Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington
Teheran rivendica un attacco missilistico contro un’unità navale della US Navy nelle acque antistanti l’isola di Jask, all’imbocco orientale dello Stretto di Hormuz. Secondo la versione fornita dall’agenzia Fars News, due missili avrebbero raggiunto la nave dopo che questa avrebbe ignorato le intimazioni iraniane al rispetto delle procedure di transito imposte unilateralmente dalla Repubblica Islamica nel quadro della chiusura dello Stretto. La stessa fonte afferma che l’unità sarebbe stata costretta a invertire la rotta e abbandonare l’area.
Nessun dettaglio è stato reso noto sull’identità della nave, sull’entità dei danni o su eventuali perdite umane.
La cornice operativa
L’episodio — se confermato — si inserirebbe nel quadro più delicato delle ultime ore. Lunedì il Presidente Trump ha annunciato l’avvio di Project Freedom, presentata come iniziativa umanitaria per guidare fuori dallo Stretto le navi bloccate dall’inizio del conflitto. CENTCOM ha precisato che il dispositivo prevede cacciatorpediniere lanciamissili, oltre cento velivoli terrestri e navali, piattaforme unmanned multi-dominio e un contingente di circa quindicimila militari. Fonti USA citate dalla CNN hanno chiarito che non si tratta formalmente di una missione di scorta.
Teheran aveva anticipato che qualsiasi ingresso di forze straniere armate nello Stretto sarebbe stato considerato violazione del cessate il fuoco. Il comando unificato delle forze armate iraniane, guidato dall’ammiraglio Ali Abdollahi, aveva esplicitato la minaccia in un comunicato pubblico nelle stesse ore in cui Washington ufficializzava l’operazione.
L’articolo Hormuz, Teheran rivendica due missili contro unità navale USA: nessuna conferma da Washington proviene da Difesa Online.
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