L’MH-139 Grey Wolf completa la prima missione operativa di scorta ICBM
L’U.S. Air Force ha annunciato il completamento della prima missione operativa di sicurezza dei convogli ICBM condotta dagli elicotteri MH-139 Grey Wolf, segnando un passaggio concreto dalla fase di introduzione alla piena integrazione operativa del nuovo velivolo destinato alla protezione della deterrenza nucleare terrestre.
L’attività si è svolta nell’area di responsabilità della Malmstrom Air Force Base, uno dei principali poli missilistici statunitensi, dove due MH-139A hanno scortato un convoglio composto da veicoli per la manutenzione dei missili balistici intercontinentali e mezzi di sicurezza armata. La missione, della durata di circa sei ore, ha coperto distanze superiori alle 100 miglia senza necessità di rifornimento, dimostrando fin dal primo impiego reale l’elevata autonomia e la maggiore velocità rispetto agli elicotteri precedentemente in servizio.
MH-139 Grey Wolf
Il Grey Wolf nasce per sostituire l’UH-1N Huey, piattaforma storica ma ormai inadeguata alle esigenze operative attuali. Con prestazioni sensibilmente superiori, maggiore capacità di carico e avionica moderna, l’MH-139 consente una risposta più rapida alle minacce e una copertura efficace di territori vastissimi e scarsamente infrastrutturati, come quelli che caratterizzano i campi missilistici del Midwest statunitense.

L’MH-139 Grey Wolf è una variante militare del Leonardo AW-139, uno degli elicotteri medi più diffusi e collaudati al mondo. La scelta di partire da una piattaforma già ampiamente testata in ambito civile e governativo ha consentito di ridurre rischi e tempi di sviluppo, adattando il progetto a requisiti militari specifici come la protezione balistica, i sistemi di comunicazione sicuri e l’integrazione con le procedure della sicurezza nucleare.
Il programma è guidato da Boeing, con Leonardo quale fornitore della piattaforma di base. Una cooperazione industriale che evidenzia, ancora una volta, il ruolo dell’industria aeronautica italiana all’interno di programmi strategici statunitensi, in un settore estremamente sensibile come quello della deterrenza nucleare.
Dal punto di vista operativo, la prima missione ha avuto anche un valore addestrativo. Gli equipaggi hanno potuto verificare procedure, tempi di reazione e coordinamento con le unità di terra, raccogliendo dati utili per affinare tattiche e modalità d’impiego in vista della piena capacità operativa della flotta.
Secondo i responsabili USAF, il Grey Wolf rappresenta un moltiplicatore di efficacia nella protezione dei convogli e dei siti missilistici, migliorando la sicurezza complessiva di una componente fondamentale dello strumento militare statunitense.

Fonte/foto: U.S. Air Force
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