70 anni di minaccia nucleare: (parte 2/2) “i test nucleari”
Le intese stipulate in tanti anni, a livello ONU o tra singoli Paesi, non sempre hanno fornito i risultati auspicati: è vero, il numero delle testate nucleari, da oltre 60.000 a metà anni ’80, è sceso drasticamente a “solo” 12.200 circa… ma nel frattempo qualche potenza nucleare si è data da fare aumentando il proprio arsenale. E tutte, con il beneficio del dubbio di una, hanno sperimentato le loro “creature”; oltre 2.000 test con una firma che non si cancella.
Nella prima parte di questo lavoro è stato dato ampio spazio alle dotazioni delle potenze nucleari e ai vari accordi; in questa seconda parte, saranno trattati i test effettuati dal dopoguerra sino ai giorni nostri.
Così, d’istinto, la prima osservazione che verrebbe da fare è: ma come, tanti sforzi per limitare se non addirittura vietare lo sviluppo del nucleare militare, e poi i paesi detentori hanno effettuato (centinaia e centinaia di) test? Tradotto: il mondo sembrava voler dire “mai più” ma nei fatti, ossia la realtà geopolitica, il percorso è stato differente.
I motivi sono da ricercare in un insieme di tempistiche, necessità tecniche, naturalmente sfida politica e la “carta” prodotta ha aiutato solo in parte. Chi ha letto la prima parte di questo lavoro ricorderà che si è iniziato a “fare sul serio” con i divieti solo a partire dal 1963, con ilPTBT(Partial Test Ban Treaty)che vietava i test nucleari nell’atmosfera, nello spazio e sott’acqua. Primo ragionamento: fino a tale data non esisteva alcun vincolo (dal 1945 al 1963 sono 18 anni di esperimenti…) e il trattato appena menzionato comunque non vietava test sotterranei. Gli altri che sono seguiti non vietavano espressamente l’effettuazione di esperimenti poiché erano focalizzati su altro (no trasferimentoknow howda potenze nucleari ad altri Stati, limitazioni su varie categorie di armi nucleari). Qualche iniziativa concentrata sugli esperimenti si ha conTTBT(Threshold Test Ban Treaty) del 1974, poi entrato in vigore nel 1990, che tuttavia proibiva i test con una potenza superiore a 150 kt (quindi al di sotto di tale soglia non erano vietati). E poi era un accordobilateralesolo tra USA e URSS. Infine ilCTBT(Comprehensive Nuclear-Test Ban Treaty) del 1996, focalizzato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari; adottato ma mai entrato in vigore.
Tanto doverosamente premesso, in questa parte del lavoro si parlerà di bombe atomiche e termonucleari, fissione e fusione nucleare, utilizzo dell’uranio o del plutonio, arricchimento dell’uranio. Appare doveroso, pertanto, fornire preventivamente un po’ di glossario contenendo i tecnicismi allo stretto indispensabile e delegando alle note di chiusura eventuali approfondimenti.
Le tipologie di ordigni nucleari sono due: labomba atomica,che sfrutta una reazione difissionenuclearedi uranio o plutonio. Labomba H(idrogeno) otermonucleare,che utilizza lafusionefra nuclei di deuterio e trizioi.
Qualche dettaglio in più: la fissione del235U (uranio con massa atomica 235)iiavviene, semplificando il concetto, secondo questo processo “classico” (riportato nella maggior parte dei libri di testo ma non è detto che sia sempre così): l’235U “bombardato” da un neutrone diventa236U, quindi instabileiiiche si “spezza” generando141Ba (bario) +92Kr (kripton) + 2 o 3 neutroni.ivNella fissione del239Pu (plutonio), si formano elementi diversi come lo134Zr (zirconio) e lo103Xe (xeno), i prodotti di fissione più comuni, e neutroni; questo tipo di fissione rilascia anche raggi γ (gamma)v.
Per produrre un ordigno nucleare all’uranio, occorre “arricchirlo” (quante volte lo abbiamo sentito sui media, con riferimento alla produzione in Iran). L’uranio naturale è composto da una miscela di tre isotopi:234U,235U e 238U, quest’ultimo il più abbondante (99,3%); l’uranio arricchito differisce dall’uranio naturale per un maggior contenuto dell’isotopo 235U. Questo processo è necessario poiché l’235U è fissile, mentre l’238U non è direttamente funzionale per questo scopovi; così per produrre ordigni nucleari occorre uranio arricchito al 90% di235Uvii. L’238U tuttavia è “fertile”, ossia può assorbire un neutrone e trasformarsi con passaggi intermedi in239Pu; non si tratta di un dettaglio da poco: il plutonio è considerato un elemento artificiale derivato dall’uranioviii, il processo di fissione del suo isotopo 239 è più complesso rispetto a quello dell’235U e richiede strutture industriali più sofisticate; tuttavia le bombe prodotte con questo processo sono maggiormente prestazionali dal momento che la reazione è più rapida, il rilascio di neutroni è maggiore e occorre meno materiale per raggiungere la massa criticaix.Little Boy(Hiroshima) era a fissione dell’uranio con potenza di circa 15 ktx.Fat Man(Nagasaki) era già a fissione del plutonio con una potenza di circa 21 kt.
Questi ordigni, confrontati con quanto realizzato già negli anni ’50 del secolo scorso, sembrano quasi nulla. In quegli anni fu sviluppata la bomba termonucleare, basata sulla fusione nucleare, che oggi costituisce buona parte degli arsenali e dove l’ordine di grandezza delle potenze passa dai kilotoni ai megatoni ossia mille volte tanto…
La fusione è la reazione fra due nuclei di deuterio e trizio, isotopi dell’idrogeno, che danno origine ad un nucleo più pesante, con trasformazione in energia di una piccola frazione di massa atomica. Tale processo è come quello che avviene nelle stelle, pertanto per realizzarlo occorrono condizioni di temperatura estreme (milioni di gradi, da qua il nome termonucleari)xie le energie in gioco sono enormi. Va inoltre evidenziato che le elevate temperature necessarie per generare una reazione di fusione vengono raggiunte sfruttando una reazione di fissione. Così gli ordigni termonucleari sono del tipo:
- a due stadi, dove la bomba a fissione costituisce da innesco per il processo di fusione;
- a tre stadi, dove i primi due sono come quelli sopra delineati e l’energia sviluppata dalla fusione innesca un’altra fissione, che è il terzo stadio.xii
Infine, un cenno agli effetti delle esplosioni nucleari: con buona approssimazione il 50% sono dovuti all’effetto meccanico(onda d’urto), il 35% aglieffetti termicie il 15% alleradiazionixiii. Non va dimenticato l’effetto elettromagnetico, che scaturisce dall’interazione delle radiazioni con l’atmosfera e la superficie del terreno; consiste nell’emissione di EMP (ElectroMagnetic Pulse) in grado di danneggiare o compromettere il funzionamento degli apparati elettronici e dei sistemi di comunicazione. Le radiazioni, si sa, costituiscono l’aspetto più drammatico delle esplosioni nucleari perché durevoli e con effetti devastanti sugli esseri viventi. Sono così catalogate:
- effetto immediato, derivante dall’esplosione vera e propria che si esaurisce di massima in 60 secondi dallo scoppio e comporta radiazioni di tipo gamma e neutroniche;
- effetto residuo, proveniente da materiali vari resi radioattivi; sono radiazioni di tipo alfa, beta e gammaxiv;
- fall-out,(ricaduta radioattiva) che si manifesta:
- nel punto zero, ossia la proiezione verticale sul terreno del centro di una esplosione nucleare (fall-out immediate):dovuto ai frammenti più pesanti contenuti nella nube radioattiva che ricadono entro 30 minuti dopo l’esplosione;
- nelle immediate vicinanze(fall-out medium range):dovuto alle particelle di peso minore che ricadono nell’arco temporale compreso tra i 30 minuti e le 20 ore dopo l’esplosione;
- a distanza ed in tempi differiti(fall-out long range), dovuto alla ricaduta al suolo di particelle radioattive più minute.
Esplicitata la terminologia in uso, entriamo nelcoredella trattazione.
- Stati Uniti d’America:tra il 16 luglio 1945 e il 23 settembre 1992 gli USA hanno condotto complessivamente1.054 test nuclearixv, esclusi gli ordigni sganciati a Hiroshima e Nagasaki. Di questi: 3 nel sud Atlantico, 106 nel Pacifico, 17 in vari siti statunitensi e 928 nel NTS (Nevada Test Site).
Gli obiettivi dei test erano:
- weapons effects:valutazione degli effetti civili o militari di una detonazione nucleare su vari obiettivi;
- weapons related:detonazioni nucleari condotte allo scopo di testare un dispositivo nucleare destinato a un tipo specifico di sistema d’arma.
Gli esperimenti erano condotti in vari modi:
- airbust(esplosione in aria):esplosione ad un’altezza tale che la palla di fuoco in espansione non toccava la superficie terrestre prima di raggiungere la sua massima luminosità;
- balloon(aerostato): ordigno sospeso su un pallone e fatto esplodere nell’atmosfera;
- shaft(lancia): l’ordigno era fatto esplodere sul fondo di un foro verticale trivellato o scavato. Alcuni test che sono stati condotti sottoterra in un foro non svasato per ridurre al minimo, ma non eliminare, il rilascio di radioattività nell’atmosfera provocavano la fuoriuscita di gas incandescenti (fenomeno talvolta definito effetto «candela romana»).
- barge(chiatta): ordigno nucleare esploso da una chiatta ormeggiata;
- crater(cratere): ordigno nucleare posizionato a una profondità sufficiente a produrre proiezione di terreno;
- safety experiment(esperimento di sicurezza): esperimento progettato per confermare che un’esplosione nucleare non si verificherà in caso di detonazione accidentale dell’esplosivo associato al dispositivo.
L’8 maggio 1951 (OperazioneGreenhouse-GeorgeaEnewetak, Isole Marshall) fu effettuato il primo test di un’esplosione termonucleare, con una potenza di circa 225 kt. IlTX-21 Shrimp(gamberetto) è il test termonucleare più potente effettuato dagli USA (OperazioneCastle-Bravo, 28 febbraio1954, nelle isole Bikini) con potenza pari a circa 15 Mt e dalle conseguenze enormi, con centinaia di persone tra evacuate e contaminatexvi.
MK-41 (o B-41)è il più potente ordigno termonucleare mai costruito dagli USA, pari a circa 25 Mt; il 27 maggio 1956 (OperazioneRedwing-Zuni,nelle isole Bikini) fu testata solo la versione ridotta con una potenza di circa 3,5 Mt.
L’ultimo test (OperazioneJulin-Dividerpresso il NTS) è stato effettuato il 23 settembre 1992, con potenza inferiore a 20 kt, per verificare la sicurezza e l’affidabilità di alcune testate.
- Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche:Tra il 29 agosto 1949 e il 24 ottobre 1990, l’URSS ha condotto complessivamente715 test nuclearixvii(559 per scopi militari e 166 per scopi pacifici). Non sono inclusi gli esperimenti con rilascio di energia nucleare pari o inferiore a una tonnellata di TNT (0,001 kt), ad eccezione dei test che hanno causato guasti al dispositivo o quelli effettuati per motivi di sicurezza. I 715 test nucleari sono così ripartiti:
- 214 test nell’atmosfera: 177 esplosioni aeree, in cui la palla di fuoco non ha toccato il suolo;
32 esplosioni “di superficie”, in cui il dispositivo è stato posizionato a terra o su una torre e la palla di fuoco ha toccato il suolo; 4 condotti nello spazio; 1 ad elevata altitudine.
- 5 in superficie o sott’acqua;
- 496 sotterranei:251 in pozzi verticali e 245 in gallerie orizzontali.
Riguardo le località: 489 test sono stati condotti in Kazakistan (di cui 456 test presso il sito di Semipalatinsk), 91 in Russia e 5 tra Ucraina, Uzbekistan e Turkmenistan. Nel sito russo di Novaya Zemlya, sopra il Circolo Polare Artico, sono stati effettuati 130 test (86 nell’atmosfera, 2 in superficie, 3 sott’acqua e 39 sotterranei).
Il primo esperimento fu condotto il 29 agosto 1949 con la RDS-1xviii, un ordigno da circa 22 kt, che gli USA soprannominavanoJoe-1con riferimento a Josif Stalin. La prima esplosione termonucleare fu il 12 agosto 1953, con una potenza di 400 kt. Gli ultimi test hanno avuto luogo il 24 ottobre 1990, con potenze variabili ( tra 0,001 kt a 150 kt).
Si è lasciato volutamente per ultimoil test nuclearein assolutopiù potente mai realizzato; si tratta della RDS-220, più nota comeBomba Zar(ma aveva altri soprannomi comeKuzma’s mother,Big Ivan, Project 7000, Product Code 202).xixFu progettata da un gruppo di fisici capeggiati da Andrej Sacharovxx;l’energia che avrebbe dovuto liberare, stando alla fase progettuale, doveva essere di100 Mt, ma per il test venne utilizzata una versione “depotenziata” da50 Mt(o 57 a seconda delle stime effettuate in passato). Il test venne eseguito il 30 ottobre 1961, alle ore 11:32 (ora di Mosca) nella baia di Mitjušicha, sull’isola di Novaja Zemlya; Nonostante l’esplosione fosse stata innescata nell’atmosfera (4.000 m dal suolo), l’U.S.Geological Surveymisurò una magnitudo sismica compresa tra 5,0 e 5,25 della scala Richterxxicon un’onda d’urto percepita in un’area molto vasta del pianeta. Il “fungo” aveva un diametro di circa 40 km alla base e 96 alla sommità, con un’altezza di 64 km. Tutto ciò che si trovava entro un raggio di 50 km dall’impatto fu distrutto, ma i danni si estesero fino a 240 km di raggio. Persino in Norvegia e in Finlandia le finestre andarono in frantumi.
https://nuclearweaponarchive.org/Usa/Tests/Castle.html
https://www.cfr.org/timelines/us-russia-nuclear-arms-control
- Francia:tra il 1960 e il 1996 ha condotto210 test nucleari: 17 in Algeria e 193 nella Polinesia Francesexxii(di cui 147 sotterranei e 46 atmosferici). Il primo test fu condotto il 13 febbraio 1960 in Algeria, con una potenza stimata tra i 60 e i 70 kt. Il Sahara algerino fu scelto sulla base di alcune valutazioni esposte all’ONU nel 1959xxiii. I test nella Polinesia Francese iniziarono nel luglio 1966, in concomitanza con l’indipendenza algerina; quelli atmosferici furono interrotti nel 1974, in parte a causa delle pressioni esercitate dalla Nuova Zelanda e delle azioni legali intraprese da questo paese presso la Corte Internazionale di Giustizia. Successivamente, fino al 1996, furono condotte esplosioni sotterranee a Fangataufa e Moruroa. Il 25 luglio 1979, parte della dorsale corallina di Moruroa crollò nell’oceano in seguito all’esperimentoTydeus, provocando unotsunamiche travolse le persone che lavoravano sulla barriera corallinaxxiv. L’ultimo test fu effettuato il 27 gennaio 1996. Nel 2016, durante una visita nella Polinesia francese, il presidente Hollande dichiarò: “Riconosco che i test nucleari svolti tra il 1966 e il 1996 nella Polinesia francese hanno avuto un impatto sull’ambiente e causato una serie di problemi di salute tra la sua popolazione”xxv. Nel corso del tempo, ci sono state richieste di indennizzi e maggiori indaginixxvi.
- Regno Unito:Tra il 1952 e il 1991 ha effettuato complessivamente45 test nuclearipiù vari esperimenti radioattivi. Il primo il 3 ottobre 1952 (OperazioneHurricane) presso le Montebello Islands, all’interno di una fregata britannica (laHMS Plym, all’epoca del test non più in servizio) e con una potenza di circa 25 kt. Tra il 1953 e il 1958 sono stati condotti 20 test di cui 7 a Maralinga. Nell’ottobre del 1953 furono condotti due test (OperazioniTotemeTotem 1)rispettivamente da 8 kt e 10 kt; la McClelland Royal Commission scoprì nel 1985 cheTotem 1era stato fatto esplodere in condizioni di vento che, secondo analisi precedenti, avrebbero prodotto ricadute inaccettabili nelle aree abitatexxvii. Tra il 1° marzo 1962 e il 26 novembre 1991, congiuntamente agli Stati Uniti, sono stati condotti 24 test nel sottosuolo del tiposhaftpresso ilNevada Test Site.
Il 10 luglio 2025 è stata firmata laDichiarazione di Northwoodtra Regno Unito e Francia. Si tratta di un accordo di grande rilevanza, tra gli unici due paesi europei dotati di ordigni nucleari. Essa afferma che non esistono situazioni in cui gli interessi vitali della Francia o del Regno Unito possano essere minacciati senza che ciò comporti anche l’interesse vitale dell’altra parte. Francia e Regno Unito concordano sul fatto che “non esiste una minaccia estrema per l’Europa che non provochi una risposta da parte di entrambe le nazioni.” Il governo britannico precisa ancora che “le nostre forze nucleari sono indipendenti, ma possono essere coordinate e contribuire in modo significativo alla sicurezza complessiva dell’Alleanza e alla pace e stabilità dell’area euro-atlantica”xxviii.
- Israele:non sembrano esserci evidenze documentate circa possibili test condotti da questo Paese, anche se la pubblicazioneRadioactivity Under the Sanddel 2020 riporta come ufficiale un episodio tuttavia controverso che risale a 47 anni fa e che ha coinvolto Israele e Sudafrica; il 22 settembre 1979, un satellite americano del gruppoVelaxxixrilevò un doppio lampo al largo della costa meridionale dell’Africa. I dati satellitari, insieme ad altre informazioni provenienti da fonti di intelligence statunitensi, fornirono prove concrete che il lampo fosse stato causato da un’esplosione nucleare a basso potenziale. Nel 1980, la CIA riferì al Consiglio di Sicurezza Nazionale che un test nucleare da 2-3 kt aveva avuto luogo nel momento e nel luogo della lettura del satelliteVelae che probabilmente aveva coinvolto Israele e Sudafrica. Tuttavia, un gruppo di esperti scientifici riunito dalla Casa Bianca analizzò i dati tecnici e concluse che le informazioni erano troppo ambigue per dimostrare che l’evento fosse un test nucleare. Nessuno dichiarò mai di aver effettuato un test in quell’area in quel momento. A infittire il mistero furono alcuni eventi collegati all’incidente: in particolare, la rivelazione di un’onda ionosferica anomala da parte del radiotelescopio di Arecibo (Puerto Rico), e l’accumulo anomalo di131I (iodio) nella tiroide delle pecore in Australia occidentale nei giorni successivi. Sul piano politico, l’amministrazione Carter aveva molto da perdere se fosse stato confermato che si trattava di un test nucleare e che il Sudafrica e Israele fossero i principali sospettati. Ammettere che questi Paesi avessero effettuato un test nucleare avrebbe potuto vanificare l’eredità internazionale più importante del presidente USA di allora: il trattato di pace che aveva appena negoziato tra Egitto e Israele, firmato solo sei mesi prima alla Casa Bianca.xxx
- Corea del Nord:questo paese avrebbe condotto in totale sei test nucleari tra i 2006 e il 2017, tutti sotterranei e nel sito di Punggye-ri nel nord est del paese. Alcune organizzazioni, come il CTBTO (Comprehensive nuclear Test Ban Treaty Organization) e il USGS(United States Geological Survey), hanno provato l’effettiva attuazione dei test; il CTBTO, tramite la propria rete di sensori li ha rivelati con immediatezza; l’USGS ne ha fornito la magnitudo sismica. Il test effettuato il 3 settembre 2017 è stato il più potente e ha suscitato particolare interesse tra gli studiosi. Questi hanno stabilito che il test sarebbe stato condotto sotto il monte Mantap, con stime della potenza inizialmente tra 70 kt 400 kt, poi riverificate e stimate tra 245 kt e 271 kt e profondità di circa 542 m sotto la superficiexxxi. L’IAEA (International Atomic Energy Agency), in un documento del 7 settembre 2022xxxii, riporta che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha preso diverse posizioni circa l’abbandono da parte della Corea del Nord del programma nucleare, chiedendo altresì al paese di agire in conformità al Trattato di non proliferazione nuclearexxxiii. L’IAEA del 2009 non ha più accesso ai siti nordcoreani.
- India:il 18 maggio 1974, l’India fece esplodere per la prima volta un ordigno nucleare nel sito di test di Pokhran, (nome in codiceSmiling Buddha) con scopi pacifici (operazioni di movimento terra, attività minerarie e scavo di canali) o almeno così fu affermato a suo tempo. Nel 1997 il Direttore del programma nucleare indiano di allora, Raja Ramanna, confessò in un’intervista i sospetti diffusi che l’esplosione nucleare indiana del 1974 fosse effettivamente un test di armi nucleari. Nel 1998, tra l’11 e il 13 maggio e sempre nello stesso sito, l’India ha condotto cinque test nuclearixxxiv.
- Pakistan:come immediata risposta ai test indiani, percepiti come “palese sfida alle aspettative internazionali” e “una minaccia diretta all’esistenza del Pakistan”, il primo ministro prese la decisione di condurre i test nucleari del Pakistan il 28 maggio 1998 (Chagai-I,cinque test) e il 30 maggio 1998 (Chagai-II,un test)xxxv, rispettivamente sotto le montagne di Ras Koh e nel deserto di Kharan (Pakistan occidentale). Nonostante le immense pressioni esterne e le offerte di abbandonare il programma, tale decisione consolidò lo status del Pakistan come settimo stato dotato di armi nucleari e primo nel mondo musulmanoxxxvi.
- Cina:tra il 16 ottobre 1964 e il 29 luglio 1996, il Paese ha condotto45 test nucleari, tutti nel sito di Lop Nur nel deserto dello Xinijang. Di essi, 23 sono stati atmosferici e 22 sotterranei; questi ultimi sono iniziati nel 1969 e a partire dal 1980 sono stati l’unica tipologia di test adottata, al fine di ridurre la contaminazione ambientale. La Cina avviò ufficialmente il suo programma di armi nucleari il 15 gennaio 1955. Circa due anni dopo, la Cina e l’Unione Sovietica firmarono a Mosca ilNuovo Accordo Tecnico di Difesa. In base a tale accordo, Mosca avrebbe fornito a Pechino un prototipo di bomba atomica e i relativi materiali tecnici. Nel giugno del 1959, tuttavia, mentre molte delle principali strutture rilevanti del programma cinese di armi nucleari erano al culmine della costruzione, le relazioni tra i due paesi si deteriorarono e Mosca inviò una lettera a Pechino annunciando formalmente che non avrebbe fornito il modello e i dati promessi. Dalla seconda metà del 1959 in poi, la Cina si affidò alle proprie capacità per completare il compito di sviluppare la bomba atomica. Il primo test atomico fu condotto con successo nell’ottobre del 1964 (dispositivo 596). IL 3 febbraio 1965 fu fissato l’obiettivo di testare il primo ordigno a idrogeno nel 1968. La scelta di tale anno era motivata dalla possibilità di rendere la Cina la più rapida tra gli stati nucleari dell’epoca a sviluppare una bomba a idrogeno a partire dalla prima bomba atomica; il progetto teorico era denominato in codice1100xxxvii. I primi cinque mesi di lavoro non diedero i risultati sperati ed anche in seguito le difficoltà furono diverse. I cosiddetti “cento giorni a Shanghai”xxxviii, che costituirono una pietra miliare nello sviluppo della bomba all’idrogeno, rappresentarono gli sforzi che portarono alla “trilogia”, ossia una serie di tre test nucleari avvenuti nel 1966 e nel 1967. Il 28 dicembre 1966, a soli due anni e due mesi dalla riuscita esplosione della sua prima bomba atomica, la Cina condusse con successo il suo primo test di una bomba all’idrogeno (dispositivo 629-1). Il test fu codificato comeoperazione 21-42e la potenza dell’esplosione fu stimata in 122 kt che era maggiore del valore teorico calcolato. Il 17 giugno 1967 fu completata la “trilogia” con il primo test di esplosione in aria di una bomba all’idrogeno (dispositivo 639),operazione 21-73, con potenza stimata in 3,3 Mtxxxix. L’esperimento più potente è stato poi effettuato nel 1976, con una potenza stimata di 4 Mt. L’ultimo in assoluto fu condotto il 29 luglio 1996, con una potenza di 3 kt.
I test nucleari sono cicatrici indelebili sul volto della Terra e sulla coscienza collettiva. L’eredità che ci lasciano sono radiazioni che svaniscono lentamente in centinaia di anni, generazioni che si portano nel fisico le conseguenze di tali atti e la compromissione di strati geologici del Pianeta. Ma la lezione sembra essere stata dimenticata, viste le recenti dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti di alcune potenze nucleari; dovrebbe invece essere chiaro che la sfida vera non è più dimostrare quanto possiamo distruggere, ma quanto siamo capaci di preservare.
Per concludere entrambe le parti di questo lavoro, alcune considerazioni che sino a qualche anno fa sarebbero state solo riportate in validi esercizi di pensiero in seno ai vari istituti che si occupano di studi di geopolitica, ma che oggi, in un panorama globale fortemente instabile, assumono più spessore.
Ecco il tema:non succede, ma se succede….che ruolo avrebbe l’Italia?Qui entrano in gioco iNATO’s Nuclear Sharing Arrangements(accordi di condivisione nucleare della NATO). In sostanza, con la condivisione nucleare un paese dotato di armi nucleari schiera armi nucleari sul territorio di un paese che non ne possiede. Nati negli anni ’60, tali accordi:
- garantiscono che i benefici, le responsabilità e i rischi della deterrenza nucleare siano condivisi in tutta l’Alleanza;
- consistono nella condivisione della missione di deterrenza nucleare dell’Alleanza e delle relative responsabilità politiche e processi decisionali, ma non della condivisione di armi nucleari.
Dalla sintesi del testo emerge con chiarezza il concetto dellacondivisionedelleresponsabilità politiche e processi decisionali. Venendo più direttamente al punto, ossia la presenza nucleare statunitense nel nostro Paese, in caso di reale impiego occorre distinguere tra “proprietà” e “vettori”. Le testate nucleari appartengono sempre e solo agli Stati Uniti (proprietà). Il paese ospitante, l’Italia, fornirebbe i propri mezzi di trasporto e/o di lancioxl(vettori). Il presidente USA dovrebbe autorizzare l’impiego delle testate e, analogamente, il Vertice Politico italiano l’impiego dei vettori. E’ il cosiddetto sistema della “doppia chiave”, dove quindi l’impiego sarebbe un atto di congiunta sovranità, ossia non potrebbe essere deciso da una sola parte in causa ma richiederebbe un doppio consenso. La FAS (Federation of American Scientists) con dati aggiornati al 2019 ci dice che l’Italia ospiterebbe 40 bombe d’aereo statunitensi, 20 a Ghedi e 20 ad Aviano (il condizionale è d’obbligo), delle tipologie B61-3 e B61-4; la versione 3 può esprimere potenze che vanno da 0,3 a 170 kt, la versione 4 da 0,3 a 50 kt;xli
Il tema affrontato è estremamente complesso e non può essere esaurito in poche righe; il sistema della condivisione nucleare, come spesso accade in accordi particolarmente delicati, presenta due facce; da un parte, gli Stati NATO non nucleari come l’Italia hanno voce sulle scelte nucleari dell’Alleanza; dall’altra, in caso di reale impiego, i paesi non nucleari che forniscono i vettori assumerebbero un ruolo analogo a quello delle potenze nucleari, poiché ad essi viene esteso il deterrente nucleare e si intuisce facilmente come le decisioni politiche al riguardo sarebbero molto difficili.
Leggi anche70 anni di minaccia nucleare: (parte 1/2) “arsenali e trattati”
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA (per entrambe le parti)
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- https://www.nationalww2museum.org/war/articles/tsar-bomba-largest-atomic-test-world-history.
- Siti web di varie testate giornalistiche/riviste, indicati nelle annotazioni al testo.
iPer completezza di trattazione, si cita anche labomba N(al neutrone); lo scopo era uccidere gli esseri viventi lasciando la maggior parte delle strutture nemiche intatte. Nella bomba N, l’emissione del fascio di particelle è innescata dall’esplosione di un ordigno termonucleare di potenza relativamente limitata, che impiega la maggior parte dell’energia liberata per emettere neutroni che riescono ad attraversare la materia con grande facilità, non causando danni a quella inanimata. Tali ordigni furono pensati per contrastare un’eventuale invasione sovietica in Europa, sostanzialmente le sue forze corazzate. E’ importante sottolineare che, essendo “meno distruttive” a livello ambientale, la tentazione di usarle sarebbe stata maggiore con l’inevitabileescalationverso una guerra termonucleare. Assieme al crollo dell’URSS, questa è la ragione principale per cui tale tipologia di ordigni perse di interesse già a partire dagli anni ‘80.
iiLa massa atomica è numero dei protoni e neutronicontenuti nel nucleo dell’atomo.
iiiGli isotopi sono atomi che hanno uguale numero atomico (numero di protoni), quindi stesse proprietà chimiche, ma diverso numero di massa (protoni più neutroni) e quindi differenti proprietà fisiche. Sono instabili (radioattivi) perché tendono a raggiungere nel tempo una condizione di stabilità emettendo particelle elementari/onde elettromagnetiche.
ivPer ciascun nucleo che si scinde nel modo indicato, si producono circa 211,5 MeV (Mega elettronvolt) di energia, di cui circa 160 MeV sotto forma di energia cinetica dei frammenti di fissione.
vI raggi gamma sono radiazioni elettromagnetiche ad alta energia e molto penetranti. A titolo di esempio, per ridurre del 50% l’intensità di un raggio gamma occorre uno schermo di 1 cm di piombo o 6 cm di cemento.
viL’238U non è “fissile” nel senso stretto, dal momento che i materiali fissili sono tali perché i propri atomi si possono “rompere” catturando un neutrone di qualsiasi energia. Tale isotopo è “fissionabile”, cioè può rompersi solo se colpito da neutroni ad alta energia (neutroni veloci).
viiPer le centrali nucleari l’uranio è arricchito al 3-5% di235U.
viiiE’ considerato così, ma va tuttavia precisato che l’isotopo del plutonio239Pu è presente, seppur in quantità minime, nei minerali dell’uranio e l’isotopo244Pu è stato scoperto in tracce nella bastnaesite (minerale importante per l’estrazione delle terre rare).
ixI nuclei di plutonio richiedono neutroni veloci per innescare la fissione nucleare. I neutroni lenti, o termici, a differenza della fissione dell’uranio, non causano fissione nei nuclei di239Pu. Il processo di fissione del plutonio è complesso anche perché ci sono più passaggi: il nucleo del238U assorbe un neutrone e diventa239U; l’239U è instabile, emette un elettrone e diventa239Np (nettunio); il239Np è instabile, emette un elettrone e diventa239Pu. La massa critica è la massa minima di materiale fissile in grado di sostenere una reazione di fissione. La reazione di fissione continua fino a che la massa del materiale è superiore a quella critica. Per l’235U è circa 50 kg, per il239Pu è circa 10 kg.
xIl kiloton (kt) è l’unità di misura dell’energia legata ad un’esplosione nucleare. Corrisponde all’energia prodotta dall’esplosione di circa 1000 tonnellate di TNT.
xiCondizione necessaria perché avvenga la fusione è la materia al “quarto stato”, il plasma. Diverso solido, dal liquido e dall’aeriforme, esso è costituito da un insieme di elettroni liberi e di atomi che li hanno perduti (ioni), globalmente neutro (carica elettrica totale nulla).
xiiIL terzo stadio è caratterizzato dalla fissione dell’isotopo 238 dell’uranio, che può avvenire grazie alla proiezione di neutroni veloci del secondo stadio.
xiiiPiù fonti sono concordi con queste percentuali, tra cui l’US Department of Health and Human Service.
xivLe radiazioni α (alfa) sono emissioni di nuclei di elio (2 protoni+2 neutroni). Hanno un basso potere di penetrazione dovuto all’elevata sezione d’urto e possono essere bloccate da un foglio di carta. Le radiazioni β (beta) sono emissioni di elettroni, bloccate completamente da pochi millimetri di alluminio. Le radiazioni neutroniche non hanno carica elettrica per cui, non potendo essere respinte o attratte, hanno un altissimo potere penetrante; possono tuttavia essere fermate da materiali ricchi di idrogeno.
xvI contenuti di questa parte sono prevalentemente tratti dal U.S. Department of Energy-Nevada Operations Office (2000),United States Nuclear Tests- July 1945 through September 1992.
xviStralcio di un articolo apparso sulNational Security Archivedel 29 febbraio 2024: “le ricadute radioattive di questo test hanno reso necessaria l’evacuazione di oltre 230 persone dagli atolli di Rongelap, Rongerik e Utirik (tutti parte dell’amministrazione fiduciaria statunitense per le Isole Marshall), inclusi 28 militari statunitensi a Rongerik. Gli abitanti di Rongelap sono stati i più esposti alla contaminazione radioattiva. Quando la nube tossica è arrivata a Rongelap, situata a circa 110 miglia dal sito del test, le ricadute radioattive sembravano neve; i bambini giocavano con i fiocchi irradiati mentre altri continuavano a lavorare all’aperto. Gli effetti immediati sulla salute furono gravi e duraturi, e Rongelap divenne inabitabile. Inoltre, 23 pescatori giapponesi a bordo dell’imbarcazioneLucky Dragonsi ammalarono a causa dell’esposizione alle radiazioni, e la successiva morte di un membro dell’equipaggio contribuì a richiamare l’attenzione dei media internazionali sui pericoli delfalloutnucleare. Le relazioni tra Stati Uniti e Giappone furono ulteriormente turbate da un generale senso di panico per il tonno potenzialmente radioattivo, tra le altre cose, e per il danno che tale percezione avrebbe potuto causare alle esportazioni giapponesi”.
xviiI contenuti di questa parte sono prevalentemente tratti dal Natural Resource Defense Council (1996),Nuclear weapon tests and peaceful nuclear explosion by the Soviet Union,e in parte dall’articoloTsar Bomba: The Largest Atomic Test in World Historydel 29 agosto 2020 suhttps://www.nationalww2museum.org/war/articles/tsar-bomba-largest-atomic-test-world-history.
xviiiL’acronimo RDS ha più versioni. Quella che sembrerebbe ufficiale èReaktivnyy Dvigatel Spetsialny“motore a reazione speciale”. Le intrepretazioni popolari sono:Reaktivnyy Dvigatel Stalina“motore a reazione di Stalin, oppureRossiya Delayet Sama“la Russia fa da sé”.
xixSembrerebbe che il soprannomeKuzma’s motherderivi daКузькина мать“madre di Kuzca” e che sia riferito alla promessa fatta da Nikita Krusciov, durante una sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1960, di mostrare agli Stati Uniti un “Kuzkina mat”, che ha il significato approssimativo di “vi faremo vedere la madre di Kuzca!”, un modo di dire popolare che sta per “mostrare di cosa si è capaci”. (https://ahf.nuclearmuseum.org/ahf/history/tsar-bomba/).
xxAndrej Dmitrievič Sacharov: fisico sovietico, famoso nel mondo dapprima per il contributo alla messa a punto della bomba all’idrogeno e successivamente per la sua attività in favore dei diritti che gli valse il Premio Nobel per la Pace (1975).Per aver condannato l’intervento sovietico in Afghanistan, nel 1980 venne esiliato a Gor´kij. Dopo il test della Bomba Zar, dichiarò:Era stato commesso un crimine terribile e io non avevo potuto impedirlo. Fui sommerso da un senso d’impotenza, di amarezza insopportabile, di vergogna e di umiliazione. Ho lasciato cadere la faccia sul tavolo e ho pianto. Questa fu probabilmente la lezione più terribile della mia vita: non si può stare seduti su due sedie”.
xxiTale magnitudo potrebbe apparire “contenuta” rispetto alla potenza distruttiva dell’ordigno; Il motivo è da ricercare nel fatto che l’esplosione avvenne in aria, pertanto gran parte dell’energia si scaricò sotto forma di calore ed onda d’urto aerea. Alcuni studi riferiscono che, se l’esplosione fosse stata sotterranea, la magnitudo registrabile sarebbe stata verosimilmente prossima ad 8,0 della scala Richter.
xxiiRadioactivity Under the Sand(2020) di Jean-Marie Collin e Patrice Bouveret, p.5. Dal titolo e soprattutto dalla varie testimonianze, si apprende che “le autorità francesi avevano seppellito attrezzature, utensili e macchinari che erano stati utilizzati e che probabilmente erano contaminati”. (….) “per quanto riguarda i restanti rifiuti altamente radioattivi, si dice che siano stati collocati in bunker di cemento.”
xxiiiIl 5 novembre 1959 Jules Moch, delegato francese alle Nazioni Unite, rilasciò la seguente dichiarazione in merito alla scelta di questo sito: “(…..) Il Sahara, più di qualsiasi altra regione, è il più adatto per questo esperimento, perché il sito scelto è sia desertico sia molto più vicino alla Francia rispetto alle isole del Pacifico meridionale”.
xxivIvi, p.11.
xxvIvi, p.10. Uno studio riportato dalla BBC il 9 marzo 2021 indica che circa 110.000 persone nella Polinesia Francese siano state colpite dalle ricadute radioattive.
xxviDa un rapporto dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weaponsdel 13 febbraio 2026: in Francia si stanno adottando misure per rivedere il quadro di risarcimento al fine di renderlo più equo per le vittime dei test in Algeria e nella Polinesia Francese. in Algeria, l’Assemblea Nazionale del Popolo ha affrontato la questione per la prima volta nel febbraio 2025 attraverso una sessione parlamentare che ha prodotto 13 raccomandazioni che chiedevano maggiore trasparenza, giustizia per le vittime nucleari, la trasmissione della memoria e lo sviluppo della ricerca sugli impatti sulla salute e sull’ambiente. Il 16 febbraio 2026, il governo algerino ha risposto annunciando l’avvio delle prime operazioni di bonifica nel sito delle esplosioni sotterranee del Monte Tan Afella, in particolare nell’area colpita dall’esplosione denominataBéryl, che aveva causato una massiccia contaminazione.
xxviiLa Commissione valutò le testimonianze aborigene che descrivevano una “nebbia nera” in seguito al testTotem 1. I resoconti furono ritenuti sufficientemente coerenti da essere credibili per cui si concluse che che gli aborigeni “subirono ricadute radioattive dal Totem 1 sotto forma di nebbia o nube nera” che “potrebbe aver causato temporaneamente malattie in alcune persone”, pur sottolineando l’insufficienza di prove per determinare lesioni a lungo termine in casi specifici. (https://www.timothylesacamd.com/britains-nuclear-weapons-testing-programme).
xxviiihttps://www.gov.uk/government/news/northwood-declaration-10-july-2025-uk-france-joint-nuclear-statement.
xxixCostellazione di satelliti con due funzioni: rilevare test nucleari nello spazio (Vela Hotel); rilevare test nello spazio e nell’atmosfera (Advanced Vela).
xxxSintesi tratta da più fonti, tra cuiThe Vela Incident: South Atlantic Mystery Flash in September 1979della NSA (National Security Agency), e un articolo apparso suScientificastil 1° aprile 2021.
xxxiDa un articolo apparso il 9 ottobre 2029 suGeophysical Journal International(https://academic.oup.com/gji/article/220/1/345/5584343).
xxxiiDocumento GOV2022/40-GC(66)/16,Application of Safeguards in the Democratic People’s Republic of Korea.
xxxiiiRelativamente a questo trattato, la Corea del Nord ha assunto nel tempo diverse posizioni. Nel 1985 vi ha aderito, peraltro come paese (allora) non nucleare. Nei primi anni ’90 le ispezioni dell’IAEA rivelarono anomale produzioni di plutonio. Il 10 gennaio 2023 il paese si è ufficialmente ritirato anche se alcune fonti affermano che la procedura formale non sia stata del tutto rispettata.
xxxivDa un articolo intitolatoThe legacy of India’s nuclear weapons testapparso suArms Control Association-novembre 2024.
xxxvIl percorso per giungere alla produzione di un ordigno nucleare iniziò circa 20 anni prima. Fonti non di prima mano indicano potenze molto diverse tra i dati del Governo e le stime indipendenti, più basse di quelle governative (come l’USGeological Survey). NelChagai-Isi va dai 40 kt a circa 9-15 kt. NelChagai-II,dai 12-20 kt ai 2-8 kt. Secondo le autorità pakistane, le formazioni rocciose e le cavità sotterranee avrebbero attenuato le onde sismiche, portando le agenzie straniere a sottostimare la reale potenza sprigionata.
xxxvihttps://southasiatimes.org/pakistans-nuclear-journey-from-disparity-to-deterrence/.
xxxvii“1000” si riferiva al suo peso in kg e “100” si riferiva alla sua potenza in unità cinesi di tonnellate Wan: 100 tonnellate di Wan equivalgono a un megatone.
xxxviiiCosì chiamati poiché per quasi 100 giorni e notti, tutti i fisici, i matematici e gli assistenti di ricerca riuniti a Shanghai si organizzarono a turni e si alternarono nella sala computer 24 ore su 24 per risolvere i problemi. Così un capogruppo ricordò il periodo: “ispirati da un forte senso di missione, tutti erano entusiasti ed energici e presto calcolarono un lotto di modelli”.
xxxixSintesi tratta da Zhang H. (2024),The short march to China’s hydrogen bomb.
xlIn passato L’Esercito Italiano ha avuto in dotazione i seguenti sistemi d’arma di artiglieria: obice da 203/25 a traino meccanico, in servizio tra il 1955 e il 1985; obice da 203/39 su scafo semovente M110A2, in servizio dal 1985 al 2001; sistema d’arma missili SS “Lance”, in servizio dal 1972 alla fine anni ’80. Si trattava di materiali tutti di produzione statunitense, con una caratteristica comune: all’occorrenza, potevano impiegare munizionamento nucleare.
xliFAS –U.S. Nuclear Weapons In Europe;briefing alCenter for Arms Control and Non-Proliferation Washington, D.C.del 1° novembre 2019. L’articoloUnited States nuclear weaponsdel gennaio 2025, pubblicato sulBulletin of the Atomic Scientists,riporta che “tutti gli alleati della NATO che ospitano armi nucleari statunitensi (…..) stanno acquisendo l’F-35A Lightning II per la prosecuzione delle rispettive missioni nucleari. (…) Il Piano di gestione e conservazione delle scorte per l’anno fiscale 2025 della NNSA (National Nuclear Security Administration), pubblicato nel settembre 2024, indicava che il B61-12 era stato formalmente assegnato agli F-15, F-16, F-35, B-2 e “aerei NATO certificati”, indicando che aveva ricevuto certificazioni di compatibilità con tutti questi velivoli”. Alla luce di queste informazioni, emergerebbe che le bombe B61-12 sostituirebbero le B61-3 e B61-4.
L’articolo70 anni di minaccia nucleare: (parte 2/2) “i test nucleari”proviene daDifesa Online.
Le intese stipulate in tanti anni, a livello ONU o tra singoli Paesi, non sempre hanno fornito i risultati auspicati:…
L’articolo70 anni di minaccia nucleare: (parte 2/2) “i test nucleari”proviene daDifesa Online.
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