Governare la notte: nel Lazio nasce il Forum delle Città della Notte, la sicurezza sussidiaria entra nella cabina di regia
La sicurezza urbana ha un orario in cui le sue contraddizioni diventano più visibili: quello che va dal tramonto all’alba. È in quella fascia che si concentrano i fenomeni di movida, i flussi turistici serali, i grandi eventi di intrattenimento, ma anche le tensioni tra residenti ed esercenti, gli episodi di violenza, il consumo di alcol e sostanze, la pressione sui servizi di emergenza. Ed è proprio su questo terreno che il Consiglio regionale del Lazio ha deciso di intervenire con uno strumento inedito per il panorama istituzionale italiano: il Forum regionale “Le Città della Notte”, presentato il 10 luglio presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura.
L’iniziativa, voluta dal presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, nasce come organismo permanente di confronto tra istituzioni, operatori economici, associazioni di categoria e competenze tecniche, con un perimetro volutamente ampio: sicurezza, cultura, salute, mobilità, turismo, commercio, intrattenimento e qualità della vita. Lo slogan scelto per la presentazione, “la notte non è il lato oscuro del giorno”, sintetizza il cambio di paradigma che il Forum intende promuovere: la vita notturna non come emergenza da contenere, ma come parte strutturale dell’economia e della vita urbana, da governare con strumenti ordinari e non soltanto con interventi repressivi quando le criticità esplodono.

Un modello che guarda all’Europa
L’idea di una regia istituzionale dedicata alla notte non è nuova nel contesto europeo. Amsterdam ha istituito da oltre un decennio la figura del night mayor, Londra ha sperimentato il night czar, e diverse metropoli continentali hanno adottato piani strategici per l’economia notturna che integrano sicurezza, trasporti e regolazione degli esercizi. In Italia, invece, la gestione della movida è rimasta finora frammentata tra ordinanze sindacali, comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica e protocolli locali spesso episodici, con il risultato di una risposta prevalentemente reattiva.
Il Forum laziale prova a colmare questo vuoto con una logica di coordinamento. Nel suo intervento, Aurigemma ha sottolineato che l’obiettivo non è intervenire soltanto quando emergono criticità, ma governare un fenomeno ormai strutturale, ricordando che il mondo della notte non ha colore politico e riguarda l’intera comunità. Un concetto ripreso dal sottosegretario di Stato alla Cultura, Giampiero Cannella, che ha richiamato la necessità di vivere la notte con consapevolezza, osservando come in Italia la movida si sviluppi spesso proprio nei centri storici più preziosi del patrimonio nazionale, con tutto ciò che ne consegue in termini di tutela e convivenza.
L’esercito silenzioso della notte

C’è però un dato che, dal punto di vista di chi si occupa di sicurezza, merita particolare attenzione. Durante le ore notturne opera una vasta platea di lavoratori, dai trasporti alla ristorazione, dalla logistica alla vigilanza, che costituisce di fatto una rete di presidio diffuso del territorio. Il segretario UGL di Roma e provincia, Ermenegildo Rossi, ha richiamato in questo senso l’esperienza del protocollo “Mille occhi sulla città”, il sistema di collaborazione tra istituti di vigilanza privata e forze di polizia che da anni valorizza la presenza capillare delle guardie giurate come sensore di sicurezza urbana.
È qui che entra in gioco la sicurezza sussidiaria, rappresentata alla presentazione dall’AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, con il presidente Franco Cecconi. La filiera della sicurezza nei luoghi dell’intrattenimento poggia infatti su figure professionali precise e regolamentate: gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo, disciplinati dal decreto ministeriale 6 ottobre 2009 e iscritti negli elenchi prefettizi, e le guardie particolari giurate, il cui statuto affonda le radici nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Sono queste figure a costituire, ogni sera, il primo anello della catena di prevenzione nei locali, nei concerti, nelle piazze della movida, ben prima che si renda necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Cecconi ha accolto con favore la nascita del Forum, ringraziando Aurigemma e il coordinatore organizzativo Fabio Sabbatani Schiuma per il coinvolgimento, e ha posto sul tavolo i tre pilastri su cui, nella visione dell’Associazione, deve reggersi la sicurezza della notte: prevenzione, professionalità e coordinamento tra tutti gli attori, forze di polizia, polizie locali e operatori della sicurezza sussidiaria. Il presidente AISS ha inoltre rivendicato la necessità che il contributo quotidiano di migliaia di addetti ai servizi di controllo e guardie giurate venga pienamente riconosciuto dentro una cornice di regole certe, formazione qualificata e contrasto all’abusivismo, dichiarandosi pronto a portare al tavolo del Forum esperienza e proposte concrete.
Il nodo dell’abusivismo e la sfida dei grandi eventi
Il riferimento all’abusivismo non è casuale. Il settore della sicurezza negli eventi è da tempo attraversato da fenomeni di lavoro irregolare, pseudo-volontariato e impiego di personale privo dei requisiti di legge, come dimostrano le cronache recenti, dal caso del Lake Como Wine Festival, dove sei persone sono state denunciate per servizi di security svolti senza la prescritta licenza prefettizia, ai controlli sempre più frequenti su sagre, festival e manifestazioni pubbliche. Ogni operatore non qualificato che presidia un ingresso o gestisce un flusso di pubblico rappresenta una vulnerabilità nel dispositivo di sicurezza, oltre che una forma di concorrenza sleale verso le imprese regolari.
La questione assume un peso ulteriore in vista degli appuntamenti che attendono il Paese, dai grandi eventi internazionali alle stagioni turistiche che dilatano sempre più la vita notturna delle città d’arte. Se la notte è ormai un’infrastruttura economica e sociale a tutti gli effetti, la sua sicurezza non può essere affidata all’improvvisazione né scaricata interamente sulle forze di polizia, le cui risorse sono per definizione limitate. Il modello sussidiario, con operatori privati qualificati che agiscono in complementarità con l’autorità pubblica dentro un quadro di regole e controlli, è la risposta che l’ordinamento italiano ha già costruito sulla carta e che attende, in molti territori, di essere pienamente attuata.
Il Forum delle Città della Notte del Lazio sarà un banco di prova interessante proprio per questo: verificare se la regia condivisa tra istituzioni, categorie e professionisti della sicurezza riuscirà a tradursi in protocolli operativi, standard di formazione e strumenti di contrasto all’irregolarità, o se resterà un tavolo di rappresentanza. La materia prima, come ha ricordato la presentazione romana, c’è già: una notte che produce economia, lavoro e socialità, e migliaia di professionisti che ogni sera la presidiano. Ciò che è mancato finora è la cornice. Il Lazio ha deciso di provare a costruirla.
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