MBDA e le munizioni circuitanti: osservare, attendere, colpire
Le munizioni circuitanti, note anche come loitering munitions, sono una delle novità più evidenti della guerra contemporanea. Il nome inglese può essere fuorviante. Non si tratta semplicemente di droni armati, né di missili tradizionali. Sono sistemi che restano in volo per un certo periodo, osservano l’area, cercano o seguono un bersaglio e poi possono colpirlo.
In parole semplici, una munizione circuitante unisce tre funzioni: vedere, aspettare e attaccare. È questa combinazione a renderla così interessante. Un missile classico viene lanciato verso un bersaglio già individuato. Una munizione circuitante può invece restare in zona, raccogliere informazioni e colpire quando il bersaglio si presenta.
La guerra in Ucraina ha mostrato quanto questo modello sia diventato importante. Mezzi corazzati, artiglierie, radar, veicoli logistici, postazioni isolate, piccole imbarcazioni e unità in movimento possono essere individuati e colpiti da sistemi relativamente leggeri. La linea del fronte è diventata più trasparente, e muoversi senza essere visti è sempre più difficile.
Cambia di conseguenza il comportamento delle forze sul terreno. Se un reparto sa di poter essere osservato e colpito dall’alto in qualunque momento, deve muoversi più lentamente, disperdersi, nascondersi, usare mimetizzazione, disturbatori e coperture. La munizione circuitante non distrugge soltanto un bersaglio. Impone prudenza, rallenta, logora e crea pressione psicologica.
È una capacità particolarmente utile in un campo di battaglia dove il bersaglio è sempre più mobile. Non tutto resta fermo abbastanza a lungo da essere colpito con una procedura tradizionale. Tra l’individuazione e l’ingaggio possono passare pochi minuti. La munizione circuitante serve proprio a ridurre questo intervallo.
La diamond-shaped con Fly-R
A Eurosatory 2026, MBDA ha presentato e valorizzato diverse soluzioni in questo settore. Il caso più visibile è la munizione circuitante diamond-shaped, sviluppata con Fly-R negli Emirati Arabi Uniti. La definizione indica la forma dell’ala, romboidale, pensata per combinare efficienza aerodinamica, manovrabilità, stabilità e basso attrito. Non è un dettaglio estetico, ma una scelta progettuale.
Secondo MBDA, il contratto con Fly-R prevede sviluppo rapido, qualifica e preparazione alla produzione di massa negli Emirati attraverso la nuova MBDA Landed Company. Il programma coinvolgerà tecnici e ingegneri emiratini, con il sostegno del Missile Engineering Centre di Abu Dhabi. È un segnale importante: sempre più spesso i Paesi clienti non chiedono solo di comprare sistemi d’arma, ma di partecipare allo sviluppo e alla produzione.

La munizione diamond-shaped è descritta come leggera, compatta, lanciabile da tubo e utilizzabile da un operatore a terra o da diverse piattaforme, compresi veicoli, unità navali di superficie e mezzi aerei. Può svolgere missioni di ricognizione e attacco di giorno e di notte, contro bersagli terrestri e marittimi, fino a 50 chilometri.
Sul dato dell’autonomia conviene essere precisi. Il comunicato sul contratto con Fly-R parla di fino a 60 minuti, mentre la pagina prodotto MBDA indica 45 minuti di operating time. Il dato comune è che si tratta di una munizione capace di restare in area per decine di minuti prima dell’ingaggio, offrendo all’operatore tempo per osservare, confermare e colpire.
La pagina prodotto aggiunge altri elementi utili: peso di 8 chilogrammi, impiego anche in ambiente privo o degradato di segnale GNSS, ali che si aprono automaticamente dopo il lancio da tubo, uso di giorno e di notte anche in condizioni difficili, missioni pre-programmabili verso l’area di attesa e guida terminale autonoma contro bersagli mobili.
L’intelligenza artificiale senza fantascienza
MBDA sottolinea anche l’uso di funzioni avanzate di intelligenza artificiale. Qui bisogna evitare equivoci. L’intelligenza artificiale non va immaginata come un robot che decide da solo la guerra. In sistemi di questo tipo serve soprattutto a riconoscere, seguire, classificare e aiutare l’operatore a gestire molte informazioni in tempi brevi.
Il punto è pratico. Un bersaglio può muoversi, nascondersi, cambiare direzione o comparire solo per pochi secondi. Avere sistemi capaci di assistere la fase di ricerca e inseguimento può aumentare la probabilità di successo. La decisione sull’impiego letale resta però un tema operativo, giuridico e politico centrale, soprattutto quando il campo di battaglia è confuso o vicino ad aree abitate.
La diamond-shaped viene presentata anche con capacità collaborative e di sciame. Anche qui il concetto va riportato a terra: più munizioni possono operare in modo coordinato, condividendo dati o distribuendosi i compiti. Non significa necessariamente sostituire l’uomo, ma aumentare la capacità di coprire un’area, seguire bersagli multipli e reagire più rapidamente.
La famiglia AKERON si allarga
La famiglia AKERON allarga ulteriormente il quadro. Nel comunicato generale di Eurosatory, MBDA cita AKERON RCX50, sviluppata con Novadem in meno di due anni di sviluppo autofinanziato, e AKERON RCH170 (immagine seguente), co-sviluppata con Delair e KNDS France per esigenze di loitering a medio raggio.
AKERON RCX50 è la soluzione più compatta: una munizione circuitante rapidamente dispiegabile, pensata per il combattente o il piccolo reparto. La pagina MBDA la descrive come una loitering munition compatta, impiegabile senza lanciatore e rapidamente schierabile.

AKERON RCH170 rappresenta invece un livello superiore. Secondo MBDA è una munizione circuitante pensata per il dispiegamento rapido, capace di supportare le forze fino a 80 chilometri, con oltre un’ora di autonomia. È quindi una soluzione più adatta a esigenze di medio raggio, dove serve più tempo di permanenza in volo e maggiore profondità d’impiego.
La logica è chiara: non esiste una sola munizione circuitante valida per tutto. Esistono sistemi diversi per peso, raggio, autonomia, carico utile e missione. Alcuni sono pensati per il reparto sul terreno, altri per piattaforme più complesse, altri ancora per obiettivi mobili o per aree nelle quali il bersaglio può comparire e sparire rapidamente.
Il ruolo dell’operatore
Uno degli aspetti più importanti è il rapporto tra automazione e controllo umano. Le munizioni circuitanti moderne possono volare verso un’area predefinita, cercare un bersaglio, seguirlo e assistere l’ingaggio. Ma l’operatore resta centrale nella scelta dell’obiettivo, nella valutazione del contesto e nella decisione finale.
Questo è particolarmente importante quando il bersaglio si muove vicino a civili, mezzi amici, infrastrutture o aree urbane. La possibilità di osservare prima di colpire può ridurre l’incertezza rispetto a un tiro immediato. Ma aumenta anche la responsabilità di chi decide.
Il valore della munizione circuitante non è solo colpire. È vedere prima, valutare meglio e, quando necessario, rinunciare. In un campo di battaglia saturo di sensori e bersagli fugaci, anche la possibilità di interrompere o far riorientare una missione diventa parte della qualità del sistema.
Limiti e contromisure
Questi sistemi non sono invincibili. Possono essere disturbati, abbattuti, ingannati, individuati o neutralizzati. Possono dipendere da collegamenti dati, sensori, condizioni meteo, qualità dell’operatore e robustezza del software. Più diventeranno diffusi, più cresceranno anche le contromisure.
Chi difende cercherà di contrastarli con disturbi elettronici, reti anti-drone, armi leggere, cannoni automatici, laser, missili a corto raggio e difese dedicate. Chi attacca cercherà sistemi più autonomi, più resistenti ai disturbi, più economici e più numerosi.

La guerra futura sarà quindi una gara continua tra munizioni circuitanti e difese contro le munizioni circuitanti. Non vincerà necessariamente il sistema più sofisticato in assoluto, ma quello capace di offrire il miglior equilibrio tra costo, efficacia, semplicità d’impiego e disponibilità in quantità adeguate.
Il nodo industriale
Il punto industriale è decisivo. Le munizioni circuitanti stanno tra il mondo dei droni e quello dei missili. Richiedono elettronica, sensori, materiali leggeri, cariche belliche, software, collegamenti dati e capacità produttiva. Possono essere aggiornate più rapidamente rispetto a molti sistemi d’arma tradizionali, perché l’evoluzione del software e dei sensori modifica in fretta le prestazioni.
Per MBDA, entrare con decisione in questo settore significa completare il portafoglio tra missile classico, drone, munizione guidata e sistemi per il combattimento collaborativo. È una scelta coerente con la trasformazione del campo di battaglia. I bersagli sono più mobili e più difficili da seguire; in una guerra in cui un veicolo, una postazione o una piccola unità navale possono comparire e sparire in pochi minuti, la capacità di osservare, attendere e colpire diventa decisiva. L’arma deve quindi diventare più paziente, più informata e più flessibile.
Questione fondamentale riguarda le quantità. Se il costo resta troppo alto, la munizione circuitante diventa un sistema di nicchia. Se invece può essere prodotta in numeri adeguati, diventa uno strumento quotidiano del combattimento. La sfida è trovare l’equilibrio tra prestazioni, costo e produzione.
Eurosatory 2026 ha confermato che le loitering munitions non sono più una curiosità da conflitti periferici. Sono ormai una componente stabile della guerra ad alta intensità.
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