Londra, la stanza segreta sotto la nuova ambasciata cinese: l’allarme che riguarda tutta l’Europa
Documenti non censurati rivelano un complesso sotterraneo accanto ai cavi che trasportano i dati finanziari più sensibili del Regno Unito. Un caso britannico che solleva interrogativi globali sulla strategia di Pechino nelle capitali occidentali.
Non è solo una questione londinese. E non riguarda soltanto il Regno Unito. Le rivelazioni emerse sui sotterranei della nuova “super-ambasciata” cinese a Londra mostrano un modello di penetrazione strategica che dovrebbe allarmare tutte le democrazie occidentali, Europa compresa.
Documenti riservati, finora censurati e ora portati alla luce, mostrano che Pechino sta costruendo un vasto complesso sotterraneo sotto la futura sede diplomatica, sul sito dell’ex Royal Mint, a pochi passi dalla City. Un’infrastruttura che comprende 208 stanze riservate, molte delle quali mai descritte nei dettagli nei dossier ufficiali. Tra queste, una spicca per posizione e caratteristiche: una stanza nascosta collocata a ridosso dei cavi in fibra ottica che trasportano dati finanziari, transazioni bancarie e comunicazioni digitali essenziali per l’economia britannica e globale.
I piani tecnici mostrano che la camera sotterranea sorgerà direttamente accanto ai collegamenti che convogliano i flussi informativi verso la City di Londra e Canary Wharf, i due principali distretti finanziari del Paese. Quei cavi non servono soltanto le istituzioni finanziarie britanniche, ma costituiscono parte integrante dell’infrastruttura digitale europea e transatlantica. Trasportano segnali fondamentali per l’aggiornamento di depositi e prelievi bancari, per i pagamenti quotidiani di milioni di cittadini e per il funzionamento dei mercati finanziari. Sono collegati ai data centre dell’area di Docklands e fanno capo al London Internet Exchange, uno dei maggiori punti di interscambio internet al mondo, attraverso il quale transitano volumi enormi di dati che spaziano dalle transazioni finanziarie alle comunicazioni private.
I documenti indicano che, per realizzare la stanza, Pechino prevede la demolizione e la ricostruzione del muro perimetrale del seminterrato lungo Mansell Street, una delle arterie principali dell’area di Tower Hill, portando i lavori di costruzione a poco più di un metro di distanza dai cavi stessi. Una prossimità che, secondo esperti di sicurezza, renderebbe tecnicamente possibile una vasta gamma di operazioni di intercettazione.

A rafforzare i sospetti contribuisce la presenza, nei disegni, di almeno due sistemi di estrazione dell’aria calda collegati alla stanza nascosta, con condotti che sfociano in un lucernario esistente e in una nuova griglia di ventilazione. Un elemento che suggerisce la necessità di dissipare grandi quantità di calore, compatibili con l’installazione di infrastrutture informatiche avanzate, come server o sistemi di calcolo ad alte prestazioni.
Secondo il professor Alan Woodward, esperto di sicurezza informatica dell’Università del Surrey, la Cina non ha fornito spiegazioni sulla funzione di questi spazi sotterranei e, sebbene possano essere destinati a comunicazioni classificate legittime, strutture di questo tipo possono “nascondere una moltitudine di attività”. Woodward sottolinea che, se l’obiettivo fosse intercettare i cavi, non sarebbe necessario spingersi lontano né realizzare operazioni particolarmente visibili, e che ciò che avviene in ambienti sotterranei schermati potrebbe restare ignoto per molto tempo.
Le rivelazioni hanno riacceso nel Regno Unito timori già espressi in passato da esponenti politici e della sicurezza nazionale. Alicia Kearns, responsabile ombra per la sicurezza nazionale, ha affermato che concedere l’autorizzazione alla nuova ambasciata significherebbe offrire alla Cina “una piattaforma per una guerra economica nel cuore del sistema nervoso delle infrastrutture critiche britanniche”. Secondo Kearns, i piani non censurati mostrano in modo inequivocabile una stanza nascosta che corre immediatamente accanto ai cavi in fibra ottica critici per la City e Canary Wharf, e non sarebbe necessario spiegare ulteriormente le minacce potenziali poste da una simile configurazione. Altri dettagli rimasti oscurati nelle versioni pubbliche dei documenti riguardano generatori di emergenza, impianti antincendio, nuovi vani ascensore, condotte di comunicazione e persino bagni e docce, elementi che suggeriscono la possibilità di permanenze prolungate nel sottosuolo.
L’ambasciata, che coprirà una superficie complessiva di circa 22.000 metri quadrati, sarebbe la più grande missione diplomatica cinese in Europa. Il progetto è oggetto di controversie fin dalla sua presentazione, non solo per le dimensioni senza precedenti, ma soprattutto per la sua collocazione in un’area attraversata da infrastrutture di comunicazione altamente sensibili.

Dominic Cummings, ex consigliere di Boris Johnson, ha dichiarato che già in passato i servizi di intelligence britannici avevano messo in guardia sul rischio che Pechino stesse tentando di costruire un centro di spionaggio sotto l’ambasciata. La vicinanza del sito al Wapping Telephone Exchange, una centrale che serve centinaia di aziende della City e numerosi edifici simbolo del distretto finanziario, rafforza ulteriormente le preoccupazioni. I cavi che transitano nell’area collegano inoltre undici data centre che fanno parte dell’ecosistema del London Internet Exchange e, oltre Londra, si connettono ai cavi transatlantici diretti verso gli Stati Uniti.
Il governo britannico sostiene che tutte le implicazioni per la sicurezza nazionale siano state valutate e affrontate e che la decisione finale sull’approvazione del progetto sarà presa in modo indipendente. Ma al di là delle rassicurazioni formali, il caso londinese mette a nudo una realtà che l’Europa fatica ancora ad ammettere: la competizione con la Cina non è più confinata alla diplomazia, al commercio o alla tecnologia, ma si svolge ormai nel sottosuolo delle nostre città, lungo le dorsali invisibili che trasportano dati, capitali e potere.
La stanza segreta sotto la nuova ambasciata cinese di Londra è emblematica di una strategia che punta ad avvicinarsi fisicamente al cuore dei sistemi occidentali. Ignorare questo segnale, o minimizzarlo in nome della normalità diplomatica, significherebbe mettere a rischio l’integrità delle infrastrutture critiche su cui si reggono le democrazie occidentali, accettando che reti, dati e flussi finanziari diventino oggetto di una competizione opaca e permanente. In uno scenario in cui il confronto strategico si sposta sotto terra, il pericolo non si limita allo spionaggio, ma investe direttamente la capacità degli Stati di difendere la propria sovranità.
L’articolo Londra, la stanza segreta sotto la nuova ambasciata cinese: l’allarme che riguarda tutta l’Europa proviene da Difesa Online.
Documenti non censurati rivelano un complesso sotterraneo accanto ai cavi che trasportano i dati finanziari più sensibili del Regno Unito….
L’articolo Londra, la stanza segreta sotto la nuova ambasciata cinese: l’allarme che riguarda tutta l’Europa proviene da Difesa Online.
Per approfondimenti consulta la fonte
Go to Source
