Lettere a Difesa Online: “Il ministero della Difesa ha poi risposto?”
Diversi lettori ci hanno chiesto aggiornamenti sulla vicenda relativa alla mancata presenza di Difesa Online all’evento di consegna del veicolo corazzato Lynx all’Esercito Italiano, svoltosi il 27 gennaio 2026 presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito.
Come già ricostruito nei precedenti articoli, il 12 febbraio 2026 Difesa Online aveva chiesto all’ufficio comunicazione Difesa chiarimenti sui criteri adottati per l’accreditamento degli organi di stampa agli eventi del ministero della Difesa, sull’eventuale presenza della testata tra quelle accreditabili o accreditate, sull’esistenza di direttive o procedure per la selezione delle testate invitate e sulle eventuali motivazioni della mancata inclusione nell’evento.
Il 19 febbraio l’ufficio comunicazione Difesa aveva risposto che l’evento “non è stato organizzato dall’Ufficio Scrivente”.
Una risposta che, a nostro avviso, non chiariva il punto principale: se l’evento si è svolto in una struttura militare, con presenza di operatori dell’informazione, chi ha autorizzato, coordinato o validato l’accesso dei giornalisti? E sulla base di quali criteri?
Per questo, il 26 marzo 2026 Difesa Online, a seguito della richiesta di accesso civico precedentemente formulata, ha presentato istanza di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del ministero della Difesa (di seguito RPCT), generale ispettore (aus.) Alfredo Tritapepe, in applicazione dell’art. 5, comma 7, del d.lsg n. 33/2013, chiedendo di verificare la compatibilità delle omissioni segnalate con gli obblighi di trasparenza amministrativa e di acquisire dagli uffici competenti le informazioni richieste.
Nel provvedimento di riesame, il RPCT ha preso atto che, secondo quanto rappresentato dall’ufficio comunicazione Difesa, non sarebbe possibile fornire dati, informazioni o documentazione “a causa della assenza di documenti/dati/informazioni relativi a quanto richiesto”, disponibili agli atti del predetto ufficio.
Per tale ragione, il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza non ha accolto la richiesta di riesame, rilevando che non si può obbligare l’amministrazione a formare o rielaborare informazioni non già esistenti o disponibili.
Tuttavia, ed è questo il passaggio più rilevante, lo stesso RPCT, “in considerazione del principio di trasparenza dell’azione amministrativa”, ha invitato l’ufficio comunicazione Difesa a indicare, ove possibile, il soggetto organizzatore dell’evento in questione, affinché Difesa Online possa rivolgere a tale soggetto la richiesta di informazioni.
Sono trascorse ulteriori due settimane.
Alla data di pubblicazione di questo aggiornamento, l’ufficio comunicazione Difesa non ha ancora fornito a Difesa Online l’indicazione richiesta: chi abbia organizzato l’evento del 27 gennaio 2026, chi abbia gestito l’accesso degli operatori dell’informazione alla struttura militare e chi abbia validato la presenza di alcuni organi di stampa.
Non si tratta di una questione personale, né di una rivendicazione di privilegio. Si tratta di un principio molto semplice: quando un evento si svolge in ambito militare, con presenza selezionata di stampa o comunicatori, devono esistere responsabilità, criteri e tracciabilità.
Se l’ufficio comunicazione Difesa non ha organizzato l’evento, è legittimo chiedere quale soggetto lo abbia fatto. Se non detiene documenti, è legittimo chiedere chi li detenga. Se non ha gestito gli accrediti, è legittimo sapere chi abbia autorizzato l’accesso alla struttura militare.
A oggi, questa risposta non è arrivata.
Difesa Online continuerà a seguire la vicenda, non per polemica, ma per una ragione di trasparenza istituzionale. Il rapporto tra amministrazione militare, informazione e opinione pubblica non può fondarsi su zone grigie, risposte parziali o rimpalli di competenza.
Soprattutto quando si parla di ministero della Difesa.
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