L’importanza delle parole: la guerra con l’Iran è un conflitto asimmetrico?
Reduce dall’ascolto di un nototalk showche, peraltro, seguo con interesse tutte le mattine stante la mia posizione privilegiata di pensionato, sento impellente la necessità di fare alcune puntualizzazioni su un aspetto, per così dire, “tecnico” sul conflitto iraniano. Il mio intervento è mirato ad una precisazione in esito al reiterato errore concettuale commesso da diversi non “addetti ai lavori” e, in qualche caso, anche da chi invece è in possesso di un solidobackgroundmilitare, in merito alla definizione del conflitto in atto tra la coalizione israelo-americana e l’Iran come “asimmetrico”.
A beneficio dei miei venticinque lettori (non mi permetto di enumerarne di più di quanti non ne avesse indicati Manzoni per la sua opera), desidero sottolineare che la suddetta guerra non è asimmetrica.
Probabilmente i commentatori interpretano l’asimmetria come un elemento determinato da quelli che in ambito militare vengono normalmente definiti “rapporti di forza” e che, in tal caso, farebbero indicare come asimmetrico qualunque conflitto. C’è sempre una delle parti contrapposte che prevale sull’altra in termini quantitativi e qualitativi per numero e tipologia di uomini, mezzi e capacità. Se questa fosse laratio, allora tutte le guerre, ribadisco, presenterebbero delle “asimmetrie”, tra l’altro soggette a variazioni nel corso del tempo, in relazione al tasso di logoramento dell’una o dell’altra parte.
Detto ciò, quando allora un conflitto è “asimmetrico”? Asimmetrici sono i confronti tra realtà non paritetiche sul piano strutturale-organizzativo. Per capirci: asimmetrico è lo scontro tra le IDF israeliane e i gruppi diHamase delJihadislamico; asimmetrica era la guerra tra l’Armata Rossa e imujaheddinafghani. Asimmetrico sarebbe stato il conflitto tra la coalizione degli americani e dell’esercito sudvietnamita contro le forze norvietnamite, se il loro nemico fossero stati solo i Vietcong, efficacemente descritti da Eugenio Finardi nella sua canzoneGiai phong: “E quel nemico così potente/Da far scappare gli americani/Che li avevano descritti/Come mostri disumani/Eran ragazzi di 16 anni/Con le suole di copertone/Ragazzi di campagna/Che parlavano di liberazione.”
Al netto delle ideologie e dell’etica dell’una e dell’altra parte in combattimento, quello che mi interessa evidenziare è la tipologia delle forze prese in considerazione. È evidente che, in linea di massima, si tratta di organizzazioni statuali opposte a organizzazioni non statuali; queste ultime, proprio in ragione della dimensione asimmetrica, combattono secondo procedure genericamente riconducibili a terrorismo, guerriglia, propaganda, sovversione. Questi ultimi aspetti, sono quelli che nelle guerre contemporanee caratterizzano in modo marcato l’”ibridizzazione” delle stesse e che, pertanto, inducono sovente i commentatori a fraintendere la definizione di “guerra ibrida” con quello di “guerra asimmetrica”.
Per concludere, la guerra dell’Iran contro Israele e gli Stati Uniti, è perfettamente simmetrica, così come lo è il conflitto russo-ucraino, trattandosi di scontri tra realtà statuali dotate di forze regolari che si combattono sul terreno, nei cieli e nei mari. Per contro, entrambi i conflitti presentano una vasta componente di elementi non-convenzionali in termini di gruppi paramilitari più o meno consistenti, ingerenza propagandistica spregiudicata e capillare e, soprattutto, capacità elevate di combattimento nel dominio cibernetico. Elementi in ragione dei quali sono definibili certamente come “guerre ibride”.
Ho un berretto, cui tengo molto, su cui spicca unapatchche raffigura una civetta (simbolo dell’intelligence) con sotto la scrittaWise Ass. “Saccente”, sapientone” detto con tono piuttosto vernacolare. Comprenderete, allora, perché abuso reiteratamente della vostra pazienza e del vostro tempo, anziché andare a guardare i cantieri come fanno tanti nella mia condizione. Se non mi elimina un drone che ha individuato il mio berretto, alla prossima!
L’articoloL’importanza delle parole: la guerra con l’Iran è un conflitto asimmetrico?proviene daDifesa Online.
Reduce dall’ascolto di un noto talk show che, peraltro, seguo con interesse tutte le mattine stante la mia posizione privilegiata…
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