Intelligence Italiana nella guerra digitale: La risposta coordinata al sistema di spionaggio globale Cinese
Il documento “Countering Chinese State-Sponsored Actors Compromise of Networks Worldwide to Feed Global Espionage System“ pubblicato da CISA rappresenta un momento di cristallizzazione delle nuove geometrie dell’intelligence occidentale. L’advisory, sottoscritto da oltre venti agenzie di sicurezza nazionale – tra cui l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE) e l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI) italiane – configura una metamorfosi paradigmatica nella concezione tradizionale della sovranità informativa.
Per comprendere appieno l’importanza del documento, dobbiamo prima chiarire cosa intendiamo quando parliamo di guerra digitale nel 2025. A differenza dei conflitti tradizionali che si svolgevano su campi di battaglia fisici, la guerra digitale si combatte negli spazi virtuali delle reti di comunicazione, dei server e dei sistemi informatici.
Immaginate le infrastrutture digitali come le arterie del corpo umano: quando vengono compromesse, l’intero sistema può collassare. Il gruppo Salt Typhoon, sponsorizzato dal governo cinese, ha dimostrato di saper penetrare queste “arterie digitali” con una precisione chirurgica che ha costretto l’intelligence occidentale a ripensare completamente i propri approcci difensivi.
I contenuti della guida
L’Agenzia per la Cybersecurity e la Sicurezza delle Infrastrutture americana (CISA) nella guida di 37 pagine fornisce informazioni per aiutare le organizzazioni a identificare e mitigare le minacce provenienti da gruppi di hacker sostenuti dal governo cinese.
L’intelligence occidentale ha identificato diversi gruppi di attacco avanzato e persistente (APT) che operano sotto la supervisione del governo cinese. Tra questi, i più noti sono denominati “Salt Typhoon” e “GhostEmperor”, attivi almeno dal 2021 nel condurre campagne di spionaggio a livello globale.
Una strategia senza zero-day
Contrariamente a quanto si potrebbe aspettare da attacchi così sofisticati, questi gruppi non fanno affidamento su vulnerabilità sconosciute. La loro efficacia deriva invece dallo sfruttamento sistematico di vulnerabilità note ma non ancora corrette dalle organizzazioni target.
Vulnerabilità prioritarie
La guida identifica alcune vulnerabilità critiche che richiedono un’attenzione immediata:
- CVE-2024-21887: Problemi nei prodotti Ivanti Connect Secure che permettono iniezioni di comandi
- CVE-2024-3400: Falle nei firewall Palo Alto Networks che consentono l’esecuzione remota di codice
- CVE-2023-20273 e CVE-2023-20198: Vulnerabilità combinate nei sistemi Cisco IOS XE che permettono bypass dell’autenticazione
- CVE-2018-0171: Debolezze nella funzione Smart Install di Cisco
Tecniche di attacco
Gli attaccanti adottano un approccio definito “living off the land”, utilizzando gli strumenti nativi dei sistemi compromessi per evitare il rilevamento. Dopo aver guadagnato l’accesso iniziale attraverso router o firewall esposti su Internet, procedono a:
- Modificare le configurazioni di rete per creare tunnel nascosti
- Catturare il traffico di rete per rubare credenziali
- Utilizzare container Linux integrati per nascondere i loro strumenti
- Cancellare sistematicamente i log per coprire le proprie tracce
Strategie di Difesa
Threat hunting
La guida raccomanda alle organizzazioni di monitorare attivamente:
- Modifiche non autorizzate alle configurazioni di rete
- Tunnel di rete sospetti (GRE, IPsec)
- Uso anomalo di strumenti di cattura pacchetti
- Attività sospette nei container virtualizzati
Misure di protezione
Per rafforzare le difese, CISA suggerisce di:
- Disabilitare porte e servizi non utilizzati
- Implementare l’isolamento del piano di gestione
- Utilizzare credenziali forti e uniche per tutti i sistemi
- Eliminare protocolli obsoleti come Telnet e SNMPv1/v2
- Implementare logging dettagliato e centralizzato
La partecipazione Italiana
La partecipazione dell’intelligence italiana a questa coalizione transatlantica non rappresenta meramente un allineamento diplomatico, ma rivela una trasformazione ontologica del sistema di sicurezza nazionale: dalla protezione di confini fisici alla salvaguardia di perimetri digitali fluidi, dove la dimensione territoriale si dissolve nell’interconnettività globale delle reti.
Il documento identifica con precisione chirurgica tre entità tecnologiche cinesi – Huanyu Tianqiong Information Technology Co. Ltd., Sichuan Zhixin Ruijie Network Technology Co. Ltd. e Sichuan Juxinhe Network Technology Co. Ltd. – configurando un ecosistema ibrido dove il confine tra attività commerciali e operazioni di intelligence diviene deliberatamente indistinguibile.
L’operazione Salt Typhoon – designazione che racchiude una costellazione di identità sovrapposte (OPERATOR PANDA, RedMike, UNC5807, GhostEmperor) – trascende le categorizzazioni binarie della conflittualità internazionale. La campagna, attiva almeno dal 2021, ha compromesso infrastrutture di telecomunicazioni, settori alberghieri e sistemi di trasporto globali, configurando quello che Brett Leatherman, responsabile cyber dell’FBI, ha definito come un’operazione che coinvolge oltre 80 paesi.
L’intelligence italiana, attraverso l’integrazione nell’advisory congiunto, riconosce implicitamente una trasformazione epistemologica fondamentale: il cyber-spionaggio non costituisce più un’attività accessoria o complementare rispetto alle operazioni tradizionali, ma rappresenta il medium primario attraverso cui si articolano i rapporti di forza geopolitici contemporanei.
La metodologia operativa degli attori APT cinesi rivela una sofisticazione che supera la dimensione meramente tecnica. L’utilizzo di vulnerabilità zero-day, l’implementazione di framework malware multi-stadio come il rootkit Demodex, e la manipolazione delle reti a banda larga per intercettare metadati delle comunicazioni configurano un paradigma di intelligence collection che ridefinisce i parametri stessi della sicurezza nazionale.
Intelligence Italiana: Dalla frammentazione alla coordinazione sistemica
L’evoluzione del sistema intelligence italiano trova nella risposta a Salt Typhoon un banco di prova per la sua maturazione istituzionale post-2007. La riforma che ha sostituito SISDE, SISMI e CESIS con l’attuale architettura AISI-AISE-DIS rappresenta più di una riorganizzazione burocratica: configura un adattamento strutturale alle nuove dimensioni della conflittualità asimmetrica.
La Relazione sulla Politica dell’Informazione per la Sicurezza 2025 ha evidenziato come le minacce ibride abbiano assunto centralità strategica nell’analisi delle vulnerabilità nazionali . La recente transizione alla guida del DIS, con la nomina del Prefetto Vittorio Rizzi nel gennaio 2025, segna una fase di continuità operativa nella gestione delle sfide cyber-strategiche contemporanee. I servizi italiani hanno identificato nella Repubblica Popolare Cinese uno degli attori più attivi nelle “operazioni informative tese a influenzare la percezione dell’opinione pubblica all’estero”, configurando un quadro di confronto che supera la dimensione puramente tecnico-informatica.
L’integrazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), istituita nel 2021, nel sistema di risposta alle minacce cyber rappresenta un completamento dell’ecosistema nazionale di sicurezza digitale. La coordinazione tra ACN, AISI, AISE e il Computer Security Incident Response Team (CSIRT Italia) configura una architettura integrata che riflette la complessità multidimensionale delle minacce contemporanee.
L’advisory congiunto rivela una dimensione spesso sottovalutata dell’operazione Salt Typhoon: la penetrazione sistematica di settori economici strategici attraverso la compromissione di provider di servizi Internet e aziende di telecomunicazioni. La capacità degli attori APT cinesi di identificare e tracciare le comunicazioni e i movimenti dei loro obiettivi a livello globale configura una forma di intelligence economica che supera i paradigmi tradizionali dello spionaggio industriale.
L’intelligence italiana, attraverso la sua partecipazione all’advisory, riconosce implicitamente che la difesa della sovranità economica nazionale transita necessariamente attraverso la protezione dell’integrità informativa delle infrastrutture critiche. La vulnerabilità delle reti di telecomunicazione non rappresenta meramente un rischio tecnologico, ma configura una minaccia esistenziale alla capacità competitiva del sistema-paese.
La risposta coordinata a Salt Typhoon inaugura una fase inedita nell’evoluzione dell’intelligence occidentale. La condivisione di indicatori di compromissione (IoCs) e metodologie di mitigazione tra agenzie di sicurezza di tredici paesi – incluse quelle italiane – supera i tradizionali schemi di cooperazione bilaterale per configurare un modello di intelligence sharing multilaterale e sistemico.
L’Italia, attraverso AISE e AISI, non si limita a recepire passivamente gli alert provenienti dai partner atlantici, ma contribuisce attivamente alla costruzione di una cartografia delle minacce che riflette la specificità del proprio posizionamento geopolitico. La penisola italiana, crocevia tra Europa, Africa e Medio Oriente, rappresenta un nodo strategico nell’architettura delle comunicazioni globali, configurando vulnerabilità e opportunità uniche nel panorama della cyber-security internazionale.
L’operazione Salt Typhoon e la risposta coordinata dell’intelligence occidentale segnano una transizione epocale nella concezione della sicurezza nazionale. L’Italia, attraverso l’integrazione dei suoi servizi di informazione nell’advisory congiunto, dimostra una capacità di adattamento strategico che supera i tradizionali vincoli della dimensione geografica e territoriale.
La sfida rappresentata dagli attori APT cinesi non si configura come un problema meramente tecnico da risolvere attraverso aggiornamenti software e patch di sicurezza, ma come una trasformazione strutturale degli equilibri informativi globali che richiede una ridefinizione completa delle categorie interpretative della geopolitica contemporanea.
L’intelligence italiana, forte della sua tradizione di mediazione e della sua posizione strategica nel Mediterraneo, si trova a dover navigare in un ecosistema digitale dove la sovranità nazionale si ridefinisce continuamente attraverso l’interconnessione e l’interdipendenza. La partecipazione all’advisory congiunto contro Salt Typhoon rappresenta non solo una necessità operativa, ma una scelta di campo che configura l’Italia come attore protagonista nella costruzione di una nuova architettura di sicurezza globale per l’era digitale.
L’articolo Intelligence Italiana nella guerra digitale: La risposta coordinata al sistema di spionaggio globale Cinese proviene da Difesa Online.
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