Centro 795, l’unità clandestina con cui il Cremlino porta la guerra oltre i confini della Russia
È stata svelata in queste ore l’esistenza di una struttura finora rimasta nell’ombra che illumina la crescente aggressività dell’apparato di sicurezza russo. Al centro delle rivelazioni c’è ilCentro 795, una unità militare creata durante la guerra in Ucraina e concepita per operazioni clandestine ben oltre il fronte: sorveglianza globale, sabotaggi, sequestri e assassinii mirati contro i nemici del Cremlino, anche fuori dai confini della Russia.
Secondo documenti organizzativi e materiali interni emersi negli ambienti della sicurezza, ilCentro 795– formalmente identificato comeunità militare 75127– sarebbe stato istituito tra la fine del 2022 e il 2023 con un obiettivo preciso: costruire una struttura operativa autonoma, capace di muoversi rapidamente e con un livello di segretezza superiore rispetto alle tradizionali unità dell’intelligence militare russa. L’idea alla base del progetto è concentrare in una sola organizzazione competenze normalmente distribuite tra diversi apparati dello Stato: raccolta di informazioni, pianificazione operativa, azione militare e supporto logistico.
La nascita di questa struttura si inserisce in un cambiamento più ampio dell’apparato di sicurezza russo dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Il conflitto ha ampliato il campo degli obiettivi delle operazioni clandestine di Mosca. Oltre alle attività militari sul terreno, il sistema di sicurezza russo ha intensificato la propria azione contro oppositori politici, dissidenti rifugiati all’estero e figure considerate ostili al Cremlino. In questo contesto il rafforzamento di strumenti clandestini appare come una scelta deliberata: estendere la pressione russa ben oltre il campo di battaglia e colpire individui percepiti come minacce politiche ovunque si trovino.
IlCentro 795rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi di organizzare queste operazioni. La struttura sarebbe composta da circa 500 agenti, reclutati tra le unità più famigerate e aggressive dell’apparato di sicurezza russo, e organizzata in tre grandi direzioni operative:intelligence,assaltoesupporto al combattimento.

Ladirezione intelligencecostituisce il nucleo più ampio della struttura e comprende diversi dipartimenti specializzati nella raccolta e nell’analisi delle informazioni. Alcuni reparti si occupano del monitoraggio delle fonti aperte, analizzandosocial network, database pubblici e immagini satellitari commerciali. Altri sono dedicati alle intercettazioni elettroniche e alla sorveglianza radio. Vi sono poi unità specializzate nella ricognizione visiva tramite droni e squadre di sorveglianza terrestre incaricate di individuare e confermare fisicamente la posizione dei bersagli.
Un elemento particolarmente significativo riguarda la presenza di un reparto di cecchini all’interno delladirezione intelligence, una scelta insolita rispetto alla struttura delle unità militari tradizionali. Questo dettaglio suggerisce che la loro funzione principale non sia il supporto sul campo di battaglia, ma la partecipazione a operazioni di eliminazione mirata. In altre parole, la struttura sembra essere stata progettata anche per missioni che rientrano nella categoria degli assassinii selettivi.
Accanto alladirezione intelligenceopera la direzione d’assalto, composta da gruppi operativi autonomi progettati per missioni dirette. Ogni gruppo è organizzato come una cellula indipendente che non conosce i dettagli delle operazioni delle altre squadre. Questo sistema di compartimentazione estrema è tipico delle organizzazioni clandestine e serve a limitare i danni nel caso in cui una squadra venga scoperta o arrestata.
La terza componente del centro è la direzione di supporto al combattimento, incaricata di fornire il sostegno tecnico e logistico alle operazioni. I materiali organizzativi indicano la presenza di reparti dedicati a mezzi corazzati, artiglieria, esplosivi, sanità militare e difesa aerea. Alcune fonti suggeriscono persino la disponibilità di equipaggiamenti pesanti come carri armati T-90 e sistemi lanciarazzi multipliSmerch, una dotazione insolita per una struttura legata alle operazioni clandestine e indicativa delle ambizioni del progetto.
La base operativa delCentro 795sarebbe situata nel park “Patriot” di Kubinka (Parco dei Patrioti), nei pressi di Mosca, all’interno di infrastrutture collegate al complesso industriale Kalashnikov e al conglomerato statale Rostec. Questo dettaglio mette in evidenza l’intreccio sempre più stretto tra apparato militare, industria della difesa e potere politico in Russia. Il sostegno logistico e infrastrutturale di grandi gruppi industriali consente di costruire strutture operative con risorse considerevoli, ma rende anche più opachi i confini tra attività militari ufficiali e operazioni condotte attraverso canali paralleli.

La leadership dell’unità proviene in larga parte dalle forze specialiAlphadell’FSB, uno dei reparti più noti e controversi dell’apparato di sicurezza russo. Accanto a questi operatori figurano anche agenti provenienti dall’intelligence militare GRU, inclusi veterani di unità già associate in passato a operazioni clandestine all’estero. La fusione di personale proveniente da diverse agenzie suggerisce il tentativo di concentrare competenze operative in una sola struttura, riducendo al minimo le rivalità interne.
Proprio mentre il progetto cercava di consolidarsi, tuttavia, un episodio ha rivelato quanto fragile possa essere anche una struttura progettata per restare invisibile. L’arresto di Denis Alimov, un agente collegato al centro, ha offerto uno dei primi sguardi concreti sulle attività dell’unità. Alimov è stato fermato all’aeroporto di Bogotá mentre viaggiava sotto falsa identità. Secondo le accuse delle autorità statunitensi, stava coordinando un’operazione destinata a colpire oppositori del Cremlino residenti all’estero.
Le indagini hanno ricostruito un piano che prevedeva il reclutamento di intermediari stranieri incaricati di sorvegliare e attaccare i bersagli, con ricompense che potevano arrivare fino a 1,5 milioni di dollari per ogni obiettivo eliminato. Il modello operativo ricalcava schemi già osservati in altre operazioni clandestine: utilizzare intermediari per creare distanza tra i servizi russi e gli esecutori materiali.
Eppure l’intera operazione sarebbe stata compromessa da un errore sorprendentemente elementare. Alimov e uno dei suoi contatti non condividevano una lingua comune sufficientemente fluente e utilizzavano Google Translate per tradurre i messaggi dal russo al serbo-croato e viceversa. Le comunicazioni venivano poi inviate tramite applicazioni considerate sicure, ma le traduzioni passavano attraverso server esterni che registravano automaticamente il contenuto dei messaggi. Gli investigatori sono così riusciti ad accedere ai registri delle traduzioni e a ricostruire nel dettaglio la pianificazione dell’operazione.
Il risultato è quasi ironico: una struttura progettata per operare nell’ombra ha lasciato una traccia digitale completa delle proprie attività su una piattaforma online. Ma l’episodio rivela qualcosa di più profondo. IlCentro 795nasce per rendere più efficiente e aggressiva la proiezione clandestina del potere russo all’estero. Tuttavia, la sua esposizione precoce dimostra quanto queste operazioni dipendano da fattori molto più fragili di quanto la propaganda suggerisca.
La Russia continua a investire nella costruzione di strumenti clandestini per colpire i propri avversari oltre confine. Ma la storia delCentro 795mostra anche un’altra realtà: nel mondo delle operazioni segrete contemporanee, la combinazione di tracce digitali, cooperazione internazionale e analisiopen sourcerende sempre più difficile restare invisibili. E per una unità nata per agire nell’ombra, essere smascherata così presto è già, di per sé, una sconfitta operativa.
L’articoloCentro 795, l’unità clandestina con cui il Cremlino porta la guerra oltre i confini della Russiaproviene daDifesa Online.
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