MBDA e la profondità di fuoco: colpire lontano per non subire la guerra
La guerra contemporanea ha definitivamente cancellato l’illusione della retrovia sicura. Nei conflitti ad alta intensità, depositi di munizioni, centri di comando, radar, basi logistiche, nodi ferroviari, aeroporti, porti e infrastrutture militari diventano parte integrante del campo di battaglia. Non basta più difendere la prima linea. Bisogna poter colpire ciò che consente al nemico di continuare a combattere.
È questo il significato della capacità di colpire in profondità, o deep strike. Significa poter raggiungere obiettivi importanti a grande distanza, con precisione, anche in presenza di difese aeree, guerra elettronica e sistemi di protezione stratificati.
A Eurosatory 2026, MBDA ha presentato una serie di programmi che mostrano come l’Europa stia cercando di ricostruire una capacità autonoma in questo settore. Il gruppo europeo propone un portafoglio che va da sistemi a raggio più contenuto, come THUNDART, fino a missili da crociera capaci di superare i 1.000 chilometri, come il Naval Cruise Missile e la sua versione terrestre, il Land Cruise Missile.
La logica è offrire ai comandi militari strumenti diversi, dal livello tattico alla profondità strategica, riducendo le dipendenze esterne.
THUNDART rappresenta il primo livello di questa architettura
È un sistema europeo di artiglieria a lungo raggio, sviluppato da MBDA con Safran Electronics & Defense, destinato a sostituire il Lance-Roquettes Unitaire francese. Secondo MBDA, il sistema dovrebbe offrire una capacità di attacco di precisione fino a 150 chilometri ed entrare in servizio operativo già dal 2030.

In parole semplici, THUNDART non è il classico razzo d’artiglieria pensato per saturare un’area. È una munizione guidata, destinata a colpire con precisione bersagli specifici molto oltre la portata dell’artiglieria tradizionale. Il primo tiro, condotto il 14 aprile 2026, ha validato le principali scelte di progetto e propulsione. Per un programma di questo tipo, il dato non è secondario: indica che non si è più nella sola fase concettuale, ma in un percorso di sviluppo concreto.
Il vantaggio operativo è evidente. Una batteria capace di colpire a 150 chilometri può restare più lontana dalla minaccia nemica, lanciare e spostarsi rapidamente prima di essere individuata. Questa tattica, spesso indicata con l’espressione “shoot and scoot”, significa sparare e muoversi subito dopo, prima che il nemico riesca a localizzare la posizione di lancio e rispondere con il fuoco di controbatteria.
THUNDART è pensato anche per operare in ambienti degradati, cioè in condizioni nelle quali il segnale satellitare può essere disturbato, ingannato o addirittura perso. È un punto essenziale. Nei conflitti recenti la guerra elettronica è diventata quotidiana. Disturbare i sistemi di navigazione, interrompere i collegamenti, accecare i sensori o ingannare le munizioni guidate è ormai parte normale della battaglia. Una munizione moderna deve quindi essere precisa, ma anche resistente a un ambiente elettromagnetico ostile.
Salendo di livello si arriva al Land Cruise Missile
A Eurosatory, MBDA ha presentato il nuovo NCM-LCM MK2, una nuova generazione del missile da crociera europeo, disponibile sia in ambito navale sia da piattaforma terrestre. Qui cambia la scala: non si parla più di 150 chilometri, ma di oltre 1.000 chilometri.
Un missile da crociera terrestre di questo tipo permette di colpire obiettivi di grande valore molto lontani dal fronte. Non serve solo a distruggere un bersaglio. Serve anche a creare incertezza nell’avversario, costringendolo a difendere una profondità molto più ampia del proprio dispositivo militare. Depositi, centri di comando, infrastrutture logistiche e nodi di comunicazione non possono più essere considerati al riparo solo perché lontani dalla linea di contatto.
Secondo MBDA, il primo sistema di lancio terrestre, il Ground Launch System, dovrebbe essere disponibile dal 2029. Il sistema è pensato per essere mobile, schierabile anche da posizioni non preparate, con una batteria pronta in meno di 15 minuti e quattro missili già caricati e pronti al lancio. Questo significa che non si tratta di una capacità statica, legata a grandi infrastrutture fisse, ma di un sistema mobile, più difficile da individuare e neutralizzare.
La mobilità è fondamentale. Un lanciatore fisso è più facile da sorvegliare, colpire o bloccare. Un sistema terrestre mobile può disperdersi, cambiare posizione, mimetizzarsi e comparire solo nel momento del lancio. In una guerra di alta intensità, sopravvivere è importante quanto colpire.
MBDA sottolinea anche il miglioramento della sopravvivenza del missile durante il volo. Questo significa migliore capacità di affrontare ambienti disturbati, maggiore discrezione rispetto ai radar, profili di volo più difficili da intercettare e incremento di portata e letalità. In termini semplici: il missile non deve solo partire e arrivare lontano. Deve anche superare lo scudo avversario.
Accanto ai sistemi più sofisticati, MBDA insiste su un altro concetto: la massa
Nei conflitti lunghi non basta avere pochi missili eccellenti. Servono anche munizioni producibili in quantità maggiori, capaci di mettere pressione sulle difese nemiche e costringerle a consumare intercettori, tempo e risorse.
DELUGE rientra in questa logica. Non è un missile da crociera strategico, ma una munizione a costo più contenuto, pensata per essere prodotta in grandi numeri e lanciata in salve coordinate. Secondo MBDA, ha un’apertura alare di tre metri, trasporta un carico utile di classe 50 chilogrammi, vola a circa 400 chilometri orari e può raggiungere fino a 500 chilometri.
Il suo compito è generare pressione continua sulle difese avversarie. Lanciata da terra in più esemplari, DELUGE può contribuire a saturare radar, centri di comando e sistemi di difesa aerea, obbligando il nemico a reagire a molti bersagli contemporaneamente. Non sempre conviene usare il sistema più sofisticato contro ogni obiettivo. In alcuni casi serve massa, persistenza e capacità di sostenere l’attrito.
Il dato industriale è forse ancora più interessante di quello operativo. MBDA indica un primo volo del prototipo nel settembre 2025, un primo tiro reale nel novembre 2025, un primo contratto con la direzione generale degli armamenti francese e un primo lotto produttivo previsto nel 2027. Questo rende DELUGE un esempio concreto di sviluppo accelerato: dal prototipo alla produzione in tempi molto più compressi rispetto ai programmi tradizionali.
Nello stesso quadro si inserisce CROSSBOW, altro programma presentato da MBDA come risposta alla necessità di disporre di capacità di deep strike lanciate da terra, modulari, meno costose e producibili rapidamente. Il 19 giugno 2026, MBDA ha annunciato il successo dei primi tiri, effettuati nel dicembre 2025 e nel febbraio 2026.

CROSSBOW è passato dal progetto alla dimostrazione in nove mesi. Utilizza un’architettura modulare e combina sottosistemi militari e commerciali già disponibili. Il senso è chiaro: non sostituire i sistemi più sofisticati, ma affiancarli con una soluzione capace di aumentare la massa disponibile, adattarsi a diverse esigenze e arrivare alla produzione in scala già nel 2026.
Questo passaggio racconta bene la lezione dei conflitti recenti. La guerra industriale non premia soltanto il sistema più raffinato, ma quello che può essere prodotto, aggiornato, consegnato e sostituito in tempi compatibili con il fronte. Se un Paese possiede pochi missili avanzati ma non riesce a rifornirsi rapidamente, la sua libertà d’azione si riduce. La profondità di fuoco, quindi, non è solo una questione di portata. È anche una questione di capacità industriale.
In questo quadro si inserisce la cooperazione con l’Ucraina
MBDA ha firmato un memorandum con la società ucraina LUCH per lo sviluppo del missile da crociera NEPTUNE2. L’accordo riguarda l’evoluzione del missile Neptune e punta a sviluppare una capacità di deep strike, rafforzando al tempo stesso la cooperazione strategica con Kiev.

Il dato politico è rilevante. L’Ucraina non è più soltanto un Paese che riceve sistemi d’arma. Dopo anni di guerra, ha accumulato un’esperienza operativa concreta nell’uso di droni, missili, attacchi a distanza e sistemi di saturazione. Collaborare con l’industria ucraina significa accedere a una scuola di guerra reale, maturata sotto pressione quotidiana.
Il rapporto con Kiev non si limita però a LUCH. MBDA ha annunciato anche un memorandum con Ukrainian Armor per esplorare una collaborazione più ampia, che include capacità di attacco in profondità e altre soluzioni maturate dall’esperienza operativa ucraina. Per il tema del deep strike, il punto centrale è proprio questo: trasformare le lezioni del campo di battaglia in programmi industriali europei e ucraini.
Questa dimensione è importante perché la profondità di fuoco non vive da sola. I missili devono essere collegati a sensori, intelligence, reti di comando, capacità di scoperta del bersaglio e sistemi di protezione. Colpire lontano non serve se non si sa dove colpire, quando colpire e con quale effetto. La catena che va dalla scoperta del bersaglio all’ingaggio deve essere rapida, sicura e resistente ai disturbi.
La profondità di fuoco europea va quindi letta su quattro livelli. Il primo è tattico-operativo, con sistemi come THUNDART, pensati per estendere la portata dell’artiglieria. Il secondo è operativo-strategico, con missili da crociera terrestri come LCM, capaci di superare i 1.000 chilometri. Il terzo è industriale, con DELUGE e CROSSBOW, pensati per aumentare massa, sostenibilità e rapidità produttiva. Il quarto è cooperativo, con Ucraina e partner europei chiamati a trasformare l’esperienza del campo di battaglia in capacità industriale.
Le domande finali sono nuovamente politiche
Gli Stati europei vogliono davvero dotarsi di capacità autonome di attacco in profondità? Vogliono ordinarle in quantità sufficienti? Vogliono accettare che la deterrenza richiede anche strumenti offensivi convenzionali credibili?
Per anni il dibattito europeo ha preferito parlare di difesa come protezione, stabilizzazione e gestione delle crisi. La guerra è tornata invece a ricordare che difendersi significa anche poter colpire ciò che permette all’avversario di aggredire.
La profondità di fuoco non è una scelta aggressiva in sé. È una componente della deterrenza. Se un avversario sa di poter colpire impunemente città, basi, infrastrutture e retrovie, sarà più tentato di farlo. Se invece sa che i suoi depositi, comandi e sistemi logistici possono essere raggiunti a centinaia o migliaia di chilometri, il calcolo cambia.
MBDA non propone un singolo missile, ma una visione: costruire una capacità europea di colpire lontano, in modo preciso, mobile, sostenibile e industrialmente riproducibile. È una delle condizioni per trasformare il riarmo europeo da slogan a capacità militare reale.
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La guerra contemporanea ha definitivamente cancellato l’illusione della retrovia sicura. Nei conflitti ad alta intensità, depositi di munizioni, centri di…
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