Uomini in divisa, coscienze in cammino: intervista con monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia
In un tempo in cui la guerra è tornata nel lessico quotidiano e la tecnologia sta cambiando il modo di combattere, resta spesso invisibile ciò che pesa di più su chi serve in divisa: la dimensione umana. Stress prolungato, lontananza dalle famiglie, fragilità psicologiche, dilemmi morali, e quella “solitudine operativa” che non si misura con i parametri dei briefing ma si deposita nelle coscienze, soprattutto quando i teatri di impiego non sono più soltanto “missioni”, bensì contesti ad alta intensità emotiva e pericolo reale.
Per questo abbiamo voluto incontrare monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia, per chiarire innanzitutto cosa sia l’Ordinariato Militare e quale ruolo svolga accanto a Forze armate e comparto sicurezza. Ne nasce un dialogo che parte dall’architettura giuridica e pastorale di questa “chiesa particolare”, ma entra rapidamente nelle questioni che toccano la vita concreta di militari e famiglie: come si accompagna chi vive il conflitto, come si parla a chi non crede o appartiene ad altre fedi, cosa significa oggi essere cappellani militari e se quella del cappellano sia davvero una doppia “chiamata”, spirituale e di servizio.
Il profilo di monsignor Saba aiuta a capire il taglio dell’intervista. Nato a Olbia nel 1968, con una formazione teologica e patristica maturata tra Sardegna, Assisi e Roma, ha conseguito il dottorato con una ricerca sul Tardoantico e su San Giovanni Crisostomo, e ha affiancato agli studi ecclesiastici percorsi su relazioni internazionali, cooperazione allo sviluppo e dialogo interreligioso, anche a Parigi. Ha guidato per anni realtà formative come il seminario diocesano e il Pontificio Seminario Regionale Sardo, ha svolto intensa attività accademica nelle scienze patristiche e ha promosso iniziative culturali e interculturali, fino alla creazione di una fondazione dedicata a popoli, culture e religioni e a un “nuovo umanesimo dell’incontro”. È anche giornalista, elemento che rende particolarmente interessante il passaggio sul rapporto tra informazione, propaganda e responsabilità comunicativa in ambito militare.
Questa conversazione non è un esercizio di dottrina. È un tentativo di illuminare una zona poco raccontata della difesa: la cura dell’uomo, prima ancora del soldato. E il messaggio finale ai giovani che scelgono la carriera militare, centrato sul servizio e sulla “divisa interiore”, chiude un’intervista che invita ad ascoltare fino in fondo, perché parla di ciò che resta quando i rumori si spengono e si torna a fare i conti con sé stessi.
L’articolo Uomini in divisa, coscienze in cammino: intervista con monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia proviene da Difesa Online.
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