il ruolo della diaspora armena, tradizionalmente molto influente sul piano politico ed economico. Il vice ministro ha riconosciuto l’esistenza di posizioni differenti all’interno delle comunità armene all’estero rispetto al processo di pace, sottolineando tuttavia come le decisioni strategiche debbano essere assunte a Yerevan, tenendo conto delle priorità di sicurezza, stabilità e sviluppo dello Stato.

Nel complesso, dall’incontro è emersa l’immagine di un’Armenia impegnata in una fase di transizione profonda, chiamata a ridefinire il proprio ruolo regionale e internazionale in un contesto segnato da equilibri fragili e opportunità nuove. Il dialogo ospitato dal Centro Studi Americani ha offerto uno spaccato diretto di questa trasformazione, contribuendo a chiarire obiettivi, limiti e ambizioni di una politica estera che punta a fare della cooperazione – più che del confronto – il proprio asse portante.
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