Consegna a domicilio: quando la guerra asimmetrica arriva nei magazzini russi
La sequenza di strike condotti dalle forze armate ucraine principalmente mediante UAV a lungo raggio tra il 23 e il 28 luglio 2026 segna una precisa evoluzione nella dottrina dell’attrito asimmetrico1 applicata da Kiev. L’obiettivo dell’offensiva si è esteso oltre la classica triangolazione dei bersagli ad alto valore militare ed energetico (raffinerie, depositi POL2, basi aeree, centri logistici ad uso militare, ecc.) per investire la logistica civile di rilevanza sistemica3 andando nuovamente a ridefinire il concetto di profondità strategica4.
Al centro della campagna è finita Wildberries, la principale infrastruttura di e-commerce della Federazione Russa, spesso denominata “la versione russa di Amazon”. Tra il 23 luglio e la notte del 28 luglio, una serie di attacchi coordinati ha colpito sistematicamente diversi magazzini e hub dell’azienda, inclusi:
- l’hub logistico di San Pietroburgo (23-24 luglio), dove il successivo incendio ha compromesso uno dei principali nodi di distribuzione dell’Oblast’ nord-orientale;
- i centri di smistamento situati nella regione di Belgorod e nell’area industriale degli Urali (24-25 luglio);
- il principale centro logistico nell’area della Crimea occupata (25 luglio) situato a Simferopoli;
- l’hub strategico di Koledino nell’Oblast’ di Mosca (notte tra il 27 e il 28 luglio), bersagliato nell’ambito di un imponente attacco di droni (quasi 400) sul nodo moscovita che ha provocato vasti incendi nell’area industriale di Podolsk.
Per comprendere la valenza strategica del bersaglio, aldilà della versione ufficiale del Governo Ucraino5, occorre analizzare la postura economica dell’azienda. Wildberries, la cui divisione bancaria (Wildberries Bank) era già stata inserita nell’elenco dei destinatari delle sanzioni UE6 proprio il 23 luglio, non rappresenta un mero operatore commerciale, ma la dorsale su cui poggia l’infrastruttura dei consumi e della microimprenditorialità russa. Nel 2023 la piattaforma ha registrato un fatturato lordo pari a circa 2.500 miliardi di rubli (circa 27-28 miliardi di dollari), consolidando una quota dominante sul mercato nazionale. Inoltre, il marketplace garantisce l’operatività a oltre 500.000 piccoli e medi venditori e gestisce la distribuzione capillare di beni di consumo per decine di milioni di utenti.
Nelle logiche di una guerra d’attrito integrata, colpire tali asset equivale a recidere i flussi di cassa e la continuità operativa del tessuto imprenditoriale privato. La distruzione degli inventari non colpisce la capacità di combattimento immediata delle forze di Mosca, ma genera un’esternalità negativa diretta per centinaia di migliaia di micro-attori economici (dai piccoli commercianti ai content creator che monetizzano sulla piattaforma). L’impatto finanziario immediato – ulteriormente aggravato dalle rettifiche contrattuali con cui l’azienda, già a inizio luglio, derogava la responsabilità per danni da attacco aereo ai singoli fornitori7 – trasferisce la pressione economica direttamente sulla popolazione.
Sotto il profilo strettamente militare, invece, la scelta di colpire la logistica commerciale sfrutta la strutturale impossibilità, per la difesa aerea russa (PVO), di garantire la copertura totale dei nodi civili sull’intera estensione del territorio federale. La priorità data ai sistemi di point defense8 a protezione di specifiche infrastrutture critiche per le forze armate lascia inevitabilmente scoperte le grandi maglie della logistica commerciale.
La strategia di Kiev punta dunque a due obiettivi sinergici: (i) costringere il comando russo a riconsiderare il posizionamento dei propri asset di difesa antiaerea a protezione delle infrastrutture commerciali civili, sottraendo copertura al fronte o ai siti militari ad alta priorità9; (ii) portare il costo materiale del conflitto all’interno del calcolo economico quotidiano dei cittadini russi tramite l’azzeramento della bolla di immunità percepita nelle aree urbane di Mosca e San Pietroburgo che trasforma la guerra da elemento propagandistico astratto a variabile di rischio economico personale10.
Come già evidenziato dalle sistematiche incursioni contro raffinerie e depositi di carburante sul territorio russo negli ultimi due mesi – le cui ripercussioni si sono scaricate direttamente sui, fino ad allora, sorprendentemente ignari cittadini russi attraverso il rincaro dei prezzi alla pompa – la nuova campagna d’attrito mira a colpire nuovamente il tessuto socio-economico del Paese.
Imponendo perdite finanziarie immediate a migliaia di piccole e medie imprese russe, pur riducendo al minimo le vittime umane, e congelando la capacità di consumo di milioni di utenti, Kiev dimostra che nessun quadrante della Federazione può ritenersi del tutto al riparo. Nel momento in cui i costi strutturali del conflitto valicano il fronte e arrivano a intaccare direttamente il portafoglio delle famiglie, la stabilità della quiete sociale e del consenso passivo della popolazione (sinora una garanzia nella tradizione della Russia recente), rischiano di diventare una variabile decisamente più complessa da gestire per il Cremlino, che potrebbe non trovare più tappeti sotto i quali nascondere le polveri del conflitto.
1 In relazione alla dottrina ucraina dei droni First-Person View (FPV) e il loro impatto diretto in termini di attrito asimmetrico vd. anche “The economics of asymmetric attrition: a quantitative analysis of low-cost drone warfare in the Ukraine and Iranian shahed programs (2022-2026)”, Laszlo Pokorny, 2026, Department of Military Science, ICL Institute, New Jersey, USA.
2 I depositi POL (Petroleum, Oil and Lubricant) sono impianti militari per lo stoccaggio e la distribuzione di carburanti e lubrificanti, collegati a una rete strategica di oleodotti
3 Dal punto di vista terminologico, non sussiste neanche a livello NATO una definizione di logistica civile, ma l’Alleanza Atlantica ha definito, all’art.3 del proprio Trattato fondativo, la dottrina della Resilienza e Preparazione Civile (Civil Preparedness). Essa si fonda su tre funzioni chiave: continuità del governo, continuità dei servizi essenziali e supporto civile alle operazioni militari. Da quest’ultimo elemento, nel presente articolo, si mutua la definizione di logistica civile sistemica, intesa come potenzialmente funzionale, in situazioni estreme, al supporto delle operazioni militari (e quindi ipoteticamente destinata a diventare un obiettivo militare legittimo).
4 La profondità strategica (strategic depth), come è noto, si riferisce al cuscinetto geografico, demografico e infrastrutturale che separa i confini di uno Stato dai suoi centri vitali: capitali, principali aree urbane, basi industriali e nodi di comando e controllo. La Russia e le entità statali che l’hanno preceduta hanno più volte storicamente sfruttato la vastità del proprio territorio contro gli invasori (si pensi a Napoleone nel 1812 o all’Operazione Barbarossa nel 1941). L’aggressione russa ai danni dell’Ucraina sta, da tempo, ridisegnando i confini terminologici del concetto di profondità strategica (ed espandendo i relativi confini geografici), a causa dell’evoluzione tecnologica applicata all’impiego dei sistemi d’arma a pilotaggio remoto a lungo raggio.
5 Kiev ha rivendicato la legittimità degli attacchi contro l’azienda russa alla luce dei molteplici prodotti dual-use venduti liberamente sulla piattaforma online di Wildberries.
6 Il 23 luglio scorso l’UE aveva adottato il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. All’interno di questo maxi-provvedimento, Wildberries Bank era stata ufficialmente inserita nella lista nera europea, insieme ad altre 93 istituzioni finanziarie russe. Le motivazioni principali erano il sostegno di WB alle entrate russe (definite substantial revenues) destinate alla guerra e il supporto alla Banca Centrale Russa per lo sviluppo del Rublo Digitale (strumento utilizzato dal Cremlino per aggirare le sanzioni internazionali).
7 Wildberries aveva già cambiato i propri termini e condizioni il 7 luglio scorso escludendo rimborsi da attacchi derivanti da azioni belliche e altrettanto hanno fatto di recente i suoi competitor come Ozon o Yandex Market.
8 Vd. “First strike!: the Pentagon’s strategy for nuclear war” di Robert C. Aldridge, 1986, Boston, MA South End Press.
9 Anche nota come saturazione dei sistemi di difesa aerea.
10 In altri termini: guerra cognitiva e rottura del consenso.
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