70 anni di minaccia nucleare: (parte 1/2) “arsenali e trattati”
Il trattato New START (New Strategic Arms Reduction Treaty) stipulato nel 2011 tra USA e Russia è scaduto il 4 febbraio del corrente anno. Il mondo si interroga: che succederà, ora che le due superpotenze si trovano senza alcun limite legale e reciproco ai propri arsenali nucleari? Questo è uno dei problemi, non il solo, e non è detto che sia necessariamente il più delicato. Dalla fine degli anni ’50 ai giorni nostri di cose da raccontare ce ne sono parecchie….
Proviamo ad iniziare da metà percorso (poi si tornerà indietro). Servirà a comprendere come il mondo si sia trovato, ma davvero, sull’orlo del baratro solo poco più di quarant’anni fa. E lo sapevano in pochi.
Su una pagina del Corriere della Sera–Esteri del 16 settembre 2017 compariva questa notizia: “morto Stanislav Petrov, l’eroe dimenticato che salvò il mondo dall’apocalisse nucleare”. Ecco come andò; il 26 settembre 1983 il tenente colonnello Stanislav Petrov era al comando del sistema antimissilistico nel bunker Serpuchov 15 i. Sostituiva peraltro un collega ammalato. La procedura sovietica, in caso di un attacco missilistico statunitense, era drammaticamente semplice: allertare il sistema di difesa, i vertici di comando militare e lanciare istantaneamente un contrattacco missilistico nucleare contro gli Stati Uniti secondo la dottrina MAD (Mutual Assured Destruction) ii.
Alle 00:14 il sistema Oko (“occhio”) lanciò l’allarme, poiché aveva individuato un missile balistico partito da una base in Montana e diretto verso il territorio sovietico. Petrov decise di non seguire la procedura ma controllò attentamente la reazione del sistema, nonostante furono diramati altri 4 allarmi; egli valutò come impossibile che gli USA lanciassero improvvisamente un attacco con solo 5 missili. Infatti, il sistema aveva “semplicemente” diramato un falso allarmeiii; a quanto sembra, tutto dipese da riflessi solari combinati ad una perturbazione che il sistema Oko interpretò come i fumi del propulsore di un missile.
Petrov non ebbe nessun riconoscimento per aver salvato il Pianeta e fu anche costretto a mantenere il segreto, che fu tale almeno fino al crollo dell’URSS; la propaganda sovietica non poteva permettersi di far emergere le falle dei propri sistemi ed apparati militari. La storia di Petrov iniziò a circolare nei primi anni Duemila, quando gli furono conferiti diversi riconoscimenti internazionali (tra i quali due dall’ AWC – Association of World Citizens)iv.
L’Assemblea Generale dell’ONU, a seguito della riunione sul disarmo nucleare tenutasi il 26 settembre 2013 a New York, il 10 dicembre dello stesso annov, ha dichiarato proprio il 26 settembre come Giornata Internazionale per la totale eliminazione delle armi nucleari.
Solo nell’ultimo decennio di situazioni delicate e/o provocatorie ce ne sono state diverse, ecco le principali.
Nel 2016, La Corea del Nord effettua un test nucleare con bomba all’idrogeno; alle ore 2 (ora italiana) del 6 gennaio i sismografi in Corea del Sud, Giappone e USA registrano un terremoto di grado 5,1 della scala Richter in Corea del Nord, a circa 50 km a nord di Kilju, non distante dal confine con la Cina. Fu subito chiaro che non si trattò di un fenomeno naturale e infatti giunse la conferma da parte di Pyongyangvi.
A luglio del 2021 la Corea del Nord avrebbe riattivato il reattore di Yongbyon, circa a metà strada tra Cina e Corea del Sud, usato per il riprocessamento e la produzione di plutonio. L’IAEA, l’agenzia di vigilanza nucleare dell’ONU, ha citato anche il rilascio dell’acqua di raffreddamento come ulteriore elemento di prova in base all’esame delle immagini satellitarivii.
Il 13 settembre dello stesso anno, sempre la Corea del Nord annuncia l’effettuazione di un test con un missile compatibile con testate nucleari.
Nel giugno 2023 il presidente russo Putin ha ventilato minacce sull’uso degli ordigni nucleari, iniziando a trasferirne alcuni in Bielorussia.
Il 22 settembre dello stesso anno, il primo ministro israeliano Netanyahu in un intervento all’Assemblea generale dell’ONU afferma che l’Iran deve “temere una minaccia credibile”, per dissuaderlo dallo sviluppo del proprio programma nucleare. Che tipo di minaccia? In un primo momento sembrò trattarsi di minaccia nucleare, ma subito dopo l’intervento l’ufficio del primo ministro chiarì che Netanyahu commise un errore nel leggere il testo scritto, che in realtà riportava minaccia militare viii.
Nel novembre 2024 Putin ha approvato il decreto che aggiorna la dottrina nucleare della Russia. Mosca potrà usare armi nucleari come “estrema risorsa per proteggere la sovranità del Paese” se essa sarà minacciata da un attacco nucleare o con armi convenzionaliix.
Nella notte tra il 21 ed il 22 giugno 2025 gli USA, con la collaborazione di Israele, hanno attaccato e distrutto tre siti nucleari in Iran; colpiti Fordow, Natanz e Isfahanx.
Il 21 ottobre dello stesso anno, Mosca ha testato con successo il Burevestnik 9M730 (ribattezzato dalla NATO SSC-X-9 Skyfall), il missile da crocieraxi superficie-superficiea propulsione nucleare progettato per eludere qualsiasi sistema di difesa. Il Burevestnik ha percorso 14.000 km rimanendo in volo per circa 15 ore. L’esperimento, è stato precisato, si è svolto interamente con propulsione nuclearexii. I nomi raramente sono attribuiti a caso….Burevestnik significa Procellaria, un volatile chiamato anche “uccello delle tempeste”; è molto rapido, si mantiene spesso a brevissima distanza dall’acqua ed è capace di affrontare le condizioni meteorologiche più avverse. Pochi giorni dopo, ecco la reazione degli USA. Il presidente Trump, “visti i test di altri Paesi”xiii, ha incaricato il Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le armi nucleari “on an equal basis” (ossia su una base paritaria con gli altri Stati)xiv. Dunque, l’ipotesi più probabile è che potranno essere testati missili e altri sistemi aventi potenzialità nucleare, ma senza esplosioni.
Gli USA non effettuano più test nucleari dal 1992, e di questo di tratterà più avanti. Nella ricorrenza del quarto anno di guerra in Ucraina la SVRxv, principale agenzia di intelligence estera russa, ha affermato che “Londra e Parigi” si stavano “preparando ad armare Kiev con una bomba nucleare”. Le affermazioni sono state successivamente riprese dall’agenzia di stampa statale russa TASSxvi. In realtà, non ci sono prove a sostegno di queste affermazioni: sono prive di fondamento ed in contrasto con il NPT (Trattato di Non Proliferazione Nucleare – dettagliato in seguito), di cui Francia e Regno Unito sono Stati Partexvii.
Ora la domanda di rito: quante testate nucleari ci sono nel mondo?
Occorre intanto precisare che i paesi detentori degli arsenali nucleari sono nove: USA, Russia, Cina, Corea del Nord, Israele, India, Pakistan, Francia e Regno Unito. Il grafico che si propone, aggiornato al 2023 e pubblicato dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) che si è avvalso dei dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) offre uno valido quadro d’insieme.

Con gli ultimi aggiornamenti da parte del SIPRI, il totale stimato ammonterebbe a 12.249, escludendo le testate in attesa di smantellamento. Da un suo rapido esame emerge che:
- le testate nucleari sono aumentate sensibilmente dal dopoguerra fino al 1969. In corrispondenza di tale data iniziano a prendere corpo i provvedimenti del NPT, ed ecco che l’andamento flette per poi riprendere a crescere;xviii
- il picco è stato raggiunto a metà anni ’80, dove il quantitativo superava abbondantemente le 60.000 unità; tale dato sembra in controtendenza rispetto ai vari trattati/accordi, tesi a limitare il fenomeno. La ragione è da ricercare prevalentemente nell’utilizzo della tecnologia MIRV (Multiple Independently-targetable Reentry Vehicle), che consente ad un unico missile (il vettore) di trasportare e sganciare più testate nucleari in grado di colpire obiettivi differenti.xix Ecco che da un lato il numero dei missili tendeva a diminuire o quantomeno restava stabile, ma il numero delle testate aumentava.
- dopo il 1987, all’indomani del Trattato INF di cui si dirà più avanti, inizia una graduale ma importante riduzione degli arsenali nucleari, che tuttavia sembra aumentare nuovamente a dopo il 2021 a causa delle iniziative in tal senso da parte di sette delle nove potenze nucleari (esclusi USA e Francia):
Restando alle proiezioni dell’ultimo decennio, si sarebbe passati da oltre 15.700 testate nel 2015 alle 12.249 nel 2025; il condizionale è d’obbligo dal momento che, si sa, ciascuna potenza nucleare tende a custodire gelosamente certe informazioni.
Nel 2015 le testate nucleari sarebbero state così ripartite: URSS 7500, USA 7200, Francia 300, Cina 250, Regno Unito 215, Israele 80, Pakistan tra le 100 e le 120, India tra le 90 e le 110, Corea del Nord meno di 10.
Nel 2017 il totale ammontava a circa 15.000, quindi diverse centinaia in meno rispetto a due anni prima, ma il dato va letto con attenzione: le testate sono sensibilmente diminuite in URSS e in USA, ma sono aumentate in Pakistan, Corea del Nord e Cina (rispettivamente con 140, 60 e 270 testate).
Secondo il rapporto annuale del SIPRI, le nove potenze nucleari hanno recentemente aumentato i loro arsenali. La Cina avrebbe incrementato da 410 testate nel gennaio 2023 a 500 nel gennaio 2024. L’India e il Pakistan avrebbero leggermente ampliato i numeri e la Corea del Nord continua a dare priorità al proprio programma nucleare militare. Sempre secondo il SIPRI, quest’ultimo sarebbe giunto ad assemblare circa 50 testate e possedere materiale fissile sufficiente per raggiungere un totale di 90 testate. Anche Israele sembrerebbe essere giunto a 90 testate.
Con una proiezione pubblicata nel 1° semestre del 2025 ma con dati aggiornati a più di un anno prima, le stime della FAS (Federation of American Scientists) indicano che le testate operative sono complessivamente 9.622 e quelle ritirate 2.627, per un totale di 12.249 unità così distribuite:
- testate operative: URSS 4.309, USA 3.708, Cina 600, Francia 290, Regno Unito 225, India 180, Pakistan 170, Israele 90, Corea del Nord 50;
- testate ritirate (ma ancora relativamente intatte e in attesa di smantellamento): URSS 1.150, USA 1.477.
I dati forniti dal SIPRI coincidono con quelli del FAS con la sola eccezione degli Stati Uniti dove, per il SIPRI, risultano otto testate operative in meno.
Occorre fare ancora una doverosa precisazione: nei numerici appena esposti, non viene fatta distinzione tra armi nucleari tattiche e strategiche; le prime sono pensate per l’utilizzo sul campo di battaglia e per colpire aree specifiche, ossia senza causare distruzioni su larga scala. Le seconde, con un raggio d’azione maggiore di quelle tattiche e dotate enorme capacità distruttiva, sono pensate per un utilizzo su un’area molto vasta.xx Le tabelle del SIPRI Yearbook 2025, riferite a ciascuna potenza nucleare (ma con diversi livelli di dettaglio), elencano le varie tipologie di missili, le distanze raggiungibili e il carico pagante (testate); solo per Stati Uniti e Russia si fa distinzione tra strategic e non-strategic nuclear forcesxxi.
L’”inventario” complessivo di armi nucleari è in calo, ma il ritmo delle riduzioni sta rallentando negli ultimi anni; ciò in quanto Stati Uniti e Russia stanno ancora smantellando le testate precedentemente ritirate. Francia e Israele hanno scorte relativamente stabili. Sempre secondo la FAS si pensa che Cina, India, Corea del Nord, Pakistan, Regno Unito e forse la Russia, stiano tutti aumentando le loro scorte.
L’andamento nel tempo degli arsenali nucleari riflette i vari accordi e trattati stipulati a livello ONU o tra singole potenze. Dal 1946, ossia all’indomani delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki, sino ai giorni nostri le iniziative volte al raggiungimento della riduzione/disarmo nucleare sono state molteplici, articolate e complesse (e talvolta scarsamente efficaci se non incompiute). Quanto seguirà è frutto di una necessaria sintesi di un mare magnum di informazioni; ci si è sforzati di mettere in sistema l’opportunità di fornire un quadro il più possibile completo, e con un adeguato livello di dettaglio, con la necessità di evitare di appesantire la trattazione già corposa di suo. La bibliografia citata a fondo articolo potrà certamente aiutare i lettori più esigenti.
Tra il 14 e il 24 gennaio 1946, l’Assemblea generale dell’ONU decide di istituire una Commissione per “trattare i problemi derivanti dalla scoperta dell’energia atomica”xxii. È il primo passo che identifica con chiarezza il disarmo nucleare come uno degli obiettivi principali dell’ONU.
Nello stesso anno, con il Piano Baruch,xxiii gli USA proposero in seno alla neonata UNAEC (United Nations Atomic Energy Commission) l’internazionalizzazione dell’energia nucleare per scopi civili e la proibizione dell’uso militare.xxiv L’iniziativa non ebbe seguito a causa della prevedibile diffidenza dell’Unione Sovietica che temeva il monopolio USA, dal momento che la fase di transizione del progetto sarebbe durata anni. Infatti, la controproposta sovietica mirava alla immediata distruzione dell’arsenale USA e solo successivamente a porre in essere la proibizione. Occorrerà attendere lo shock causato dalla crisi dei missili di Cuba del 1962 per assistere alla prima iniziativa concreta, ossia il PTBT (Partial Test Ban Treaty), firmato a Mosca 5 agosto 1963 ed entrato in vigore il 10 ottobre. Il Trattato vieta i test nucleari nell’atmosfera, nello spazio e sott’acqua. In Italia tale trattato diventa legge, la n. 1147 del 12 ottobre 1964.
Nel 1967, a Città del Messico, viene firmato il Trattato per la proibizione delle armi nucleari in America Latina e nei Caraibi(Trattato di Tlatelolco) tra i paesi dell’America centrale, Meridionale e i paesi caraibici. Questo documento definisce anche la prima zona libera da armi nucleari in un’area densamente popolata.
Nel 1968 viene firmato a Londra, Mosca e Washington (da UK, URSS e USA) il già citato NPT (Non-Proliferation of Nuclear Weapons), poi entrato in vigore il 5 marzo del 1970; con una durata iniziale di 25 anni, è stato esteso a tempo indefinito nel 1995, e conta tra i suoi Stati Parte 191 Paesi tra cui cinque potenze nucleari membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Cina, Russia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti). I pilastri del documento sono disarmo e non proliferazione, ma mantenendo comunque il “diritto inalienabile di tutte le Parti contraenti di sviluppare la ricerca, la produzione e l’uso dell’energia nucleare a fini pacifici”. Il Trattato riguarda sia i paesi “militarmente nucleari” che quelli “non dotati di armi nucleari”xxv. Tra luglio 2023 e maggio 2025, in sedi diverse (Vienna, Ginevra, New York) si sono tenute tre sessioni del Comitato Preparatorio alla Conferenza di Riesame, prevista nella primavera del 2026.
Nel 1972 vengono formalizzati gli interim agreement SALT I (Strategic Arms Limitation Talks) tra USA e URSSche, in sintesi, prevedevano il congelamento del numero dei missili balisticixxvi posseduti dalle due potenze. Ecco gli elementi di maggior rilievoxxvii:
- USA: non più di 710 lanciamissili balistici su sottomarini SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile – missile balistico lanciato da sottomarino) e non più di 44 moderni missili balistici sottomarini.
- URSS: non più di 950 lanciamissili balistici su sottomarini e non più di 62 moderni missili balistici sottomarini.
- Ulteriori lanciamissili balistici sui sottomarini fino ai livelli sopra menzionati, negli USA oltre 656 lanciamissili balistici su sottomarini a propulsione nucleare, e in URSS oltre 740 lanciamissili balistici su sottomarini a propulsione nucleare, operativi e in costruzione, potevano diventare operativi in sostituzione di un numero uguale di lanciamissili balistici di tipo precedente schierati prima del 1964 o di lanciamissili balistici su sottomarini più vecchi. L’impiego di moderni SLBM su qualsiasi sottomarino, indipendentemente dal tipo, sarebbe stato conteggiato nel livello totale di SLBM consentiti per USA e URSS. Viene inoltre precisato che i lanciatori di missili balistici intercontinentali (ICBM) basati a terra:
- sono da intendersi come lanciatori per missili balistici strategici con gittata superiore alla distanza più breve tra il confine nord-orientale degli Stati Uniti continentali e il confine nord-occidentale dell’URSS continentale;
- che sono in fase di costruzione alla data della firma dell’Accordo, possono essere completati.
Sempre nel 1972, il 26 maggio, fu firmato a Mosca tra USA e URSS il Trattato ABM (Anti Ballistic Missile). Con tale documento i due Paesi concordarono che ciascuno potesse disporre di sole due aree di dispiegamento ABM, così limitate e dislocate da non poter fornire una difesa ABM a livello nazionale o costituire la base per il suo sviluppo. In sintesi, ciascuna Parte poteva disporre di un sistema ABM limitato per proteggere la propria capitale e di un altro per proteggere un’area di lancio di missili balistici intercontinentali. Con il Protocollo Addizionale del 3 luglio1974, le aree per i siti ABM sono stati ridotti ad uno ciascuno. Nel 2001 l’amministrazione Bush annunciò il ritiro da tale trattato, poi avvenuto il 14 giugno 2022; la Russia, ritenendo che la condizione sulla difesa antimissile fosse stata violata, si ritirò dallo START II (menzionato più avanti).
Nel 1974 viene firmato a Mosca, tra USA e URSS, il TTBT (Threshold Test Ban Treaty) poi entrato in vigore nel 1990. Stabilisce una “soglia” nucleare, proibendo i test con una potenza superiore a 150 ktxxviii.
Nel 1979 prendono corpo gli accordi SALT II, firmati a Vienna il 18 giugno. In questo nuovo accordo, USA ed URSS si impegnavano a limitare quantitativamente e qualitativamente le armi strategiche offensive, nonché ad adottare altre misure di seguito sintetizzate:
- diverse precisazioni sulla definizione e utilizzo dei lanciatori di ICBM;
- indicazione dei lanciatori non più operativi che non avrebbero dovuti essere considerati soggetti alle limitazioni previste dal Trattato: i 177 lanciatori USA Atlas e Titan I;
- chiarimenti su cosa andava inteso per SLBM: per gli USA, i missili installati su tutti i sottomarini a propulsione nucleare; per l’URSS, i missili del tipo installato sui sottomarini a propulsione nucleare resi operativi dal 1965; per entrambe le Parti, i missili balistici lanciati da sottomarini testati per la prima volta in volo dal 1965 e installati su qualsiasi sottomarino, indipendentemente dal tipo;
- chiarimenti su cosa andava inteso per bombardieri pesanti: per gli USA, i bombardieri dei tipi B-52 e B-1; e per l’URSS i bombardieri dei tipi Tupolev-95 e Myasishchev; in futuro, le tipologie di bombardieri con caratteristiche/prestazioni analoghe o superiori a quelli menzionati. A fattor comune, tipi di bombardieri equipaggiati per missili da crociera con una gittata superiore a 600 km; tipi di bombardieri equipaggiati per ASBM (Anti Ship Ballistic Missile – missili balistici antinave); infine, altre precisazioni su tipologie di velivoli assimilabili o meno ai bombardieri, per caratteristiche ed equipaggiamenti.
I negoziati SALT furono poi sostituiti con quelli denominati START.
Nel 1985 l’area indicata come Pacifico Meridionale è diventata la seconda zona libera da armi nucleari (Trattato di Rarotonga, entrato in vigore l’11 dicembre 1986)xxix.
L’8 dicembre 1987, a Washington, viene firmato tra URSS e USA il Trattato INF (Intermediate-range Nuclear Forces), poi entrato in vigore il 1° giugno 1988. Il documento prevedeva non più semplicemente una limitazione numerica degli arsenali nucleari ma piuttosto l’eliminazione totale dei missili a medio e corto raggio (e relativi lanciatori), intendendo nello specifico:
- missile a medio raggio i GLBM (Ground Launched Ballistic Missile) o i GLCM (Ground Launched Cruise Missile) con una gittata superiore a 1000 km ma non superiore a 5.500 km.
- missile a corto raggio i GLBM o i GLCM con una gittata pari o superiore a 500 km ma non superiore a 1000 km.
Vengono precisate anche le tipologie denominazioni dei missili oggetto del Trattato: i missili a medio raggio sono:
- per gli USA, i missili Pershing II e BGM-109G Gryponxxx;
- per l’URSS, i missili RSD-10, R-12 e R-14, ribattezzati dagli USA rispettivamente SS-20, SS-4 e SS-5.
I missili a corto raggio sono:
- per gli USA, i missili Pershing IA;
- per l’URSS, i missili OTR-22 e OTR-23, chiamati dagli USA SS-12 e SS-23.
Nel 1991 il Sudafrica rinuncia volontariamente al suo programma di armi nucleari. Sempre nel 1991 viene firmato tra USA e URSS lo START I (STrategic Arms Reduction Treaty), poi entrato in vigore il 5 dicembre 1994. Il Trattato prevedeva che ciascuna Parte avrebbe ridotto e limitato i propri ICBM e SLBM e i relativi lanciatori, bombardieri pesanti, testate ICBM e SLBM e armamenti per bombardieri pesanti, in modo che sette anni dopo l’entrata in vigore del Trattato e successivamente, il numero complessivo non avrebbe superato (sintesi):
- 1600 unità, per ICBM e SLBM schierati e relativi lanciatori, e bombardieri pesanti schierati;
- 6000 unità, per testate attribuite a ICBM, SLBM e bombardieri pesanti schierati.
Nei vari dettagli, si citano i missili balistici americani Minuteman III e sovietici SM-50, noti agli Stati Uniti d’America come SS-N-18. Scaduto nel 2009, lo START I è stato il più vasto e il più complesso trattato di controllo sulle armi nucleari.
Nel 1992 Bielorussia, Kazakistan e Ucraina rinunciarono volontariamente alle armi nucleari in loro possesso dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Il 3 gennaio 1993 fu firmato tra USA e Russia lo START II. Come si vedrà, fu praticamente un fallimento. Ratificato nel gennaio 1996 dal Senato degli Stati Uniti, il trattato fu posticipato varie volte da parte russa in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq e Kosovo, nonché contro l’espansione nell’Europa Orientale della NATO. Il trattato prevedeva ancora limitazioni di ICBM e SLBM, ma l’aspetto più interessante riguardava l’eliminazione dei MIRV, anche se tali sistemi non sono citati in modo così direttoxxxi. L’art. II, il cuore del problema, prevedeva che i lanciatori ICBM potessero disporre al massimo di una testata, imponendo altresì la distruzione dei missili che potevano contenere più testate per evitare di usarli anche con una testata sola (ma potenzialmente “caricabili” con altre). Il documento prevedeva anche l’eliminazione degli ICBM “pesanti”, che all’epoca erano solo i citati SS-N-18 sovietici peraltro tutti MIRV. Tale disposizione significava, di fatto, lo smantellamento dell’intera flotta di tale tipologia di missili. Per gli SLBM le restrizioni erano diverse. Il trattato prevedeva un numero massimo di 1750 testate, che però potevano essere montate su pochi missili con molte testate o molti missili con poche testate. la ratifica russa tuttavia avvenne, anche se solo il 14 aprile 2000 (poi ritirata nel 2002).
È opinione di alcuni studiosi che Putin, con tale mossa strategica, voleva dimostrare all’Occidente di essere un partner affidabile (e fermare lo sviluppo dello scudo spaziale USA…?). Tuttavia, la Russia si ritirò dal trattato in concomitanza del ritiro USA dal Trattato ABMxxxii.
Nel 1995,con ilTrattato di Bangkok entrato in vigore il 27 marzo 1997, il Sud-Est Asiatico divenne la terza zona libera da armi nuclearixxxiii.
Il 24 settembre 1996 è statoaperto alla firma il CNTBT (Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty – trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari)xxxiv. Adottato, ma mai entrato in vigorexxxv. Attualmente sono 187 gli stati che hanno firmato il Trattato, di cui 178 lo hanno anche ratificato. Tuttavia, ai fini della sua entrata in vigore, l’articolo 14 richiede che esso venga ratificato da tutti gli Stati elencati nell’Annesso II al Trattatoxxxvi e i seguenti paesi non vi hanno ancora provveduto: Cina, Egitto, Russia, India, Iran, Israele, Corea del Nord, Pakistan e USA. La Russia ha revocato la ratifica il 2 novembre 2023. La ratifica dell’Italia è rafforzata con la legge n. 484 del 15 dicembre 1998 a cui sono seguite modifiche ed integrazioni con la legge n. 197 del 24 luglio 2003.
Con il Trattato di Pelindaba del 1996, entrato in vigore il 15 luglio 2009, l’Africa è diventata la quarta zona libera da armi nucleari. Nel 2000 la Mongolia, pur con il coinvolgimento dell’ONUxxxvii,ha dichiarato il suo status di zona libera da armi nucleari con una legge nazionale.
Nel 2002 è stato siglato tra USA e Russia il SORT (Strategic Offensive Reductions Treaty). Tale accordo, chiamato comunemente «Trattato di Mosca», limitava a 1.700-2.200 il numero di testate per ciascuna Parte. Dal momento che ciascun paese avrebbe determinato “autonomamente la composizione e la struttura delle proprie armi strategiche offensive, sulla base del limite complessivo stabilito per il numero di tali testate”, non c’era alcuna limitazione ai MIRV. Il trattato è poi scaduto nel febbraio 2011.
Nel 2006, con ilTrattato per una zona libera da armi nucleari in Asia centrale entrato in vigore il 21 marzo 2009, l’Asia Centralexxxviii è diventata la quinta zona libera da armi nucleari.
Il 5 febbraio 2011 è entrato in vigore, tra USA e Russia il New START (New Strategic Arms Reduction Treaty). Questo trattato ha sostituito entrambi gli accordi START e il SORT.Prorogato una prima volta per 5 anni nel febbraio 2016 e una seconda nel febbraio 2021, è scaduto il 4 febbraio di quest’anno. In base al trattato, gli Stati Uniti e la Federazione Russa avevano sette anni di tempo (entro il 5 febbraio 2018) per rispettare i limiti sulle armi strategiche offensive ed erano quindi obbligati a mantenere tali limiti per tutta la durata della validità del trattato. Sia gli Stati Uniti che la Federazione Russa hanno rispettato i limiti, che sono:
- 700 ICBM, SLBM e bombardieri pesanti equipaggiati per armamenti nucleari schierati;
- 1.550 testate nucleari su ICBM, SLBM e bombardieri pesanti equipaggiati per armamenti nucleari schierati (ciascun bombardiere pesante viene conteggiato come una testata ai fini di questo limite);
- 800 lanciatori di ICBM e di SLBM e bombardieri pesanti equipaggiati per armamenti nucleari schierati e non schierati.
Il trattato è scaduto di recente, ma va evidenziato che già il 21 febbraio 2023 la Russia aveva annunciato la sospensione della sua partecipazione.
Nel 2017 viene aperto alla firma il il TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), poi entrato in vigore il 22 gennaio 2021. Fortemente sostenuto dall’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons)xxxix, i passi principali del testo sono:
- no a sviluppare, testare, produrre, acquisire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare armi nucleari;
- no a dispiegamento di armi nucleari sul territorio nazionale e fornitura di assistenza a qualsiasi Stato nella conduzione di attività proibite;
- prevenzione e repressione di qualsiasi attività proibita ai sensi del TPNW intrapresa da persone o sul territorio sotto la propria giurisdizione o controllo.
Nessuna delle potenze nucleari ha ratificato il trattato, ma anche molti altri paesi tra cui l’Italiaxl.
Qua si chiude la prima parte del lavoro dedicato alla minaccia nucleare. Nella seconda saranno trattati i test nucleari. Intanto, qualche riflessione: oramai è chiaro a chiunque che questa minaccia non è più, come speravamo, un cimelio della Guerra Fredda, ma una realtà dinamica ed imprevedibile. I trattati non dovrebbero essere solo pezzi di carta (e in qualche caso l’impressione è questa, purtroppo) ma l’architettura che impedisce alla deterrenza di trasformarsi in catastrofe. Davanti alle enormi capacità distruttive che possono essere espresse dalle testate, anche le cosiddette “tattiche”, la distinzione tra obiettivi militari e civili è puramente teorica. Una guerra nucleare “limitata” è solo un’illusione, e lo è ancor di più la possibilità di “vincerla”.
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA (per entrambe le parti)
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- ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALEsu https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/da-hiroshima-alla-crisi-russia-ucraina-le-armi-nucleari-spiegate-in-7-grafici-138904.
- LESCADA T. (feb. 2026), Britain’s Nuclear Weapons Testing Programme su https://www.timothylesacamd.com/britains-nuclear-weapons-testing-programme).
- NATURAL RESOURCE DEFENSE COUNCIL (1996), Nuclear weapon tests and peaceful nuclear explosion by the Soviet Union.
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- UN Glossary of terms relating to Treaty actions su https://treaties.un.org/Pages/Overview.aspx?path=overview/glossary/page1_en.xml.
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- https://fas.org/publication/united-states-discloses-nuclear-warhead-numbers-restores-nuclear-transparency/.
- https://www.timesofisrael.com/full-text-of-netanyahus-un-address-on-the-cusp-of-historic-saudi-israel-peace.
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- https://nsarchive.gwu.edu/briefing-book/nuclear-vault/2024-02-29/castle-bravo-70-worst-nuclear-test-us-history.
- https://www.armscontrol.org/act/2024-11/features/legacy-indias-nuclear-weapons-test.
- https://southasiatimes.org/pakistans-nuclear-journey-from-disparity-to-deterrence/.
- Siti web di varie testate giornalistiche/riviste, indicati nelle annotazioni al testo.
i Situato nel distretto di Zhukovsky all’interno della regione Kaluga, a circa 40 km da Mosca.
ii L’espressione Mutual Assured Destruction (Distruzione Reciproca Assicurata) fuconiata nel 1963 dall’allora segretario per la difesa statunitense R. McNamara. Si tratta della strategia di deterrenza tra USA e URSS, basata su un equilibrio precario in cui la sicurezza di una nazione è garantita non dalla promessa di pace, ma dalla minaccia di guerra totale. (c.d. “equilibrio del terrore”). Il concetto è strettamente connesso all’impiego di ordigni nucleari. Se ad un attacco nucleare seguisse una risposta nucleare altrettanto devastante, le parti subirebbero dei livelli di distruzione tali da essere considerati inaccettabili da entrambe (c.d. “suicidio collettivo”).
iii Anni dopo, Petrov dichiarò: “Fu qualcosa di completamente inaspettato“. La sirena suonò fortissima e io rimasi seduto per qualche secondo a fissare lo schermo con la parola ‘lancio’ scritta in grandi lettere rosse“. Non c’erano regole precise su quanto tempo avessimo per pensare prima di segnalare l’attacco […] ma sapevamo che ogni secondo di ritardo avrebbe tolto tempo prezioso“.
iv Sintesi trattata da più fonti, tra cui Corriere della Sera (https://www.corriere.it/esteri/17_settembre_16/morto-stanislav-petrov-l-eroe-dimenticato-che-salvo-mondo-dall-apocalisse-nucleare) e Focus (https://www.focus.it/cultura/storia/stanislav-petrov-l-uomo-che-salvo-il-mondo-da-una-guerra-nucleare)
v Risoluzione A/RES/68/32. https://docs.un.org/en/A/RES/68/32.
vi Corriere della Sera- Esteri del 6 gennaio 2016.
vii IAEA, International Atomic Energy Agency. All’interno del proprio Annual Report del 2021 (p.119), viene riportato che nell’agosto 2021, il Direttore Generale ha presentato un rapporto al Consiglio dei Governatori e alla Conferenza Generale intitolato “Applicazione delle salvaguardie nella Repubblica Popolare Democratica di Corea”. Nel 2021 non sono state implementate attività di verifica sul campo, ma l’Agenzia ha continuato a monitorare gli sviluppi del programma nucleare della RPDC e a valutare tutte le informazioni rilevanti sulle salvaguardie a sua disposizione. L’Agenzia non ha avuto accesso al sito di Yongbyon né ad altre località della DPRK (Democratic People’s Republic of Korea – Corea del Nord). La continuazione del programma nucleare della DPRK rappresenta “una chiara violazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed è profondamente deplorevole”. Va infine evidenziato che la Corea del Nord è l’unico Paese, tra le nove potenze nucleari, a non essere membro dell’IAEA (anche se vi ha aderito tra il 1974 ed il 1994).
viii Dal testo integrale: “Sanctions must be snapped back and above all, Iran must face a credible military threat”. (*Note: Netanyahu’s office clarified that he misspoke when delivering his address, erroneously referring to a “credible nuclear threat.”). https://www.timesofisrael.com/full-text-of-netanyahus-un-address-on-the-cusp-of-historic-saudi-israel-peace.
ix Notizia riportata da tutte le principali testate giornalistiche italiane ed estere. La sintesi riportata è stata tratta da Sky tg24 del 19 novembre 2024. La mossa arriva a mille giorni dell’offensiva russa contro l’Ucraina e dopo che gli USA hanno dato a Kiev il permesso di usare missili a lungo raggio per colpire obiettivi militari all’interno della Russia. Il presidente russo e vari esponenti del governo, già un anno e mezzo fa circa, hanno più volte assicurato che saranno utilizzati“tutti i mezzi necessari” a garantire la sicurezza del Paese, con un riferimento neanche troppo velato alle armi atomiche. Secondo la dottrina russa, il Cremlino si riserva il diritto di lanciare un attacco nucleare solo come risposta a due casi specifici: in reazione all’uso di armi nucleari o di distruzione di massa contro lo Stato o i suoi alleati; in risposta all’aggressione su larga scala con l’uso di armi convenzionali se “l’esistenza stessa dello Stato è in pericolo”. (Sintesi tratta da ISPI: “Da Hiroshima alla crisi Russia-Ucraina: le armi nucleari spiegate in 7 grafici” – https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/da-hiroshima-alla-crisi-russia-ucraina-le-armi-nucleari-spiegate-in-7-grafici-138904).
x Va precisato che la reale efficacia di tale operazione non è stata ancora completamente dimostrata.
xi Il missile da crociera (CM – Cruise Missile) è un missile guidato che vola a velocità costante per la maggior parte del suo percorso e sfrutta le forze aerodinamiche per la portanza. Non va confuso con il missile balistico, descritto in una nota successiva.
xii Sintesi tratta dal Corriere della Sera del 26 ottobre 2025.
xiii Tale reazione è in realtà dettata non solo dalle azioni di Putin ma anche dalla crescente ascesa dell’arsenale nucleare cinese, che secondo le stime statunitensi potrebbe raggiungere la parità con gli USA entro cinque anni.
xiv ANSA.it del 30 ottobre 2025.
xv Acronimo di Sluzhba Vneshney Razvedk – servizio di intelligence estero.
xvi Acronimo di Telegrafnoe Agenstvo Sovetskogo Sojuza – agenzia telegrafica dell’Unione Sovietica.
xvii Sintesi tratta da Euronews del 24 febbraio 2026 (https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/24/intelligence-russa-accusa-senza-prove-regno-unito-e-francia-vogliono-inviare-armi)
xviii gli USA, nella seconda metà degli anni ’60, hanno raggiunto il loro massimo con 31.255 unità.
xix Il termine reentry (rientro) può trarre in inganno: non si riferisce al recupero del missile presso la zona di lancio, ma al rientro della traiettoria nell’atmosfera, dal momento che tali missili sono esoatmosferici. Si tratta della fase più critica della missione, poiché il rientro in atmosfera genera un attrito violentissimo e temperature di migliaia di gradi. Un esempio di MIRV sono le testate statunitensi W87 trasportate su missile LGM-118 Peacekeeper MX; LGM è un acronimo che sta per “lanciato da silos” (L-launched), “attacco di superficie” (G-ground) “guidato” (M, anche se questa lettera non richiama direttamente il significato). Alcune fonti indicano che “M” sta per il noto missile Minuteman, ma va osservato che nelle tipologie LGM ci sono, ad esempio, anche i Peacekeeper e i Sentinel. MX sta per Missile eXperimental, ossia sperimentale.
xx Si è volutamente usato il sostantivo “arma” e non “ordigno” o “testata”, dal momento che il raggio d’azione è definito dalla tipologia del vettore che trasporta l’ordigno. L’arma nucleare è quindi il complesso vettore/ordigno, mentre quest’ultimo è il carico pagante, ossia ciò che sprigiona energia (meccanica) ed altri effetti (termici, luminosi e naturalmente radioattivi). La differenza tra l’arma tattica e strategica naturalmente sta anche nell’energia esprimibile dall’ordigno, dove gli effetti dipendono da molti fattori/variabili. Secondo le tabelle del SIPRI un ordigno “non strategico” e quindi, per differenza, tattico, ha un’energia che va da frazioni di kt a a circa 50 kt. Il “limite” dei 50 kt va tuttavia letto con le dovute cautele, dal momento che si tratta di un’energia enorme (Little Boy sganciato su Hiroshima aveva una potenza di circa 15 kt). Non va commessa l’ingenuità di pensare che, rispetto agli ordigni termonucleari oramai da tempo in dotazione che sprigionano energie di diversi Mt (megatoni: un Mt= 1000 kt), una potenza di “soli” 50 kt sia modesta.
xxi https://www.sipri.org/yearbook/2025/06. In alcuni passaggi del testo è riportato non-strategic (tactical) oppure solo tactical (in quest’ultimo caso riferendosi perlopiù alla Corea del Nord).
È tuttavia specificato che i dati tecnici e numerici sono indicativi e talvolta si basano su valutazioni degli autori. A puro titolo di esempio: nell’arsenale non strategico USA sono menzionate le testate B61-12, che possono essere impostate su potenze che variano da 0,3 kt a 50 kt.
xxii Documento A/64 emanato il 1° luglio 1946, pp. 7 e 9. Sintesi dei contenuti di maggiore rilievo: (……….) la Commissione presenta proposte determinate al fine di:
(a) sviluppare, tra tutte le nazioni, lo scambio di informazioni scientifiche fondamentali a fini pacifici;
(b) garantire il controllo dell’energia atomica nella misura necessaria a garantirne l’uso per scopi puramente pacifici;
(c) eliminare dagli armamenti nazionali le armi atomiche e tutte le altre armi di distruzione di massa.
xxiii Bernard Mannes Baruch: uomo politico e finanziere statunitense, rappresentante degli USA alla Commissione delle Nazioni Unite per l’energia atomica.
xxiv Sintesi della prima parte dell’intervento di Baruch: “Cari colleghi (….). Siamo qui per scegliere tra i vivi e i morti. Questo è il nostro compito (…..). La Commissione formulerà proposte specifiche per estendere tra tutte le Nazioni lo scambio di informazioni scientifiche fondamentali a fini pacifici, il controllo dell’energia atomica nella misura necessaria a garantirne l’uso esclusivamente a fini pacifici, l’eliminazione dagli armamenti nazionali delle armi atomiche e di tutte le altre armi principali adattabili alla distruzione di massa”.
xxv Art. 1: Ciascuno Stato militarmente nucleareparte del Trattato si impegna a non trasferire a nessun destinatario armi nucleari o altri dispositivi esplosivi nucleari o il controllo su tali armi o dispositivi esplosivi, direttamente o indirettamente – a non assistere, incoraggiare o indurre in alcun modo alcuno Stato non militarmente nucleare a fabbricare o altrimenti acquisire armi nucleari o altri dispositivi esplosivi nucleari, o il controllo su tali armi o dispositivi esplosivi.
Art.2: Ciascuno Stato non dotato di armi nucleari, parte del Trattato, si impegna a non ricevere da alcun cedente il trasferimento di armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari o il controllo su tali armi o dispositivi esplosivi, direttamente o indirettamente – non fabbricare o altrimenti acquisire armi nucleari o altri dispositivi esplosivi nucleari – non cercare o ricevere alcuna assistenza nella fabbricazione di armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari.
Art.6: Ciascuna Parte si impegna a concludere in buona fede trattative su misure efficaci per una prossima cessazione della corsa agli armamenti nucleari e per il disarmo nucleare, come pure per un trattato sul disarmo generale e completo sotto stretto ed efficace controllo internazionale.
xxvi . Un missile è definito balistico quando è guidato solo nella fase iniziale (cioè nella fase di spinta, con i motori accesi) del volo. Non si affida a superfici aerodinamiche per produrre portanza; al termine della spinta, segue una traiettoria balistica (volo libero). Le tipologie di missili balistici sono: ICBM (InterContinental Ballistic Missile): missile balistico a lungo raggio con una gittata superiore a 5.500 km. IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile): missile balistico a raggio intermedio, con una gittata compresa tra 3.000 e 5.500 km. MRBM (Medium Range Ballistic Missile): missile balistico con una gittata compresa tra 1.000 e 3.000 km. SRBM (Short Range Ballistic Missile): missile balistico con una gittata compresa tra 300 e 1.000 km. CRBM (Close Range Ballistic Missile): missile balistico con una gittata fino a 300 km.
xxvii https://media.nti.org/documents/salt_1.pdf.
xxviii Nella denominazione anglosassone del trattato non compare il termine underground (sotterraneo), ma è specificato nei contenuti del documento. (Art.1: Ciascuna Parte si impegna a proibire, impedire e non effettuare alcun test nucleare sotterraneo con una potenza superiore a 150 kilotoni in qualsiasi luogo sotto la propria giurisdizione o controllo, a partire dal 31 marzo 1976). kt sta per kiloton:è l’unità di misura dell’energia legata ad un’esplosione nucleare. Corrisponde all’energia prodotta dall’esplosione di circa 1000 tonnellate di TNT.
xxix L’area interessata presenta un confine che nella parte nord è molto particolareggiato; con buona approssimazione, l’area comprende Papua Nuova Guinea, Australia, Nuova Zelanda e i vari atolli/isole ad est dell’Australia (Isole Salomone, Polinesia Francese, Nuova Caledonia, Tonga, ecc.).
xxx Talvolta riportato come Griffin, “Grifone”. Molto simile al BGM 109A Tomahawk in dotazione alla US Navy, differisce sostanzialmente per la diversa testata nucleare.
xxxi Sintesi dell’Articolo II: ciascuna Parte si impegna a far eliminare o convertire in lanciatori di ICBM, a cui è attribuita una testata, tutti i suoi lanciatori di ICBM, schierati e non schierati, a cui è attribuita più di una testata (….) e a non disporre in seguito di lanciatori di ICBM a cui è attribuita più di una testata. Tale provvedimento mirava altresì a disincentivare il first strike (primo colpo); è intuibile come un missile con diverse testate sarebbe stato un bersaglio molto pagante da distruggere da parte del nemico; con una sola testata, il nemico avrebbe “sprecato” un missile per distruggerne uno solo.
xxxii La Russia, a questo punto, non solo non eliminò gli e SS-N-18 ma iniziò a sviluppare il missile R-28 Sarmat, noto ai media come Satan II (l’SS-N-18 è chiamato Satan).
xxxiii Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam.
xxxiv Sintesi degli elementi di maggiore rilievo: Art. 1.1: obbligo di non effettuare alcun esperimento di esplosione di ordigno nucleare o di ogni altro tipo di esplosione nucleare. Art. 1.2: non prestare assistenza nell’effettuazione di alcun esperimento di esplosione di ordigno nucleare o di ogni altro tipo di esplosione nucleare. Art. 4: predisposizione di un capillare regime di verifiche volto a far sì che nessuna esplosione nucleare venga effettuata.
xxxv Secondo il Glossario ONU, con “adozione” si intende l’atto formale con cui vengono stabiliti la forma e il contenuto di un testo di trattato proposto. Di norma, l’adozione del testo di un trattato avviene attraverso l’espressione del consenso degli Stati partecipanti al processo di elaborazione del trattato.
xxxvi Articolo XIV, comma 1.: il presente Trattato entra in vigore 180 giorni dopo la data di deposito degli strumenti di ratifica da parte di tutti gli Stati elencati nell’Allegato 2 del presente Trattato, ma in nessun caso prima di due anni dalla sua apertura alla firma.
xxxvii Documento A/RES/53/77 del 4 dicembre 1998: “Prendendo atto con soddisfazione delle dichiarazioni separate rilasciate dagli Stati dotati di armi nucleari in relazione alla dichiarazione della Mongolia (….) accoglie con favore la dichiarazione della Mongolia di essere un Paese libero da armi nucleari»
xxxviii Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
xxxix L’ICAN è una coalizione di organizzazioni non governative. Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2017.
xl Come molti paesi della NATO, è possibile che l’Italia non abbia aderito poiché la deterrenza nucleare è parte della strategia dell’Alleanza Atlantica.
L’articolo 70 anni di minaccia nucleare: (parte 1/2) “arsenali e trattati” proviene da Difesa Online.
Il trattato New START (New Strategic Arms Reduction Treaty) stipulato nel 2011 tra USA e Russia è scaduto il 4…
L’articolo 70 anni di minaccia nucleare: (parte 1/2) “arsenali e trattati” proviene da Difesa Online.
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