Conclusa l’esercitazione pluriarma “Alabarda D’argento 2026”
Si è conclusa nell’area addestrativa del Monte Bivera, nelle Alpi Carniche, l’esercitazione a fuoco “Alabarda d’Argento 2026”, momento culminante di un ciclo addestrativo iniziato il 25 maggio che ha coinvolto oltre 300 militari della brigata alpina “Julia”, appartenenti al 7° reggimento alpini, all’8° reggimento alpini, al 2° reggimento genio guastatori e al 3° reggimento artiglieria da montagna, oltre a personale dell’Esercito Albanese e osservatori internazionali.
L’attività, svolta a quasi 2mila metri di quota, era finalizzata a verificare la capacità di operare in ambiente montano attraverso l’impiego integrato di unità di diversa specialità, sistemi a pilotaggio remoto e nuove tecnologie applicate al combattimento terrestre.
La manovra sul terreno ha visto l’impiego coordinato di circa 230 militari appartenenti a due complessi minori pluriarma del 7° e dell’8° reggimento alpini, supportati da ulteriori settanta specialisti responsabili della direzione dell’esercitazione e del supporto logistico e sanitario.
Nella fase iniziale dell’attività, gli specialisti del 2° reggimento genio guastatori hanno aperto una breccia attraverso ostacoli predisposti sul terreno mediante l’impiego di nuovi sistemi esplosivi.

Successivamente gli alpini dell’8° reggimento alpini hanno condotto un’azione offensiva finalizzata alla neutralizzazione delle prime minacce, consentendo al 7° reggimento alpini di avanzare e completare la bonifica dell’area.
Le operazioni sono state sostenute dal fuoco di supporto fornito da una sezione del 3° reggimento artiglieria da montagna equipaggiata con tre obici da 105/14.
Particolare attenzione è stata dedicata all’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto. Per le attività di ricognizione, sorveglianza e osservazione del campo di battaglia sono stati utilizzati droni ad ala fissa, tra cui i sistemi “Xenon” e “Radon X”, e piattaforme ad ala rotante “Parrot”.
Di particolare rilievo è stato il test operativo di droni con visione in prima persona (FPV), impiegati per simulare missioni di precisione a lunga distanza.

Nel corso dell’esercitazione è stato inoltre impiegato il NARP (Nuova Arma da Reparto Polivalente), il nuovo sistema d’arma individuale recentemente acquisito dall’Esercito Italiano nell’ambito del processo di ammodernamento delle capacità della Forza Armata.
Il coordinamento dello spazio aereo e delle attività dei sistemi unmanned è stato assicurato da personale specializzato nel controllo del traffico aereo tattico.
A rendere ancora più realistico lo scenario addestrativo ha contribuito la presenza di una componente del reggimento “Piemonte Cavalleria” (2°), impiegata nel ruolo di forza avversaria.
L’esercitazione ha inoltre consentito di consolidare la cooperazione internazionale grazie alla partecipazione di una squadra rinforzata dell’Esercito Albanese, integrata nel dispositivo del 7° reggimento alpini, e di mostrare agli osservatori internazionali presenti il livello di interoperabilità raggiunto dalle unità partecipanti.
“Alabarda d’Argento 2026” ha confermato l’importanza dell’addestramento in ambiente montano quale banco di prova privilegiato per sviluppare capacità operative avanzate, integrare nuove tecnologie e rafforzare la cooperazione tra reparti e partner internazionali in scenari caratterizzati da crescente complessità.
L’articolo Conclusa l’esercitazione pluriarma “Alabarda D’argento 2026” proviene da Difesa Online.
Si è conclusa nell’area addestrativa del Monte Bivera, nelle Alpi Carniche, l’esercitazione a fuoco “Alabarda d’Argento 2026”, momento culminante di…
L’articolo Conclusa l’esercitazione pluriarma “Alabarda D’argento 2026” proviene da Difesa Online.
Per approfondimenti consulta la fonte
Go to Source
