Gli Stati “simpatiche canaglie”: le truppe nordcoreane in Russia e l’ambiguità degli Stati Uniti
Nel research paper da me elaborato e intitolato Carne da cannone. La trappola dell’arruolamento di personale straniero nell’esercito russo per l’impiego sul fronte ucraino (Istituto Gino Germani, 2026), ho cercato di gettare una luce sul personale proveniente da paesi stranieri arruolato dalla Federazione Russa su base volontaria e, più frequentemente, attraverso l’inganno e il ricatto, da inviare in combattimento in Ucraina per ripianare le ingenti perdite subite. Volutamente ho omesso di trattare del consistente contributo offerto dal leader nordcoreano Kim Jong-un alle forze armate russe in quanto il contingente militare spedito dalla Corea del Nord rappresenta una categoria di combattenti stranieri impiegati dal Cremlino distinta dal punto di vista legale, quantitativo e qualitativo rispetto ai casi documentati nel dossier summenzionato. Lo schieramento dei militari dell’Esercito Popolare Coreano (KPA) in Russia, infatti, è avvenuto sotto l’egida dello Stato, negoziato strategicamente e integrato nella cooperazione militare formale tra Pyongyang e Mosca, formalizzata dal Trattato di partenariato strategico globale del 20241.
Il ruolo svolto da Mosca in questo meccanismo di cooperazione tra le due nazioni è stato decisamente attivo. Attraverso il rilascio di visti fraudolenti, facilitando la permanenza di lavoratori nordcoreani anni dopo la scadenza del rimpatrio imposta dalle Nazioni Unite e cooperando con Pyongyang nel rimpatrio forzato dei disertori2, la Russia ha contribuito ad ampliare l’apparato di repressione transnazionale della Corea del Nord. Questa cooperazione ha creato una zona grigia giuridica in cui i lavoratori nordcoreani, civili e militari, operano al di fuori della protezione delle leggi sul lavoro russe, rimanendo strettamente controllati da agenti della sicurezza statale nordcoreana integrati nei luoghi di lavoro e nelle unità militari. Con l’aggiramento dell’applicazione delle sanzioni, entrambi gli Stati sono stati in grado di espandere la cooperazione in forme di impiego militare prima impensabili nell’ordine geopolitico antecedente al 20223.
Il dispiegamento di truppe nordcoreane in Russia è strettamente legato al sistema di lunga data e altamente istituzionalizzato di esportazione di manodopera verso la Russia da parte della Corea del Nord4.
Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, Mosca e Pyongyang hanno approfondito significativamente la loro cooperazione5 in modi che mettono in discussione le strutture di sicurezza regionali ed erodono il regime internazionale di sanzioni6. Questa convergenza ha creato un ambiente sempre più permissivo per la Corea del Nord che le consente di schierare soldati in una zona di conflitto, ma anche per consolidare una vasta presenza di manodopera clandestina all’interno della Russia. In tale contesto Pyongyang ha potuto espandere sia la portata che l’ampiezza del suo dispiegamento di personale; oltre alle unità di combattimento, infatti, troviamo anche reparti peculiari quali la 2215^ brigata Edile, un’unità del Genio forte di circa mille soldati. Si tratta di un’unità specializzata nella ricostruzione postbellica che, attraverso la propria attività, consentirà alla Corea del Nord di ricevere compensi in valuta estera a sostegno dell’economia nazionale7.
Sebbene presentata pubblicamente come una partnership militare strategica, il recente dispiegamento di truppe riflette la stessa logica economica che da tempo sostiene il sistema di lavoro all’estero della Corea del Nord8.
Secondo l’intelligence sudcoreana, la Corea del Nord ha schierato un totale di circa 14.000 soldati combattenti: 10.900 alla fine del 2024 e 3.000 tra gennaio e marzo 20259. Nel giugno 2025, l’ex ministro della Difesa russo Sergej Šojgu, attualmente segretario del Consiglio di Sicurezza, ha dichiarato che Pyongyang aveva anche accettato di inviare 5.000 operai edili militari di due brigate e 1.000 genieri per sminare la regione russa di Kursk, temporaneamente occupata dall’Ucraina10. Nel settembre 2025, l’intelligence sudcoreana ha stimato che circa 2.000 soldati nordcoreani siano stati uccisi in combattimento11. Come le loro controparti civili, i soldati nordcoreani operano all’interno di una struttura di comando coercitiva e sono soggetti allo stesso sistema di confisca salariale, sorveglianza ideologica e limitazione della libertà di movimento. Le notizie secondo cui il personale militare schierato in Russia guadagna l’equivalente di 1.700 euro al mese12, quasi interamente versato direttamente allo stato nordcoreano, dimostrano la fusione delle strategie nordcoreane di esportazione di manodopera e di militari in un unico apparato progettato per generare entrate e al contempo promuovere gli obiettivi geopolitici di Pyongyang13.
Oltre ai vantaggi economici, Kim Jong-un ha sottolineato l’importanza dell’esperienza di combattimento maturata all’estero per l’Esercito Popolare Coreano, collegando l’esperienza acquisita nel conflitto a una più ampia preparazione militare, inclusa la prontezza per un potenziale conflitto armato nella penisola coreana14.
Entità e modalità di dispiegamento
La natura e l’entità del dispiegamento di combattenti nordcoreani spiccano rispetto a quelle di altri combattenti stranieri. Nell’ottobre 2024, i rapporti dell’intelligence sudcoreana e statunitense sul dispiegamento di truppe nordcoreane in Russia sono diventati rapidamente pubblici15. I governi russo e nordcoreano avevano cercato di mantenere segreto il dispiegamento delle truppe e Pyongyang avrebbe minacciato accuse di tradimento contro coloro che avessero “diffuso la voce”16. Successivamente sono emerse notizie di soldati nordcoreani che indossavano uniformi russe, dissimulando di essere di etnia buriata17 per mimetizzarsi tra le truppe del Cremlino18. Tuttavia, anche in Corea del Nord, dove l’informazione è strettamente controllata, la notizia dell’invio di migliaia di soldati in un paese straniero si è diffusa ampiamente19.
Alla fine di aprile 2025, Mosca e Pyongyang hanno ufficialmente riconosciuto il dispiegamento delle truppe20. I soldati nordcoreani sono stati schierati nella controffensiva russa nella regione di Kursk, in territorio russo, allora parzialmente occupato dalle forze ucraine. In battaglia hanno subito migliaia di perdite a causa della loro mancanza di esperienza e competenza nella guerra con i droni, impiegati su un terreno relativamente pianeggiante, molto diverso dal terreno montuoso e accidentato della penisola coreana dove erano stati addestrati a combattere. Risulta anche che alcuni soldati nordcoreani si sono suicidati piuttosto che affrontare la cattura21; a marzo 2026, solo due erano stati fatti prigionieri dalle forze ucraine22.
Nell’agosto del 2025, Pyongyang era passata da riferimenti indiretti al dispiegamento all’estero a un riconoscimento pubblico formale delle perdite in combattimento. I media statali hanno riferito che Kim Jong Un ha presieduto una cerimonia in onore dei comandanti e dei soldati caduti, ai quali si è riferito come “eroi che hanno portato gloria alla nazione”, descrivendo le loro attività come parte dell’“unità per le operazioni all’estero dell’Esercito Popolare Coreano” e facendo riferimento alla “liberazione del territorio di Kursk”, senza nominare esplicitamente la Russia o l’Ucraina23. Alla cerimonia in onore dei caduti, Kim Jong Un ha dichiarato che altri soldati nordcoreani erano rimasti all’estero, ribadendo le precedenti affermazioni secondo cui circa 6.000 militari nordcoreani erano stati inviati a supporto di attività descritte come sforzi di “ripristino” o “fortificazione” nella regione di Kursk24.
Struttura di comando
Il coinvolgimento militare della Corea del Nord sembra essersi evoluto dal dispiegamento iniziale e dall’addestramento a fianco delle truppe russe a una graduale integrazione operativa. Alla fine del 2024, rapporti dell’intelligence provenienti dalla Corea del Sud e dall’Ucraina indicavano che fino a 12.000 soldati nordcoreani, tra cui circa 500 ufficiali e diversi generali, erano stati inviati in Russia e si stavano addestrando insieme alle truppe russe in varie basi militari, sotto la supervisione del viceministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov25. I primi rapporti suggerivano che il contingente appartenesse a un’unità d’élite del KPA e che alti comandanti nordcoreani e interpreti accompagnassero le truppe per mantenere il comando interno e la disciplina26. Risulta che Kim Yong Boo, Vice capo di stato maggiore dell’Esercito Popolare Coreano, fosse al comando dell’11° Corpo d’Assalto, un’importante unità delle forze speciali schierata in Russia27. Tra le tante difficoltà incontrate sotto il profilo procedurale, l’integrazione delle forze nordcoreane sotto il comando russo ha dovuto affrontare le differenze intrinseche nelle strutture degli organici e nella catena di comando. Nel sistema nordcoreano, ad esempio, è rilevante la figura dell’“ufficiale politico”, che nel processo di emanazione degli ordini può scavalcare i comandanti militari, il che significa che gli ordini diramati possono aver bisogno dell’approvazione degli ufficiali politici, ostacolando o rallentando le operazioni28. Ad ogni buon conto, i rapporti pervenuti nel corso della partecipazione della Corea del Nord alla guerra indicano che, anziché operare come un’unità speciale autonoma, le truppe nordcoreane sono state poste sotto il comando operativo russo, addestrandosi insieme alle forze russe, sostanzialmente svolgendo gli stessi compiti29.
All’inizio del 2026, l’intelligence della difesa ucraina (HUR) ha riferito che le truppe nordcoreane ancora presenti in Russia operavano sotto il comando operativo russo, conducendo bombardamenti di artiglieria, ricognizioni e attacchi con sistemi lanciarazzi multipli (MLRS) contro le zone di confine ucraine30, evidenziando un passaggio a ruoli più specializzati.
La presenza di generali e comandanti nordcoreani solleva interrogativi sul grado di influenza esercitato dal comando politico nordcoreano sull’attività delle truppe prima del 2026. Tuttavia, è chiaro che l’addestramento, la pianificazione e il dispiegamento hanno avuto luogo in conformità con le decisioni del comando dell’esercito russo che, successivamente, attribuiva gli incarichi ai soldati nordcoreani.
Processi di reclutamento e impiego
Il reclutamento per l’invio di soldati nordcoreani in Russia non è volontario. La selezione e l’assegnazione avvengono attraverso un processo dall’alto verso il basso, sancito dallo Stato, in cui i singoli soldati non hanno la possibilità di acconsentire o rifiutare la chiamata31. Le decisioni vengono prese attraverso meccanismi interni rigidamente controllati dal Ministero della Difesa e dalla Commissione Militare Centrale32, a riprova della natura obbligatoria della partecipazione. Sebbene l’invio offra all’Esercito Popolare Coreano l’opportunità di familiarizzare con la guerra contemporanea, comprese le operazioni interforze, l’uso di droni, la guerra elettronica e i moderni sistemi logistici33, questi obiettivi istituzionali non conferiscono alcun margine di autonomia decisionale o possibilità di scelta operativa a livello tattico. Sostanzialmente, il principio del mission command è completamente disconosciuto.
Un altro aspetto emerso dalle testimonianze dei soldati nordcoreani catturati indica che le missioni venivano presentate in modo fuorviante come “addestramento” all’estero, senza rivelare la probabilità di combattimenti in prima linea34. Va anche detto che, similmente a quanto accade per qualunque cittadino nordcoreano che si sia recato all’estero, il personale militare rientrato in patria è sottoposto a un intenso screening ideologico per contrastare la potenziale esposizione a principi e idee non in linea con la dittatura di Pyongyang e riaffermare la lealtà al regime35, evidenziando ancora una volta che il processo di reclutamento e dispiegamento funziona come un’estensione del controllo politico interno piuttosto che come servizio militare volontario.
I racconti di due soldati nordcoreani catturati dalle forze ucraine nel gennaio 2025 forniscono alcune delle prime testimonianze dirette sulle condizioni affrontate da queste unità dispiegate36. Secondo le loro dichiarazioni, le truppe hanno subito gravi carenze di cibo e acqua, sono entrate nel campo di battaglia con scarsa preparazione all’intensità del combattimento e hanno sofferto di un profondo disorientamento a causa dell’isolamento linguistico. Hanno anche raccontato di aver assistito a perdite considerevoli tra i loro commilitoni nelle prime fasi del dispiegamento37. I loro resoconti rafforzano le valutazioni di fonti aperte secondo cui le unità nordcoreane sono state inserite rapidamente in operazioni ad alto rischio senza un adeguato acclimatamento, equipaggiamento o addestramento per le realtà della guerra moderna ad alta intensità.
Dal punto di vista logistico, il movimento delle truppe nordcoreane in Russia sembra abbia seguito percorsi consolidati, utilizzati da tempo per il trasferimento di lavoratori e materiali per via ferroviaria38, voli militari nell’Estremo Oriente russo, e, in alcuni casi, movimenti navali lungo la costa condivisa39.
Analisi giuridica
Alla luce del dispiegamento ufficiale di nordcoreani in Russia come membri regolari in servizio attivo del KPA, i singoli combattenti nordcoreani non possono essere considerati “mercenari” ai sensi dell’articolo 47 del Protocollo aggiuntivo I delle Convenzioni di Ginevra o della Convenzione delle Nazioni Unite sui mercenari, nessuno dei quali, peraltro, è stato ratificato dalla Corea del Nord.
Il dispiegamento del KPA ha reso, però, applicabile il Diritto internazionale umanitario alla Corea del Nord in quanto cobelligerante della Russia nel conflitto armato internazionale contro l’Ucraina40 I singoli soldati nordcoreani dovrebbero pertanto essere considerati combattenti che soddisfano i criteri specificati nell’articolo 4 della III Convenzione di Ginevra o nell’artcolo 43 del Protocollo aggiuntivo I, che danno loro diritto allo status di prigioniero di guerra al momento della cattura. Pertanto, dovrebbero essere rimpatriati dall’Ucraina dopo la cessazione delle ostilità attive nei confronti della Russia, in quanto parte “da cui dipendono”, ai sensi dell’articolo 118(2) della III Convenzione di Ginevra, a meno che non abbiano un fondato timore di tornare in Russia ed essere infine consegnati alla Corea del Nord, dove rischierebbero possibili violazioni dei diritti umani per essersi arresi all’Ucraina. Un’interpretazione dell’articolo 118 basata sul Diritto internazionale umanitario suggerirebbe la possibilità che l’Ucraina stipuli un accordo di rimpatrio con la Corea del Sud o un altro paese terzo sicuro.
Questioni giuridiche più complesse sorgono in relazione alla valutazione della responsabilità statale per le violazioni individuali del Diritto internazionale umanitario e l’aver commesso crimini di guerra e altri crimini internazionali da parte di soldati nordcoreani e alla responsabilità della Corea del Nord ai sensi del diritto di jus ad bellum, del diritto internazionale che disciplina la legittimità del ricorso alla forza.
La responsabilità della Corea del Nord per crimini di guerra e altri crimini internazionali commessi da soldati nordcoreani dipende dall’attribuzione della loro condotta alla Corea del Nord ai sensi dell’Articles on Responsibility of States for Internationally Wrongful Acts (ARSIWA). Tale attribuzione dipende dalla tempistica del presunto atto illecito: se si è verificato durante le prime fasi del dispiegamento del KPA, quando i funzionari nordcoreani sembrano aver mantenuto un certo grado di controllo interno e disciplinare sullo stesso, sebbene fosse sotto il comando operativo generale delle Forze Armate Russe, è probabile che la condotta venga attribuita tanto alla Russia quanto alla Corea del Nord41. Si consideri, altresì, che la piena integrazione operativa delle restanti truppe del KPA entro l’inizio del 2026 indica che tale personale risulta a completa disposizione della Russia. Pertanto, qualsiasi atto internazionalmente illecito commesso da un combattente del KPA durante questo periodo successivo farebbe probabilmente scattare la responsabilità statale della sola Russia.
Secondo la definizione di aggressione, un “attacco armato” contro la sovranità di un altro Stato si verifica quando le forze armate di uno Stato attaccano le forze terrestri, aeree o di altro tipo di un altro Stato42. Inviando in Russia una forza militare professionale delle dimensioni di una divisione, la cui condotta era almeno all’inizio del suo servizio attribuibile alla Corea del Nord, quest’ultima ha commesso un “attacco armato” contro l’Ucraina in violazione dell’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, indipendentemente dal fatto che l’attacco sia avvenuto sul territorio russo a Kursk. Anche se tale condotta non potesse essere attribuita alla Corea del Nord, essa ha comunque commesso un atto internazionalmente illecito, favorendo e agevolando un’aggressione ai sensi dell’articolo 16 dell’ARSIWA e in violazione del diritto di neutralità43.
Vi sono forti indizi che i soldati nordcoreani siano stati sottoposti a servitù sponsorizzata dallo Stato, tratta di esseri umani e altre forme di violazione dei diritti umani, con la complicità della Russia. Riguardo questi ultimi aspetti, tuttavia, bisogna tenere presente che il reclutamento di questi soldati da parte della Corea del Nord rientra nel normale processo di coscrizione nelle forze armate regolari.
E gli Stati Uniti?
Se la Cina, grande silenzioso, paziente osservatore e occulto burattinaio dietro le quinte svolge un ruolo storicamente consolidato in questo gioco delle parti, gli Stati Uniti di Donald Trump si pongono invece come attore imprevedibile nella grande rappresentazione geopolitica inscenata da queste “simpatiche canaglie”.
Nel primo mandato presidenziale (2017-2021), caratterizzato da una drammatica oscillazione tra minacce di guerra nucleare e storici summit bilaterali, Donald Trump mirava attivamente a frenare le ambizioni del regime di Pyongyang relativamente all’incremento delle capacità missilistiche e nucleari nordcoreane e, in generale, alla possibilità di attacchi ai propri alleati nell’area asiatica, segnatamente la Corea del Sud e il Giappone. Le principali aggressioni “ibride” della Corea del Nord nella sua area di influenza includono operazioni informatiche, coercizione politica e provocazioni militari.
La Corea del Nord ha una forza cibernetica qualificata e sofisticata in grado di effettuare operazioni dirompenti in tutto il mondo.44 La coercizione politica nordcoreana, invece, è orientata a rafforzare la posizione del regime sfruttando gli sforzi degli Stati Uniti per coordinarsi con i suoi alleati e partner regionali.45 Ad esempio, la guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina aveva costretto l’amministrazione Trump a cercare un compromesso tra l’impegno nella campagna di massima pressione contro Pyongyang e gli sforzi per concludere un patto credibile con Pechino sui dazi.46 La guerra commerciale aveva involontariamente rafforzato la posizione politica della Corea del Nord spingendo gli alleati regionali degli Stati Uniti, principalmente Corea del Sud e Giappone, ulteriormente nella sfera di influenza economica regionale della Cina. L’editorialista di Bloomberg Daniel Moss affermava: “La guerra commerciale avrebbe potuto essere un’opportunità per creare un cuneo tra la Cina e i suoi partner commerciali regionali… Tuttavia, l’irriverenza dell’amministrazione Trump per i danni collaterali delle sue azioni potrebbe finire per avvicinare i vicini della Cina nella sua orbita.“47
Per quanto riguarda le provocazioni militari, basti pensare che l’esercito nordcoreano ha schierato il 70% delle sue forze entro 60 miglia dalla zona demilitarizzata coreana (DMZ).
Le tattiche sviluppate dalla Corea del Nord nella “zona grigia” si manifestano anche nello spazio, considerando che il paese è probabilmente il disturbatore di sistemi satellitari più attivo al mondo. La Corea del Nord blocca regolarmente i segnali GPS in Corea del Sud, bloccando le rotte aeree e i porti vicino alla DMZ.48
Fondamentale, però, è la strategia adottata da Pyongyang attraverso la costante minaccia rivolta ai Paesi “nemici” vicini attraverso i test missilistici e la proclamazione di disponibilità all’uso dell’arma nucleare.49 Sotto questo aspetto, inoltre, i nordcoreani sono sulla stessa linea delle attuali strategie di coercizione utilizzata come minaccia ibrida della Russia. Ad esempio, i test sui missili balistici a corto raggio (SRBM) della RPDC effettuati il 4 maggio 2019 e il 9 maggio 2019 hanno evidenziato la mancanza di coesione nell’alleanza che si oppone a Pyongyang,50 oltre a creare spaccature all’interno dello stesso governo degli stessi Stati Uniti.51
Il comportamento della Corea del Nord dopo il vertice di Hanoi suggerisce anche che Kim è determinato a intraprendere un nuovo percorso per rafforzare la sua posizione internazionale in assenza di un accordo con gli Stati Uniti. A tal fine, la visita di Kim in Russia nell’aprile 2019 e il suo continuo impegno in Cina per ricevere sostegno economico possono essere interpretati come una strategia per dividere gli Stati Uniti e i suoi alleati regionali, trovando al contempo modi per aggirare le sanzioni internazionali.52 In tale contesto, gli investimenti russi nelle infrastrutture e nelle risorse minerarie della Corea del Nord rafforzerebbero la posizione strategica di Kim riducendo la sua dipendenza da un accordo mediato dagli Stati Uniti.53 In sostanza, è probabile che le attività della “zona grigia” della Corea del Nord sfruttino qualsiasi barlume di ambiguità che gli Stati Uniti consentirebbero nei loro impegni regionali.
Questo accadeva ieri.
Veniamo, allora, agli Stati Uniti ai giorni nostri…
Nell’attuale mandato presidenziale (iniziato a gennaio 2025), l’atteggiamento di Donald Trump verso la Corea del Nord mantiene la predisposizione al dialogo personale e la retorica transazionale del passato, ma si inserisce in un contesto geopolitico profondamente mutato, che vede il dossier coreano scivolato più in basso nell’ordine delle priorità della Casa Bianca. L’approccio odierno, infatti, mostra elementi di continuità formale ma notevoli differenze strutturali.
Tra gli elementi di continuità vanno evidenziati il rapporto personale e la “diplomazia da palcoscenico” con cui Trump continua a rivendicare un eccellente legame personale con Kim Jong-un. Proprio di recente (agosto 2026), il presidente statunitense ha pubblicato sui social network foto d’archivio dei loro storici incontri del 2018 e 2019, ribadendo che i due “vanno d’accordo alla grande”. Degna di menzione è, poi, l’apertura a nuovi incontri: la Casa Bianca ha confermato a più riprese di essere aperta a riavviare un dialogo diretto con Pyongyang “senza precondizioni”. Trump ha espresso pubblicamente l’intenzione di voler incontrare nuovamente il leader nordcoreano, qualora si presentasse l’opportunità diplomatica corretta54.
La discontinuità, invece, è innanzitutto messa in risalto dalla priorità strategica declassata. Nel corso del 2025 e del 2026, l’attenzione della politica estera di Trump si è concentrata prevalentemente sui conflitti e sugli accordi in Medio Oriente (es. dossier Iran), lasciando la penisola coreana sullo sfondo. Sia la National Security Strategy che la nuova National Defense Strategy (2026) dedicano uno spazio marginale alla Corea del Nord55.
Anche il disimpegno e il coinvolgimento di Seul hanno assunto un ruolo dominante nell’agenda politica trumpiana. A differenza del passato, la strategia della difesa americana prevede ora che sia la Corea del Sud (guidata dal presidente Lee Jae-myung) a dover assumere la responsabilità primaria nel contrastare la minaccia del Nord, riducendo l’esposizione diretta delle forze armate statunitensi a un ruolo di supporto limitato. Trump ha coordinato con Seul la volontà di riaprire i canali diplomatici, ma la cornice operativa è più decentrata. Ritroviamo in questo l’atteggiamento nei confronti dell’Europa e della Nato. Infine, assistiamo ad una significativa modifica delle aspettative realistiche. Se nel primo mandato l’amministrazione insisteva sulla denuclearizzazione totale prima di qualsiasi concessione, oggi gli esperti evidenziano che l’arsenale atomico di Pyongyang è talmente ampliato da rendere quell’obiettivo obsoleto. Trump punta ora in modo più pragmatico a dichiarazioni storiche di pace, tetti limitati alle testate o accordi di controllo degli armamenti in cambio di un parziale allentamento delle sanzioni56.
In definitiva, appare evidente che questa mutato approccio del presidente Trump ai rapporti con la Corea del Nord è una “sponda” offerta all’“amico” Putin del quale, innegabilmente, ammira l’assertività in politica estera, libero dagli ingombranti cavilli e dai laccioli della democrazia. Riguardo Corea del Nord, nonostante le aperture di Trump, l’atteggiamento di Pyongyang è diventato molto più freddo rispetto al primo mandato. Di fatto, Kim Jong-un ha rinsaldato profondamente i legami economici, diplomatici e militari con la Russia e con la Cina, riducendo drasticamente l’interesse verso una riconciliazione con gli Stati Uniti o verso concessioni unilaterali sul proprio programma nucleare. Chissà che, prima o poi, Trump non cominci a pensare che, tutto sommato, ci sia qualcosa di buono anche nella forma di governo nordcoreana.
1Договор о всеобъемлющем стратегическом партнерстве между Российской Федерацией и Корейской Народно-Демократической Республикой от 19 июня 2024 года (ратифицирован Федеральным законом от 9 ноября 2024 года № 374-ФЗ, вступил в силу 4 декабря 2024 года) Trattato di Partenariato Strategico Globale tra la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Democratica di Corea datato 19 giugno 2024 (ratificato dalla Legge Federale n. 374-FZ del 9 novembre 2024, entrata in vigore il 4 dicembre 2024).
http://publication.pravo.gov.ru/document/0001202412050001.
2 L. Yoon, North Koreans Face Repatriation from Russia, Human Rights Watch, 22/02/2022. https://www.hrw.org/news/2022/02/17/north-koreans-face-repatriation-russia.
3 M. Carlough, J. Kennedy, How North Korea has Bolstered Russia’s War in Ukraine, Council on Foreign Relations, 25/11/2025. https://www.cfr.org/articles/how-north-korea-has-bolstered-russias-war-ukraine.
4 C. Hong Park, North Korean Overseas Laborers in Russia, Database Center for North Korean Human Rights, 2016. https://en.nkdb.org/researchreport/?bmode=view&idx=13253383.
5 R. Minyoung Lee, North Korea’s Acknowledgement of War Participation, 38 North, 29/04/2025. https://www.38north.org/2025/04/north-koreas-acknowledgement-of-war-participation/.
6 Y. Dam-rin, The Impact of Strengthened Russia–North Korea Relations on International Politics, International Journal of Korean Unification Studies, Vol. 34(1), pp. 29-68, 2025.
7 J. Tae Joo, North Korea deploys specialized military construction unit to rebuild war-torn Russia, Daily NK, 30/10/2025. https://www.dailynk.com/english/north-korea-deploys-specialized-military-construction-unit-to-rebuild-war-torn-russia/.
8 Y. Yoon, S. Lee, Human Rights and North Korea’s Overseas Laborers: Dilemmas and Policy Challenges, Database Center for North Korean Human Rights, 2015.
9 L. Yu-Jung, North Korea, Russia hail ‘invincible’ alliance on anniversary of strategic partnership treaty, Korea Joongang Daily, 20/06/2025. https://www.koreajoongangdaily.com/korea/north-korea-russia-hail-invincible-alliance-on-anniversary-of-strategic-partnership-treaty/11946097.
10North Korea to send 1,000 combat engineers, 5,000 workers to rebuild Kursk Region – Shoigu, TASS, 17/06/2025. https://tass.com/politics/1974469.
11 Y. Wonju, About 2,000 N.K. troops deployed to Russia estimated to have been killed: NIS, Yonhap News Agency, 02/09/2025. https://www.koreatimes.co.kr/foreignaffairs/northkorea/20250902/about-2000-nk-troops-deployed-to-russia-estimated-to-have-been-killed-nis.
12 T. Kang, Russia pays North Korean soldiers about $2,000 a month: South’s spy agency, RFA, 23/10/2024. https://www.rfa.org/english/korea/2024/10/23/north-korea-troop-kursk/.
13 M. F. Cancian, C. H. Park, North Korean Troops Deploy to Russia: What’s the Military Effect?, Center for Strategic and International Studies (CSIS), 25/10/2024. https://www.csis.org/analysis/north-korean-troops-deploy-russia-whats-military-effect.
14 C. Zwirko, K. Talman, S.-Y. Chung, North Korea honors over 100 dead troops from Ukraine war at Pyongyang ceremony, NK News, 22/08/2025. https://www.nknews.org/2025/08/north-korea-confirms-over-100-dead-troops-from-ukraine-war-at-pyongyang-ceremony/.
15 C. Dong-woo, N. Korea decides to send around 10,000 soldiers to support Russia in Ukraine war: Seoul, Yonhap News Agency, October 18/10/2024. https://www.koreatimes.co.kr/foreignaffairs/northkorea/20241018/north-korea-decides-to-send-around-10000-soldiers-to-support-russia-in-ukraine-war-seoul; NATO, Doorstep statement by NATO Secretary General Mark Rutte following the North Atlantic Council briefing on the DPRK’s troop deployment to Russia, 28/10/2024. https://www.nato.int/en/news-and-events/events/transcripts/2024/10/28/doorstep-statement.
16 J. Tae Joo, N. Korea threatens treason charges to silence rumors of captured soldiers, DailyNK, 18/02/2025. https://www.dailynk.com/english/n-korea-threatens-treason-charges-to-silence-rumors-of-captured-soldiers/.
17 I Buriati sono un popolo di origine mongola; si tratta della più grande minoranza etnica della Siberia. Vivono soprattutto nella Repubblica di Buriazia, in Russia, vicino al lago Bajkal, ma gruppi minori si trovano anche in Mongolia e in Cina.
18 E. Cook, North Korean Soldiers Being ‘Disguised’ As Russian Troops on Front Lines, Newsweek, 06/11/2024. https://www.newsweek.com/north-korea-soldiers-disguised-russia-troops-1981096.
19 L. Chae Eun, J. Seo Yeong, News of North Korean military’s Russia deployment spreads from border to interior, DailyNK, 05/011/2024. https://www.dailynk.com/english/news-north-korean-military-russia-deployment-spreads-border-interior/.
20 J. Kim, North Korea confirms troop deployment to Russia as Putin hails ‘heroes’, Reuters, 28/04/2025. https://www.reuters.com/world/north-korea-confirms-troop-deployment-russia-first-time-kcna-report-2025-04-27/.
21 J. Park, J. Geddie, North Korea’s suicide soldiers pose new challenge for Ukraine in war with Russia, Reuters, 14/01/2025. https://www.reuters.com/world/north-koreas-suicide-soldiers-pose-new-challenge-ukraine-war-with-russia-2025-01-14/.
22 L. Yoon, A Year On, Two North Korean POWs in Ukraine Fear Forced Return, Human Rights Watch, 26/02/2026. https://www.hrw.org/news/2026/02/26/a-year-on-two-north-korean-pows-in-ukraine-fear-forced-return.
23 C. Zwirko et al., cit.
24 Ibid.
25 Ukraine intelligence agency says North Korean units already in Kursk region, Reuters, 24/10/2024. https://www.reuters.com/world/europe/ukraine-intelligence-agency-says-north-korean-units-already-kursk-region-2024-10-24/.
26 V. Butenko, M. Kostenko, L. Kent, ‘What the f**k to do with them?’ Russian soldiers heard condemning North Korean recruits in intercepted audio, CNN, 25/10/2024. https://edition.cnn.com/2024/10/25/europe/russian-soldiers-north-korean-recruits-intercepts-intl.
27 I. Khomenko, North Korean Generals Behind Russia’s War Effort Spotted at Moscow Victory Day Parade, United24Media, 12/05/2025. https://united24media.com/latest-news/north-korean-generals-behind-russias-war-effort-spotted-at-moscow-victory-day-parade-8309.
28 V. Neifakh, South Korea Alleges More North Korean Troops Sent to Ukraine, as Moscow and Pyongyang Keep Mum, The Media Line, 04/03/2025. https://themedialine.org/by-region/south-korea-alleges-more-north-korean-troops-sent-to-ukraine-as-moscow-and-pyongyang-keep-mum/.
29 M. Trevelyan, Russia says North Korean troops play key role in de-mining its Kursk region, Reuters, 15/11/2025. https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/russia-says-north-korean-troops-play-key-role-de-mining-its-kursk-region-2025-11-14/.
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32 A. Cordesman, The Conventional Military Balance in the Koreas and Northeast Asia, CSIS, 02/08/2016, p. 63.
33 S. Ramani, North Korea’s Military Intervention in Kursk: A High Casualty Learning Curve, 38 North, 19/02/2025. https://www.38north.org/2025/02/north-koreas-military-intervention-in-kursk-a-high-casualty-learning-curve/.
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37 Ukraine reports North Korean loses on Russia’s Kursk front, Reuters, 17/12/2024. https://www.reuters.com/world/europe/ukraine-reports-north-korean-losses-russias-kursk-front-2024-12-16/.
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42 Definition of Aggression, UN General Assembly Resolution 3314 (XXIX), 1974, Art. 3(d) and (g).
43 M. Milanovic, cit.
44 E. Chanlett-Avery et al., North Korean Cyber Capabilities: In Brief, Congressional Research Service, 03/08/2017.
45 J. Pak, Gli strumenti di coercizione di Kim Jong-un, Brookings Institution, 21/06/2018. https://www.brookings.edu/blog/order-from-chaos/2018/06/21/kim-jong-uns-tools-of-coercion/.
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49 Corea del Nord, Kim: deterrenza nucleare contro Seul e gli Usa, ANSA, 28/07/2022. https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/07/28/corea-del-nord-kim-deterrenza-nucleare-contro-seul-e-gli-usa_baa60dd8-3b9d-4e52-8709-52f94e6b1a7a.html.
50 S. Denyer, M. Joo Kim, Kim ha supervisionato personalmente il test delle “armi guidate”, dice la Corea del Nord, The Washington Post, 04/05/2019. https://www.washingtonpost.com/world/north-korea-fires-several-short-range-projectiles-south-korean-military-says/2019/05/03/511efe92-6e0f-11e9-be3a-33217240a539_story.html.
51D. E. Sanger, W. J. Broad, C. Sang-hun, E. Sullivan, Le nuove preoccupazioni per la Corea del Nord divampano mentre la diplomazia di Trump appassisce, New York Times, 09/05/2019. https://www.nytimes.com/2019/05/09/world/asia/north-korea-missile.html.
52 L. Min-hyung, Kim Jong-un arriva a Vladivostok per un vertice con Putin, Korea Times, 24 aprile 2019. http:// www.koreatimes.co.kr/www/nation/2019/04/356_267718.html; J. Herskovitz, D. Li, Cina, Corea del Nord apre un nuovo valico di frontiera nonostante le sanzioni, Bloomberg, 08/04/2019. https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-04-08/china-north-korea-open-new-border-crossing-despite-sanctions.
53 V. Isachenkov, Il presidente russo Putin ospita Kim Jong Un per colloqui sullo stallo nucleare nordcoreano, Time, 25/04/2019. http://time.com/5577801/vladimir-putin-kim-jong-un-meeting-russia/.
54 V. Cha, After Iran: A Scenario for Renewed Trump-Kim Summitry, CSIS, 13/08/2026. https://www.csis.org/analysis/after-iran-scenario-renewed-trump-kim-summitry.
55 A. Yeo, Rethinking North Korea diplomacy, Brookings, 30/04/2026.https://www.brookings.edu/articles/rethinking-north-korea-diplomacy/.
56 Trump hints at new approach to North Korea’s nuclear programme, Al Jazeera, 19/06/2026. https://www.aljazeera.com/news/2026/6/19/trump-hints-at-new-approach-to-north-koreas-nuclear-programme.
L’articolo Gli Stati “simpatiche canaglie”: le truppe nordcoreane in Russia e l’ambiguità degli Stati Uniti proviene da Difesa Online.
Nel research paper da me elaborato e intitolato Carne da cannone. La trappola dell’arruolamento di personale straniero nell’esercito russo per…
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