Geopolitica e Geostrategia all’Alma Mater: un corso d’eccellenza apre le porte ai Security Manager
Dal 9 aprile al 15 maggio 2026, l’Università di Bologna ospita un percorso formativo di altissimo profilo. AISS, AISEM e Quaser Srl affiancano l’iniziativa. Per i professionisti della sicurezza un’occasione rara, con il riconoscimento di crediti certificativi.
C’è un momento, nella vita professionale di chi opera nel mondo della sicurezza, in cui le competenze tecniche non bastano più. Comprendere perché un chokepoint marittimo possa far oscillare i mercati globali, perché un cavo sottomarino tagliato nel Mar Rosso si traduca in un problema di continuità operativa per un’azienda italiana, perché una campagna di disinformazione condotta da un attore statale lontano migliaia di chilometri possa minacciare la reputazione di un brand nazionale, è oggi parte integrante del bagaglio di un Security Manager moderno. Per rispondere a questa esigenza, l’Università di Bologna propone nell’anno accademico 2025/2026 un corso che ha pochi eguali nel panorama universitario italiano.
Si intitola Geopolitica e Geostrategia (codice B2077), si tiene presso il Campus di Ravenna nell’ambito del corso di laurea in Storia, società e culture del Mediterraneo. A guidarlo è il professor Alberto Pagani, figura ben nota a chi segue i temi dell’intelligence e della difesa, autore di volumi di riferimento come il Manuale di intelligence e servizi segreti, Hard Times. Le nuove guerre e la difesa europea, e Disinformare ecco l’arma scritto insieme a Mario Caligiuri. Le lezioni si svolgeranno dal 9 aprile al 15 maggio 2026 in modalità blended, con la partecipazione in presenza e da remoto di alcuni dei nomi più autorevoli del panorama italiano e internazionale della sicurezza, della difesa, della diplomazia e dell’intelligence.
Quattro moduli, una visione d’insieme
L’architettura del corso è pensata per condurre gli studenti attraverso un percorso ragionato che parte dai fondamenti teorici della disciplina e arriva alle sfide del nuovo ordine mondiale. Il primo modulo, dedicato ai fondamenti e alla potenza marittima, si apre il 9 aprile con le teorie classiche di Mackinder e Mahan e prosegue il giorno successivo con un’analisi tecnica dei principali chokepoint globali, da Bab el-Mandeb a Hormuz fino a Malacca, accompagnata da una tavola rotonda con il Generale di Corpo d’Armata Massimiliano Del Casale, già presidente del Centro di Alti Studi della Difesa, l’Ammiraglio di Squadra Dario Giacomin, già rappresentante militare italiano presso i comitati Nato e UE, e il professor Andrea Camanzi. Il 16 aprile sarà la volta della geopolitica dei cavi sottomarini, dei satelliti e della sovranità digitale, con il professor Marcello Spagnuolo, la Senatrice Roberta Pinotti, presidente del Polo Nazionale della Subacquea, e il dottor Pino Musolino.
Il secondo modulo entra nel vivo dei grandi temi contemporanei con la nascita e la crisi dell’ordine mondiale basato sulle regole, affrontati il 17 aprile insieme all’Ambasciatore Sebastiano Cardi e all’Onorevole Gennaro Migliore. Il 23 aprile lo sguardo si sposta sul ruolo dell’intelligence nelle relazioni internazionali, con un confronto che vede protagonisti Robert Gorelick, già alto dirigente della CIA, e il professor Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence. Il giorno successivo la geopolitica dell’energia sarà discussa con il Generale Luciano Carta, già direttore dell’AISE e presidente di Leonardo SpA, il Generale Umberto Saccone e il professor Alfio Rapisarda, Chief of Security di ENI.
Il terzo modulo, dedicato agli attori globali e ai conflitti, propone il 30 aprile una sessione sulle guerre ibride con l’Onorevole Andrea Manciulli, il Generale Giovanni Nistri, già Comandante Generale dei Carabinieri, e l’Onorevole Luciano Violante. Il 7 maggio si entra nel cuore della guerra cognitiva, dell’information warfare e del cyber warfare con il Generale Alfredo Ramponi, già caporeparto cyber intelligence dell’AISI, la Prefetta Nunzia Ciardi, Vicedirettore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e Gianluca Di Feo di Repubblica. L’8 maggio è invece dedicato alla proliferazione delle armi di distruzione di massa con il professor Paolo Salvatori.
Il quarto e ultimo modulo si concentra sul confronto tra Stati Uniti e Cina, con la lezione del 14 maggio arricchita dagli interventi di Francesco Sisci e dell’Ambasciatore Francesco Talò, e si chiude il 15 maggio con il convegno conclusivo dal titolo “L’Europa nel disordine globale”.
La sinergia con il mondo associativo e certificativo
A rendere ancora più significativa questa iniziativa è la partecipazione attiva di tre realtà che da anni lavorano per qualificare la professione del Security Manager in Italia. AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, da tempo impegnata nel processo di riconoscimento professionale degli operatori della sicurezza e nella valorizzazione del comparto, affianca il corso portando il proprio contributo di esperienza maturata sul campo nel dialogo con istituzioni, imprese e parti sociali. Insieme ad AISS partecipa AISEM, Associazione Italiana Security Manager, punto di riferimento per i professionisti che ricoprono ruoli apicali nella governance della sicurezza aziendale. A completare il quadro la presenza di Quaser Srl, azienda di certificazione che opera secondo gli standard internazionali nel campo della certificazione delle competenze professionali della sicurezza.
Proprio Quaser Srl ha previsto per i partecipanti al corso il riconoscimento di crediti formativi validi ai fini della certificazione di Security Manager, fino a un massimo di 30 crediti. Si tratta di un elemento di grande rilievo pratico, perché consente ai professionisti già attivi sul mercato di trasformare un percorso accademico di altissimo livello in un investimento concreto sulla propria qualificazione certificata, spendibile nei processi di mantenimento e aggiornamento della certificazione stessa.
Un invito ai lettori di Difesa Online
A tutti i lettori di Difesa Online che ricoprono il ruolo di Security Manager, sia nel settore pubblico sia nelle realtà aziendali private, va il nostro invito a valutare con attenzione questa opportunità. Non capita spesso di poter sedere, nel corso di poche settimane, di fronte a interlocutori del calibro di quelli che animeranno le tavole rotonde di Ravenna, e ancor meno capita di poterlo fare all’interno di una cornice accademica strutturata che restituisce gli strumenti metodologici per leggere in modo organico fenomeni che troppo spesso vengono affrontati in modo frammentario. La possibilità di vedere riconosciuti fino a 30 crediti utili alla certificazione Quaser aggiunge a tutto questo un valore professionale tangibile.
In una fase storica nella quale lo scenario internazionale si è fatto tanto incerto da rendere sempre più sfumato il confine tra rischi geopolitici e rischi aziendali, fra minacce statuali e minacce ibride, fra sicurezza fisica, logica e cognitiva, comprendere la geografia del potere non è più un esercizio per accademici o per analisti di think tank. È diventato parte del mestiere di chi è chiamato a proteggere persone, beni, informazioni e infrastrutture critiche. Il corso di Ravenna offre l’occasione di farlo nel modo più serio e completo possibile.
Per informazioni sulle modalità di partecipazione e sui requisiti di accesso si rimanda a:
https://www.formazionesicurezzaprivata.it/securitymanager
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