La Fatwa contro Meloni: con i terroristi fare i deboli non paga
Qualcuno sembra essersi sorpreso delle minacce più che esplicite formulate dalla “cupola” teocratico terrorista iraniana nei confronti, tra gli altri, del presidente Meloni.
Ovvero, secondo molti commentatori, Trump, Netanyahu e gli altri politici statunitensi e israeliani, in fondo “se la sarebbero cercata”. Ma cosa c’entrano Meloni, Merz, Macron e Starmer?
Noi, gonfiandoci il petto e ricordando il grande Bettino (no, non il barone Ricasoli, detto il “barone di ferro”, quell’altro Bettino) abbiamo anche negato (in almeno una occasione) lo scalo di un vettore USA a Sigonella, facendo in modo che la notizia (che avrebbe dovuto essere di natura squisitamente tecnica) rimbalzasse su tutti gli organi di stampa nazionali e non solo.
Con questo atto indomito abbiamo scatenato l’inquilino della Casa Bianca che, con toni non propriamente da lord britannico, ha riempito di gratuite offese il nostro presidente del consiglio e ci ha ripetutamente additati come dei traditori che gli avrebbero rifiutato l’assistenza nel conflitto ad intermittenza che ha ingaggiato contro l’Iran.
Insomma, sembrerebbe che ne siamo usciti, sia noi italiani, sia gli europei1 in generale, “cornuti e mazziati”.
Ovviamente, la massima solidarietà va al presidente Meloni e ai 12 uomini2 politici oggetto di questa barbara manifestazione di odio da parte di un regime che continua a dimostrarsi terrorista. Sì solidarietà a tutti e 13, anche agli americani e agli israeliani, perché in casi del genere non si può dire “in fondo se la sono cercata”.
Questo dimostra che il volerci distanziare, in relazione al conflitto contro un regime terrorista, dagli USA e dal loro presidente (che a ragione può non esserci simpatico e che non è certamente un amico degli europei) non ci ha fatto guadagnare alcuna benevolenza da parte degli Ayatollah e dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. Anzi, forse il nostro (italiano ed europeo) non volerci schierare con gli USA ha dimostrato a Teheran la nostra debolezza. E regimi come quello iraniano disprezzano la debolezza. Certo, in quel periodo il governo usciva malamente sconfitto dal referendum e aveva difficoltà a contrastare una opposizione unita nella condanna, sempre e comunque, agli Usa e a Israele. Però, il risultato è quello che vediamo oggi.
Chi scrive è sempre molto critico nei confronti del presidente Trump, ma nel caso del conflitto con l’Iran il voler apparire equidistanti ci ha danneggiato sicuramente nei rapporti con gli USA e, in fondo, anche in quelli con l’Iran.
Molti attribuiscono, giustamente, ad Alessandro Manzoni il grande merito, con i “Promessi Sposi”, con “Marzo 1821” e tante altre sue indimenticabili opere letterarie, di aver tentato di costruire l’identità culturale nazionale quando l’unità politica nazionale era ancora lontana. Verissimo. L’importante, però, è non ispirarsi ad un particolare personaggio uscito dalla prolifica penna manzoniana, Don Abbondio.
La Storia insegna che nei confronti del terrorismo e del fanatismo religioso, l’equilibrismo politico, oltre ad essere spesso poco dignitoso, non paga mai.
1 visto che la “fatwa” riguarda anche i governanti di Francia, Regno Unito e Germania
2 Giorgia Meloni è l’unica donna nella lista
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