Italia-Corea: il cerimoniale dietro la stretta di mano
Le visite di Stato costituiscono una delle massime espressioni della diplomazia contemporanea e rappresentano un momento privilegiato per la manifestazione pubblica delle relazioni tra Stati sovrani. Esse combinano aspetti politici, simbolici e protocollari in un articolato sistema di regole e consuetudini finalizzato a garantire il rispetto della dignità delle istituzioni coinvolte e la corretta rappresentazione dei rapporti internazionali.
In tale contesto si inserisce la visita in Italia del presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, occasione che ha consentito di consolidare ulteriormente il dialogo politico e strategico tra i due Paesi, confermando la crescente rilevanza della cooperazione italo-coreana nei settori economico, tecnologico e industriale.
La dimensione istituzionale della visita di Stato
Dal punto di vista protocollare, la visita ha presentato una duplice dimensione.
Da un lato, la componente propriamente statuale si è sviluppata nell’ambito delle prerogative della presidenza della Repubblica, custode del più elevato livello di rappresentanza istituzionale dello Stato italiano. Dall’altro, il programma governativo è stato curato dalla presidenza del consiglio dei ministri attraverso incontri bilaterali destinati all’approfondimento dei principali dossier politici, economici e strategici.
Questa distinzione, spesso poco percepita dall’opinione pubblica, rappresenta uno degli elementi fondamentali del protocollo repubblicano italiano e consente di preservare la specificità dei ruoli attribuiti dalla Costituzione alle diverse istituzioni dello Stato.¹

Villa Doria Pamphilj quale sede di rappresentanza governativa
Per gli incontri con la presidente del consiglio Giorgia Meloni è stato scelto il Casino del Bel Respiro di Villa Doria Pamphilj, una delle più prestigiose sedi di rappresentanza della presidenza del consiglio dei ministri.
La scelta della location ha assunto una valenza che trascende la mera funzionalità organizzativa. Nella diplomazia contemporanea, infatti, l’utilizzo di determinate sedi storiche contribuisce alla costruzione della narrazione istituzionale dell’evento e rafforza il message politico sotteso all’incontro.
La monumentalità dell’architettura seicentesca e l’elevato valore simbolico della Villa hanno fornito una cornice coerente con il livello della visita e con la volontà di attribuire particolare risalto al rafforzamento delle relazioni bilaterali.

L’accoglienza ufficiale e la resa degli onori
L’arrivo del capo dello Stato coreano è stato scandito dalle tradizionali forme di accoglienza previste per gli incontri governativi di massimo livello.
Alla presenza della presidente del consiglio, un picchetto d’onore interforze in grande uniforme ha reso gli onori previsti dal Cerimoniale di Stato.²
La successiva esecuzione degli inni nazionali della Repubblica Italiana e della Repubblica di Corea ha rappresentato uno dei momenti più solenni dell’accoglienza, seguita dalla tradizionale rassegna del reparto schierato da parte delle due Autorità.
È opportuno sottolineare come tale procedura, pur caratterizzata da un elevato grado di formalità, si distingua dagli onori militari completi previsti durante la fase statuale della visita presso il Quirinale, sede costituzionale del capo dello Stato italiano.

La photo opportunity e i colloqui bilaterali
Conclusa la fase dell’accoglienza, il programma ha previsto la tradizionale photo opportunity ufficiale davanti alle bandiere della Repubblica di Corea, della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea.
Questo momento, apparentemente marginale, costituisce in realtà uno degli strumenti più efficaci della diplomazia visiva contemporanea, poiché consente di trasmettere immediatamente all’opinione pubblica e ai media internazionali il messaggio politico sottostante all’incontro.³
I colloqui si sono sviluppati dapprima in formato ristretto e successivamente in configurazione allargata alle rispettive delegazioni governative e diplomatiche, disposte secondo il principio della parità sovrana degli Stati.
Particolare attenzione è stata dedicata alla definizione del Partenariato Strategico Speciale e del relativo Piano d’Azione 2026-2030.
La cerimonia di firma degli accordi
Uno dei momenti centrali della visita è stato rappresentato dalla cerimonia di firma degli accordi bilaterali.
Alla presenza dei due leader, i rappresentanti governativi competenti hanno proceduto alla sottoscrizione degli strumenti di cooperazione predisposti nei diversi ambiti di collaborazione.

Al termine della firma, si è svolto il tradizionale scambio degli esemplari ufficiali dei documenti sottoscritti, seguito dalla rituale stretta di mano e dalla documentazione fotografica istituzionale.
La cerimonia ha costituito la formalizzazione pubblica dei risultati conseguiti nel corso dei colloqui e ha conferito visibilità internazionale agli impegni assunti dalle due Parti.
Diplomazia economica e Forum imprenditoriale
La visita ha evidenziato anche la crescente centralità della diplomazia economica nelle relazioni internazionali contemporanee.
In tale quadro si inserisce il Forum imprenditoriale Italia-Corea, cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle principali imprese dei due Paesi.
La presenza del vicepresidente del consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha confermato la rilevanza attribuita alla cooperazione economica nei settori dell’automotive, dell’energia, delle tecnologie avanzate, dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.

Considerazioni conclusive
L’intera visita ha dimostrato come il protocollo non possa essere considerato un mero insieme di formalità, bensì uno strumento essenziale della diplomazia contemporanea.
Attraverso la corretta applicazione delle norme cerimoniali e protocollari, le istituzioni italiane hanno garantito una rappresentazione coerente del rango della visita, contribuendo al contempo alla valorizzazione dell’immagine internazionale del Paese.
La visita del presidente Lee Jae Myung ha pertanto costituito non soltanto un’importante occasione di dialogo politico e strategico, ma anche un significativo esempio di come il cerimoniale di Stato e il protocollo diplomatico continuino a svolgere una funzione centrale nella costruzione delle relazioni internazionali del XXI secolo.
Note
¹ Presidenza della Repubblica Italiana, Cerimoniale diplomatico e visite ufficiali dei Capi di Stato esteri.
² Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze, Prassi e procedure per gli incontri bilaterali di alto livello.
³ Sulla diplomazia visiva e la comunicazione istituzionale nelle relazioni internazionali contemporanee si vedano i principali studi in materia di public diplomacy e strategic communication.
Nota biografica dell’autrice
Eleonora Spalvieri è laureata in Lingue e Letterature Moderne e ha conseguito il Master universitario di I livello in HR Specialist – Professionisti per le Risorse Umane. Ha perfezionato la propria formazione nel campo del cerimoniale e delle relazioni istituzionali frequentando, tra gli altri, il Corso per Esperto in Cerimoniale e Protocollo Nazionale e Internazionale presso la SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale. Parla fluentemente inglese, francese e spagnolo ed è inoltre competente nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). Si interessa di protocollo, diplomazia, relazioni istituzionali e comunicazione interculturale.
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